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Un antisettico che cura il fegato

Rabarbaro, la radice della salute

24 Marzo 2016 di  Flaminia Antonucci
Rabarbaro, la radice della salute
 La pianta del rabarbaro, (Rheum Officinale), appartiene alla famiglia delle Polygonaceae, è originaria della Cina, cresce sia in Europa che in Asia. È una pianta perenne caratterizzata dalla presenza di grandi foglie e piccoli fiori.

Le prime informazioni che riguardano le sue proprietà terapeutiche ci giungono dalla Cina, e precisamente dall’imperatore cinese Shen Nung  vissuto nel 2.700 a.C. che ne descrive appunto le qualità nel suo libro di erbe medicinali. Il nome rabarbaro deriva da due parole greche: “ra” che significa pianta e barbaron” che sta a indicare che questa pianta era solitamente coltivata da popolazioni barbare. Fin dall'antichità il rabarbaro veniva utilizzato sia a scopo ornamentale che a scopo medicinale soprattutto nelle popolazioni asiatiche con particolare riferimento alla Cina e alla Mongolia. La specie di rabarbaro più diffusa e conosciuta è il rabarbaro cinese insieme al rabarbaro officinale.

Il Rabarbaro è tra le erbe magiche che vengono più utilizzate nel campo esoterico legato agli incantesimi di protezione e di fedeltà. Questa pianta è di genere femminile e proviene dal Pianeta Venere. Il suo elemento principale è la terra. Per quanto riguarda la protezione il rabarbaro viene usato per la prevenzione o per la cura del fisico stesso. Ad esempio può essere legata la sua radice su un laccio, indossarlo e così far passare mal di testa e mal di stomaco. Cucinare una torta al rabarbaro, secondo la cultura popolare può legare due amanti per l’eternità.

Da un punto di vista fitoterapico l’impiego principale è quello lassativo ma, se assunto sotto forma di tisana prima dei pasti, può portare alcuni benefici al fegato ed alla digestione. E’ importante, però ricordare che il rabarbaro non va mai consumato crudo poiché le sue foglie contengono sostanze altamente tossiche. Da secoli è conosciuta la sua attività antinfiammatoria e, per uso esterno, viene impiegato, soprattutto in Cina, per curare scottature e ferite. Ha proprietà antisettiche, emollienti, antispasmodiche, diuretiche e toniche utili per il trattamento della diarrea, dell’acne e dei dolori mestruali. La sua assunzione apporta benefici al sistema cardiovascolare proteggendo cuore e arterie. Grazie alla buona presenza di fibre alimentari il rabarbaro facilità l’eliminazione del colesterolo cattivo LDL La presenza di vitamina K promuove la crescita ossea e ne stimola la riparazione in caso di danni. Se mescolato al vino e lasciato a macerare per alcuni giorni può essere utilizzato come tintura per capelli cui dona un bel riflesso ramato.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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