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Raffreddore? Tosse?

Sollievo in un (at)timo!

27 Settembre 2013 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: Oli essenziali (timolo), flavonoidi
POSOLOGIA: Tintura madre: 40 gtt 3 volte al giorno per tutta la durata della sintomatologia
CONTROINDICAZIONI: non superare le dosi consigliate. L’olio essenziale di timo è mal tollerato dalle mucose, non utilizzare puro ma sempre sciolto in acqua o zucchero

Sollievo in un (at)timo!
Il timo è una pianta aromatica fondamentale in alcune fra le più note miscele di spezie come le erbe di Provenza, diffuse nella cucina francese, la zahtar, miscela giordana nella quale il timo è il componente principale, e la dukka egiziana, dove è unito al cumino e al coriandolo.

Il nome deriva dal greco e significa “coraggio”, per questo motivo, forse, i soldati Romani si cospargevano di acqua e timo prima delle battaglie. Utilizzato dall'epoca degli Antichi Egizi per l'imbalsamazione, il timo era molto apprezzato in Grecia, dove il miele di timo era considerato una prelibatezza. Nel Medioevo si poneva sotto il cuscino un rametto di timo per tenere lontani gli incubi e le dame erano solite ricamare sulle insegne dei cavalieri delle piante di timo come segno di buon auspicio e donare ai soldati un rametto affinché fossero protetti in battaglia.

Il timo poi, insieme alla lavanda, al rosmarino e alla salvia, è un ingrediente dell'aceto dei quattro ladroni, panacea universale usata ancora oggi, la cui scoperta ha origine lontane. Secondo un'antica leggenda, durante la pestilenza che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, non tenendo conto del rischio di contagio, entravano nelle case degli appestati per depredarli delle loro ricchezze. Arrestati, furono condannati all'impiccagione, ma prima di giustiziarli, un giudice intelligente e curioso, chiese loro come facessero a non essere contagiati, promettendo loro la grazia se avessero rivelato l'interessante segreto. I ladri risposero che due volte al dì si bagnavano i polsi e le tempie con una miscela a base di erbe aromatiche, tra cui proprio il timo, che da quel giorno prese il nome di aceto dei quattro ladroni.

Da un punto di vista fitoterapico il timo è un potente antisettico e antispasmodico. Nell'”Herbario novo”, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l’asma, le bronchiti e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo. Potente digestivo e carminativo, è efficace contro le infezioni alle vie urinarie e le infiammazioni dell'apparato respiratorio ed è un ottimo rimedio contro tosse, asma, bronchite e raffreddore, per le sue proprietà balsamiche e fluidificanti. Mentre decotti e infusi di timo sono usati per detergere piccole ferite e per disinfettare il cavo orale, una tisana di timo è utile in caso di tosse o per favorire la digestione.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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