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Chiude l’Enpals. La battaglia dell’Agis

10 Febbraio 2012 di  Goffredo De Pascale

“Vigileremo sui fondi previdenziali di artisti e tecnici”. Paolo Protti, presidente dell’Associazione generale dello spettacolo, spiega come evitare che il patrimonio dell’ente di previdenza finisca disperso nell’Inps. E illustra il confronto con il governo Monti per rilanciare un settore imbrigliato da norme e provvedimenti e considerato ancora (a torto) il fratello povero del mondo imprenditoriale.

L`Enpals, l`istituto previdenziale di riferimento per gli artisti e le persone che lavorano nel mondo dello spettacolo viene smantellato e assorbito dall`Inps.
Lo ha deciso il governo Monti con il decreto legislativo denominato Salva Italia (leggibile in allegato).
Entro il 31 marzo dovrà essere approvato il bilancio e poi tutte le risorse saranno trasferite all`Inps. L`Agis, l`Associazione generale dello spettacolo, è molto critica. Ne parliamo con il presidente Paolo Protti.
Attori, registi, ballerini, cantanti e tecnici con il nuovo anno perdono l`Enpals. Presidente quali sono i rischi?
Lo scenario è inquietante. Capiamo l’esigenza di razionalizzare il sistema previdenziale, ma non comprendiamo il fatto di andare a toccare un sistema come quello dell’Enpals che ha avuto dei problemi negli anni passati, ma grazie a un`accorta gestione oggi è in attivo di circa un miliardo e mezzo di euro. Il passaggio ci preoccupa. Avere a disposizione una risorsa del genere in un momento di difficoltà economica significa poter intervenire a sostegno dei lavoratori e non si può correre il rischio che questi beni vengano destinati in altro modo o peggio impiegati per risanare i conti dell`Inps. Occorrono delle garanzie. Bisogna che rappresentanti dell’Agis e dei sindacati dello spettacolo entrino a far parte del Consiglio di indirizzo e di vigilanza dell’Inps. È essenziale che l’Agis, in rappresentanza di tutte le categorie dello spettacolo, sia presente in modo qualificato.

Non crede che in prospettiva si possa andare verso lo smantellamento del sistema previdenziale pubblico in favore della cosiddetta previdenza complementare privata?
Sì credo che sia questo l`orientamento, ma non si può prescindere dal fatto che
quanto ha raccolto e gestito finora l`Enpals è il frutto dei contributi dei lavoratori e delle imprese dello spettacolo.

Da definire c`è anche la gestione di una società che movimenta circa 9 miliardi e gestisce 20 fondi Immobiliari. L’Enpals assieme all`Inpdap che pure verrà assorbito dall`Inps sono titolari di quote azionarie di Fimit, primo fondo immobiliare chiuso ad apporto pubblico, divenuto IdeaFimit sgr dopo la fusione con First Atlantic, il cui capitale sociale è oggi controllato per il 61,3% da De Agostini, per il 18,33% dall`Inpdap, l’11,34%  dall`Enpals e il 5,97% da Enasarco. Con la soppressione di Inpdap ed Enpals ed il trasferimento di IdeaFimit sgr all’Inps, si autorizza di fatto quest’ultimo all’ingresso in Borsa, cosa non concessa prima all’Istituto nazionale di previdenza. Insomma l’Inps si quoterà in borsa con i contributi versati dai lavoratori…
Un motivo in più per evitare di perdere il controllo di questi beni che, lo ripeto, sono e devono restare patrimonio dei lavoratori dello spettacolo. È giunto il momento inoltre di rivedere legislativamente la figura dei lavoratori dello spettacolo.
Una legge del 1985, vecchia di trent’anni, non ne riconosce la specificità, ma gliela toglie. Noi parliamo di lavoratori che sono in massima parte forza giovanile. Certo si parla di artisti, ma sappiamo benissimo che i ballerini per esempio non possono danzare fino a 65/70 anni. Salvo casi eccezionali, la regola non è quella. Come pure non si può non tenere presente che le compagnie di giro hanno la loro stagionalità e le loro difficoltà. Quindi c’è da mettere mano dal punto di vista normativo, ma ciò non deve impedire la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali di cui usufruiscono tutti gli altri settori, ma non il nostro che si è visto escludere dalla Cassazione la possibilità di percepire il sussidio di disoccupazione. Ripeto, parliamo di ammortizzatori sociali che sono in questo momento estremamente indispensabili.
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Goffredo De Pascale
Goffredo De Pascale
Informazioni sull'autore

Giornalista professionista e critico cinematografico, ha lavorato a Paese Sera, Ansa, Roma, l’Unità e Diario. Ha vinto il Premio Enzo Baldoni 2008 come ideatore e autore di Primo giorno di Dio, documentario sui bambini e le religioni monoteiste (RaiTre). Ha collaborato a numerosi programmi radiofonici e televisivi della Rai. Da un’inchiesta sulla camorra scritta con Giantomaso De Matteis, Maria Pia Daniele ha tratto ispirazione per una commedia nera, Regine 416 bis. Vincitore del Premio Giancarlo Siani 2010 con Africa Bomber (ADD editore) giunto finalista anche al Premio Bancarella Sport 2011, ha pubblicato libri sull’opera di Fernando Birri, François Truffaut e Jacques Rivette. Dal 2009 al 2012 ha fatto parte della commissione selezionatrice della Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del cinema di Venezia.

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