Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Tremate, tremate… le streghe son tornate!

Iperico: l’erba di San Giovanni

21 Giugno 2013 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: flavonoidi, ipericina
POSOLOGIA: Uso interno: 1 cps 2 volte al giorno per 3 mesi.
CONTROINDICAZIONI: L’iperico non va mai associato all’uso della pillola anticoncezionale, in quanto potrebbe vanificarne l’efficacia. L’olio non va mai usato sotto il sole perché potrebbe macchiare la pelle.

Iperico: l’erba di San Giovanni
La notte tra il 23 e il 24 giugno è chiamata la notte delle streghe e precede la festa di San Giovanni Battista ed è anche considerato il momento più propizio per la raccolta delle piante e delle erbe da utilizzare nei rituali magici.

Si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e raccogliere quelle nuove, bagnate dalla rugiada e intrise di un “potere” nuovo. Poiché, come dice il detto, “San Giovanni non vuole inganni”, è anche la notte ideale per attuare riti magici allo scopo di conoscere il futuro. Questo giorno, noto come solstizio d’estate, è il primo della nuova stagione e, secondo la magia, è il giorno dello sposalizio del Sole con la Luna. La pianta più caratteristica di questo particolare momento dell’anno è l’Iperico (Hipericum perforatum.) Il nome deriva dal greco hyper-eikon, cioè “pianta che cresce sulle vecchie statue”.

Per i medici greci, Ippocrate e Dioscoride, significherebbe “al di sopra del mondo degli inferi”. Conosciuto come erba scaccia-diavoli,  per la presunta capacità di cacciare gli spiriti maligni e i fantasmi, è anche chiamato erba di S. Giovanni. Si racconta che, alla vigilia dell’omonima festa, per proteggersi dai malefici delle streghe, bisognasse portare in tasca una piantina di iperico, insieme alla ruta, l’artemisia e l’aglio. In molti paesi europei c’era l’usanza di danzare attorno al fuoco, cingendosi il capo con le sue fronde, poi, una volta spenti i fuochi, le gettavano sui tetti delle case, per preservarle dai fulmini. La densità della fioritura dell’iperico risalta, sulle grandi distese, come una gran macchia di colore giallo oro misto a rame, i fiori, infatti, muoiono dopo un solo giorno, assumendo un colore rosso ruggine.

Il legame dell’iperico col Battista è dovuto ai petali che, strofinati tra le dita, le macchiano di rosso perché contengono un succo detto appunto "sangue di San Giovanni". Per quanto riguarda le proprietà terapeutiche, va sottolineata la sua azione anti- depressiva nei casi di depressione lieve o moderata. L’iperico, infatti, aumenta i livelli di serotonina nel sangue, l’enzima responsabile del buon umore, e stimola la produzione di melatonina, indispensabile per combattere l’insonnia ed equilibrare gli sbalzi d’umore.

L'infuso della pianta è utilizzato nel trattamento di bronchiti e tosse e per le infiammazioni genito-urinarie.
Sotto forma di olio è un ottimo antirughe, cicatrizzante e lenitivo in caso di eritemi o ustioni.
Flaminia Antonucci
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni