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Menta piperita …(Patty) contro il caldo!

L’erba che combatte il caldo

13 Giugno 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI:mentolo, oli essenziali, acqua
POSOLOGIA: Tisana: 1 cucchiaio raso per una tazza d’acqua, lasciare in infusione 5 min, filtrare e bere sia calda che fredda.
CONTROINDICAZIONI: un uso eccessivo può provocare insonnia, non usare sotto i 12 anni o in caso di ernia duodenale.

L’erba che combatte il caldo
La menta è uno degli ingredienti principali di granite, ghiaccioli e infusi dissertanti, utili in caso di gran caldo. Esistono più di 600 specie di questa pianta aromatica, dalla mentuccia romana, alla menta piperita, alla menta acquatica.

Per via del suo profumo intenso la menta è, da sempre, molto usata nel campo dolciario, per caramelle e sciroppi, ma anche nelle preparazioni medicinali e nei detergenti intimi. Le sue doti erano note anche nell’antichità, tanto che i naturalisti rinascimentali la consideravano un rimedio universale, come si rileva da uno scritto dello studioso Durante che così recita: "Il succo bevuto con aceto ristagna il sangue, leva la nausea allo stomaco, ammazza i vermini tondi…” I monaci ne raccoglievano in quantità per farne tisane dissetanti e digestive.

Nonostante possieda molteplici virtù, l’origine della menta è legata a leggende che la collegano agli Inferi. La menta sarebbe nata dalla morte della ninfa Mintha, amante del sovrano dell’Ade, il regno dei morti. Quando il sovrano degli Inferi vi condusse la sua legittima sposa, Persefore, la ninfa si adirò a tal punto da suscitare la collera di Demetra, sua madre, che ne decretò la morte, mentre Ade, impietosito, le permise di diventare una pianta profumata, chiamata minthe o hedyosmos = "dal buon odore". In altri racconti la menta provocava molte ostilità in Grecia dove esisteva il proverbio "Non mangiare menta durante la guerra e non farne crescere" perché si pensava che la pianta esercitasse un’azione deleteria sulla virilità e il coraggio dei guerrieri. Nelle leggende Medioevali, invece, la menta, è un erba legata alla Madonna: quando la Sacra Famiglia era in fuga verso l’Egitto, Maria, stremata, vide sulla strada un cespuglio di menta. Il profumo la rinfrescò e, miracolosamente dalle foglioline caddero gocce d’acqua profumate che diedero ristoro a lei e a Gesù.

Da un punto di vista fitoterapico, la menta, essendo composta principalmente di acqua e mentolo è rinfrescante e aiuta nella digestione. La tisana alla menta rappresenta un buon rimedio anche nei casi di raffreddore, sinusite, tosse e mal di gola, grazie all’azione vasodilatatrice del mentolo. In caso di  alitosi si può usare anche per fare gargarismi, magari con l’aggiunta di un cucchiaio di miele. Diarrea, dolori mestruali e stanchezza fisica sono altri disturbi che possono essere curati con la menta, come anche digestione difficile e meteorismo. Grazie all’azione antiemetica, inoltre, la menta può quindi essere utilizzata per combattere nausea e vomito.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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