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Contro eritemi solari, allergie e herpes

Elicriso…l’oro della Sardegna!

14 Luglio 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: oli essenziali, flavonoidi
POSOLOGIA : Tisana: 1 cucchiaio raso per una tazza d’acqua, lasciare in infusione 5 min, filtrare e bere pi
ù volte al giorno
CONTROINDICAZIONI: nessuna


Elicriso…l’oro della Sardegna!
Originario dell’Europa l’elicriso ( Elichrysum italicum) è molto diffuso nell’Italia meridionale, particolarmente in Sardegna. In effetti, il particolare profumo che accoglie i visitatori dell’isola è proprio quello dell’elicriso che, con i suoi piccolo fiori giallo – oro arricchisce il paesaggio isolano. Erba de Santa Maria, Allu’ e fogu , Frore de Santu Juanne , Bruschiadina/u, Buredda , Uscradina/u questi i nomi con cui l’elicriso è conosciuto in Sardegna.

Ma anche come “semprevivo” per la natura coriacea dei suoi fiori che, anche secchi, possono resistere molto a lungo conservando il loro bel colore. Le antiche massaie sarde mettevano mazzi di fiori di questa pianta all'interno delle loro case perché il profumo costituiva un "deodorante" naturale, capace di diffondere un fresco e gradevole profumo di pulito. Helichrysum è una denominazione introdotta agli inizi del'700 in allusione all'aspetto raggiato dei capolini di questa pianta e al loro colore dorato. Il nome infatti deriva dal greco helios che significa "sole" e chrysos "oro", e si riferisce appunto alla forma e al giallo dorato dei suoi fiori e al fatto che la pianta vegeta in luoghi molto assolati e caldi.

Secondo la leggenda l’elicriso nasce da una bellissima ninfa dai capelli dorati appunto, che, amando non corrisposta un Dio, alla sua morte fu trasformata in elicriso dagli dei pietosi. Un antico proverbio dice: “Di fortuna resti intriso, chi si adorna di elicriso”.  Un portafortuna, dunque, utile anche per propiziare incontri d’amore. Un mazzetto d’elicriso, lasciato essiccare tutto l’anno e poi fatto bruciare la notte di S.Giovanni, avrebbe permesso di conquistare la persona amata.  Questa pianta è molto legata ai “rituali del fuoco” delle feste di San Giovanni. In alcune località della Sardegna ci si lavava le mani, al mattino della festa di San Giovanni, con l’acqua che, dalla sera prima, veniva preparata immergendovi mazzetti di questa pianta in numero dispari. In Gallura, durante la festa di San Giovanni, veniva utilizzato l'elicriso per alimentare i fuochi che venivano saltati dai ragazzi in coppia, maschio e femmina, tenendosi per mano, e così diventavano “cumpari e cumari de miccalori“, (compare e comare di fazzoletto).

Da un punto di vista fitoterapico l’elicriso, con la sua azione antisettica, espettorante e lenitiva risulta molto utile in caso di allergie, raffreddori, asma e tosse. Per uso esterno, grazie all’azione decongestionante, è utile in caso di dermatiti, herpes, psoriasi, eczemi, eritemi solari e irritazioni della pelle sensibile. Grazie alla proprietà astringente, infine, l’elicriso è utile in caso di fragilità capillare ed emorroidi.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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