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Contro ansia, tosse e cattiva sorte

Lavanda…profumo d’estate!

27 Giugno 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: oli essenziali, tannini
POSOLOGIA : Uso interno: Tisana: 1 cucchiaio per una tazza d’acqua, lasciare in infusione 10 min, filtrare e bere
Uso esterno: 2 gocce da massaggiare sulle tempie o per profumare il cuscino prima di dormire
CONTROINDICAZIONI : nessuna

Lavanda…profumo d’estate!
Originaria dell’Europa Occidentale la lavanda (Lavandula angustifolia) è universalmente conosciuta per il profumo intenso e il bel colore azzurro-violetto. La bellezza di questo fiore era molto apprezzata anche al tempo dei Romani.

È proprio dal latino, infatti, che sembra derivare l’etimologia del nome, col significato di “lavare”. Uno dei primi usi che si fece dei fiori di lavanda, non a caso, era proprio quello di utilizzarli per la cosmesi quotidiana. In particolare, i fiori erano utilizzati per deodorare corpo o ambienti. I romani profumavano l’acqua dei bagni delle terme con i fiori di lavanda e ciò donava a quelle acque un rilassante profumo dalla proprietà calmanti e distensive. La lavanda più famosa è quella Provenzale ed è a questa splendida regione francese che si attribuisce la leggenda della lavanda. Secondo la storia una splendida fata dai capelli biondi e gli occhi blu, di nome Lavandula, decise di cercare un luogo in cui abitare tra le pagine di un libro e rimase colpita dal paesaggio spoglio e arido della Provenza. Alla vista di tanta aridità cominciò a piangere finendo col macchiare tutto il libro con le sue lacrime azzurre. Volendo nascondere questa goffaggine, la fatina si asciugò gli occhi blu ma avvenne l'effetto contrario poiché le gocce si sparsero ancora sulla pagina. Disperata, la fatina gettò sulla Provenza un grande pezzo di cielo blu per dimenticare tutte le macchie. Da quel giorno, la lavanda cresce su questi terreni e le ragazze bionde di questo paese hanno occhi blu- indaco come la lavanda. Addirittura Venere si dice utilizzasse la lavanda per i suoi riti d’amore e, ancora oggi, in alcune tradizioni, si usa mettere un mazzetto di lavanda nel corredo della sposa per assicurare un matrimonio felice.

Da un punto di vista simbolico la lavanda ha due opposti significati: il primo per il quale è simbolo di protezione e quindi un mazzetto di lavanda in tasca è un talismano contro la cattiva sorte e, il secondo, invece, che si rifà ad una credenza popolare per la quale la lavanda era un rimedio contro il morso dei serpenti, ma, al tempo stesso, crescendo proprio nei terreni aridi dove si nascondono i serpenti,  bisognava star lontani dai fiori. Da qui il significato di “diffidenza”.

Da un punto di vista fitoterapico l’olio essenziale di lavanda è un ottimo sedativo in caso di ansia, insonnia e nervosismo. Poche gocce strofinate sulle tempie fanno passare il mal di testa. Presenta ,anche, un’ ottima azione analgesica e antisettica in caso di raffreddore, tosse e  febbre. Agisce sullo stomaco e sull'intestino e lenisce dolori e spasmi addominali in caso di mestruazioni dolorose. Ha un'azione diuretica ed è un ottimo antisettico, che contrasta le affezioni del sistema genito-urinario, come le cistiti. Infine, per uso esterno la lavanda è un eccellente cicatrizzante e antisettico in caso di ferite, ustioni, eritemi solari e punture di insetti.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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