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Per un rosso 1° maggio

Falce e mirtillo!

02 Maggio 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: vitamine A, C, B, Sali minerali
POSOLOGIA : Estratto secco:1 cps 2 volte al giorno lontano dai pasti
Tintura madre: 20 gtt 2 volte al giorno
CONTRONDICAZIONI: può avere un effetto diuretico

Falce e mirtillo!
Frutto tipico del sottobosco, il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) ha tradizioni antichissime e viene utilizzato per curare diverse patologie.

I mirtilli crescono nelle zone montane (sulle Alpi e gli Appennini) e trovano la loro maggiore diffusione in terreni ricchi di humus. Esistono ben 130 specie di mirtillo, da quello rosso, a quello nero al pregiato cranberry americano. Fin dall’antichità il succo di mirtillo è stato utilizzato per tingere i tessuti, conferendogli un bel color indaco, tanto che alcuni reperti tessili sono stati ritrovati in una città Atzeca.

Le donne dell’antico Impero Romano ne diluivano il succo nell’acqua del bagno per favorire l’abbronzatura. Dioscoride lo consigliava per curare la dissenteria Nel Medioevo si attribuivano ai mirtilli proprietà astringenti, toniche e depurative, e si riteneva che curassero le emorroidi, solo sedendosi su un cuscino al cui interno si trovavano bacche di rose e mirtilli. Le bacche dalla varietà rossa erano ritenute un simbolo di pace dagli indiani Delaware, che le impiegavano per tingere sia i corpi che i tappeti. La leggenda Americana racconta che i Padri Pellegrini appena sbarcati, mangiassero le gustose bacche che crescevano particolarmente abbondanti in quelle regioni, per questo, ancora oggi, i mirtilli sono un ingrediente base della salsa che accompagna il tacchino del giorno del Ringraziamento. Secondo una tradizione nordica il mirtillo protegge dalla malasorte, in Scandinavia i suoi rami sono utilizzati nella cerimonia del “Piccolo Yule”, il 13 dicembre, un rito associato alla stella del solstizio d’inverno, conosciuta nella tradizione nordica come “portatore di torcia”, colui che proteggerà dai demoni. Secondo la mitologia, il mirtillo è legato al nome di Venere, dea dell'amore, la quale, dopo il giudizio di Paride, si cinse il capo con una corona di bacche di mirtillo. Nel Medioevo i profumieri ottenevano dai fiori la famosa "acqua degli angeli” e ancora oggi in Germania il mirtillo è usato come pianta propiziatoria nelle nozze e bruciato in sostituzione dell'incenso.

In fitoterapia le bacche del mirtillo sono utilizzate  per migliorare la connettività dei capillari in caso di edemi, cattiva circolazione, vene varicose e couperose. La proprietà più conosciuta del mirtillo è però,quella di proteggere la vista, favorire la rigenerazione della porpora retinica e aumentare la visione notturna. La grande presenza di vitamine A e C, ma anche B1 e B2, fanno del mirtillo un eccellente antiossidante, attivo sia a livello cutaneo che come ipocolesterolizzante. L’azione antisettica e astringente, invece, ne fa un valido aiuto in caso di diarrea e colon irritabile e in tutti i casi di infezioni urinarie.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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