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Per mal di gola e mal di denti

Dragoncello: il piccolo drago!

30 Ottobre 2015 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: Vitamine, sali minerali
POSOLOGIA: Tisana: 1 cucchiaio raso per una tazza d’acqua, lasciare in infusione 5 minuti, filtrare e bere 2 volte al giorno
CONTROINDICAZIONI: Nessuna

Dragoncello: il piccolo drago!
ll dragoncello (Artemisia dracunculus), anche conosciuto come estragone o erba dragona, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteracee originaria dell’Asia centrale

fiori del dragoncello sono piccoli e di color verde-giallo, riuniti in infiorescenze che ricordano la forma della pannocchia. Le foglie sono verdi smeraldo, brillanti e molto sottili. Se ne distinguono due varietà differenti: il dragoncello russo o siberiano, pianta più resistente e robusta ma dal sapore meno deciso e il dragoncello francese, dalle foglie più scure e delicate ma anche molto più profumate. Grazie alle sue proprietà aromatiche il dragoncello viene utilizzato in cucina per la preparazione di piatti a base di carne, pesce, formaggio e verdure soprattutto nelle raffinata arte culinaria francese. Il suo ampio utilizzo è dovuto alla sua capacità di esaltare il sapore della maggior parte degli alimenti.

Il dragoncello venne importato in Occidente subito dopo le Crociate, mentre in Italia la sua diffusione iniziò in Toscana. Sul perché questa pianta sia stata chiamata dragoncello, cioè “piccolo drago” esistono diverse teorie: la forma delle radici (che ricordano un groviglio di serpenti) potrebbe giustificarne il nome, ma è anche accreditata l'ipotesi che dietro questa scelta ci sia l'antica fama che ha questa pianta di guarire dai morsi di serpenti velenosi. Una leggenda narra di come la pianta arrivò in Toscana: una ragazza senese si innamorò durante l'occupazione napoleonica di un dragone (un soldato a cavallo).  Un giorno, scuotendo gli stivali dalla finestra, il soldato fece cadere dei semi in un vaso che la ragazza teneva sul davanzale. Il dragone presto ripartì per tornare nel suo Paese e da quel vaso nacque una piantina profumata che la ragazza chiamò dragoncello, in ricordo dell'amore che aveva vissuto.

Da un punto di vista fitoterapico il dragoncello è una spezia dalle spiccate proprietà digestive: un infuso di foglie preso dopo i pasti favorisce la digestione e l'eliminazione di gonfiori addominali. Questa pianta è anche un antisettico naturale, utile contro il mal di gola e le infiammazioni del cavo orale come stomatiti e afte. Già al tempo dei Greci si masticavano foglie di dragoncello per alleviare il mal di denti. Il sapore del dragoncello è pungente e aromatico, a metà tra il sale e il pepe, per questo possiamo considerarlo un ottimo esaltatore di sapidità naturale, utile per chi non può assumere sale per motivi di salute, ad esempio gli ipertesi. Favorisce inoltre la depurazione dell'organismo stimolando la diuresi combatte l’inappetenza ad esempio in caso di convalescenze e astenie di diversa natura La tisana di dragoncello viene invece consigliata per combattere i parassiti dell’intestino ed ha inoltre proprietà depurative nei confronti di fegato e reni.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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