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L’erba che fa resuscitare i morti

Si Salvia chi può!

27 Luglio 2013 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: flavonoidi, chetoni
POSOLOGIA: Tintura madre: 20 gtt 2 volte al giorno per 3 settimane. NON UTILIZZARE L’OLIO ESSENZIALE DI SALVIA che, ingerito, è tossico
CONTROINDICAZIONI: Non usare in gravidanza o in caso di epilessia. Non associare a sedativi o farmaci psicotropi

Si Salvia chi può!
Esistono erbe che vivono una “doppia vita”. E’ questo il caso della Salvia. Conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per le sue virtù culinarie, la salvia è altresì importante per le sue proprietà terapeutiche.

Niente a che vedere con le presunte e del tutto inconsistenti capacità “allucinatorie” tanto pubblicizzate qualche anno fa, che riguardano l’illegale Salvia Divinorum, la salvia officinale è, invece, una pianta molto utile per curare alcuni comuni disturbi. Per cominciare deve il suo nome  al latino salus =  sano, in salute, con riferimento alle sue capacità medicamentose.  I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici.

Romani la consideravano una pianta sacra, tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta, che spettava a pochi eletti, i quali dovevano indossare una tunica bianca dopo aver compiuto i sacrifici. Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e le piaghe infette. I Cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità. Un trattato del Medioevo recita che “ il desiderio della salvia è di rendere l’uomo immortale” e, addirittura, in un antico Erbario, si scrive che, quando Maria dovette fuggire col Bambino dagli sgherri di Erode, chiese aiuto a tutti i fiori campestri, ma solo la salvia le dette riparo sotto le sue foglie. Quando il pericolo fu passato la Vergine, grata, disse alla salvia che, per l’eternità, sarebbe stata la pianta preferita dagli uomini ”perché li avrebbe salvati da qualunque malattia o morte”.

Anche se la salvia non ha la capacità di salvare l’uomo dalla morte, è sicuramente utile in caso di affezioni dell’appartato gastrointestinale, colon irritabile o mestruazioni dolorose, in quanto esplica un’azione miorilassante. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e diuretiche è molto utile in caso di mal di testa, reumatismi e ritenzione idrica. Inoltre le proprietà antisettiche e balsamiche la rendono un ottimo rimedio per tutte le patologie dell’apparato respiratorio, quali febbre, tosse e catarro. Infine, un infuso di salvia, assunto a stomaco vuoto, esercita un’ azione ipoglicemizzante, utile in caso di diabete.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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