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Caduta di capelli? Lontana un… miglio!

Mangia miglio se ci tieni ai capelli

23 Maggio 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: Vitamina A, B,B1, Sali minerali
POSOLOGIA: Estratto secco: 2cps 2 volte al giorno lontano dai pasti
CONTROINDICAZIONI: nessuna

Mangia miglio se ci tieni ai capelli
Il miglio è il cereale più antico nella storia dell’alimentazione umana. Originario dell’Asia centrale era consumato già in epoca preistorica, quando veniva raccolto allo stato selvatico. La sua coltivazione richiede pochissime cure, quindi era adatta a popolazioni primitive e seminomadi. Apprezzato già dai Sumeri, venne coltivato poi dagli Egizi e dai Romani, che ne apprezzavano le virtù nutritive e la lunga conservabilità.  

Il chicco di miglio, infatti, se correttamente conservato, può restare commestibile anche per vent’anni. Nel 1378 Venezia, assediata dai Genovesi, si salvò grazie al miglio stoccato nei suoi magazzini. Il miglio è ancora oggi il cereale più diffuso in Africa mentre in Europa è conosciuto più che altro come becchime per pollame. Quello che noi chiamiamo miglio è noto nel dialetto filippino Cebuano come Kabo. Il kabog era un cereale di base locale della comunità Cebuano molto prima che gli spagnoli arrivassero nelle Filippine, ed è anche l’unica varietà nota esistente di questo paese. Il kabog prende il nome dal termine locale “pipistrello”, e deriva da una leggenda locale. Si narra che una volta un contadino trovò dell’erba di miglio sparsa sul suolo di una caverna. I pipistrelli della caverna (kabog nella lingua nativa) si cibavano di miglio. Supponendo che i semi di quest’erba non fossero velenosi, li cucinò ma trovò che la sua ricetta fosse insipida e grossolana. Provò di nuovo, questa volta pestando i semi di miglio prima di cucinarli e aggiunse dello zucchero, creando un piatto delizioso.

Gli abitanti del posto celebrano questo grano durante il festival del budbud kabog ogni anno, il 10 febbraio. In fitoterapia il miglio è noto essenzialmente per rallentare la caduta dei capelli in caso di calvizie o alopecia ma anche, grazie alla cheratina, per rinforzare le unghie fragili. In realtà le qualità del miglio sono molteplici: ricco di carboidrati, apporta una notevole quantità di vitamina B e B1 importante per l’attività dei nervi, dei muscoli e del cuore.  

E’ il cereale più ricco di sali minerali (calcio, magnesio, fosforo, ferro, silicio e fluoro), preziosi per la salute di tutto l’organismo ma, in particolare, per le ossa, lo smalto dei denti, le unghie, i capelli, la pelle. E’ particolarmente ricco in lecitina, sostanza in grado di svolgere un’ottima azione di controllo sui livelli di colesterolo nel sangue e che migliora la memoria, la concentrazione e le attività intellettuali in genere. E’ un cereale facile da digerire, per questo particolarmente adatto nella prima infanzia, nei soggetti anziani, nella convalescenza, per le donne in gravidanza (secondo alcuni autori è in grado di ridurre la frequenza degli aborti) e per chi svolge intensa attività intellettuale. Se decorticato, il miglio è privo di glutine ed è quindi adatto nella celiachia.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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