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Contro l’anemia e per rinforzare i muscoli

Castagne: un cuore sotto le spine

17 Ottobre 2015 di  Flaminia Antonucci
Castagne: un cuore sotto le spine
Frutto tipicamente autunnale, la castagna è conosciuta in tutto il mondo. Le varietà più diffuse sono essenzialmente quattro: i Marroni, molto ricercati, solitamente consumati freschi o sotto forma di marron glacè, le Castagne, diffuse in Italia, consumate fresche, secche o sotto forma di farine e marmellate, gli Ibridi Eurogiapponesi che derivano dall’incrocio tra castagno europeo e giapponese, le Giapponesi, meno diffuse. 

La castagna prende il suo nome da quello di un’antica città della Tessaglia che sorgeva al centro di estesi boschi di castagneti. Fu importata in Italia dai Romani che l'apprezzavano e la celebravano nelle loro poesie. Sana e nutriente è stata in passato un alimento essenziale del popolo, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "pane dei poveri".

Esistono diverse leggende legate alla castagna. Tanto tempo fa, le castagne non avevano il riccio, ma erano appese ai rami come le mele. Un giorno, tre di loro decisero che, quell’inverno, non volevano soffrire il freddo e quindi si rivolsero al castagno più vecchio. L'albero consigliò loro di chiedere ai ricci del bosco di portare i loro amici morti. Le castagne così fecero, tolsero la pelliccia spinosa dai ricci morti e la avvolsero addosso. Da quel giorno, narra la leggenda, le castagne ebbero il riccio. Secondo un’altra leggenda, molto tempo fa, in un piccolo paesino immerso nelle montagne, viveva una comunità di poveri contadini che, per colpa del precoce arrivo del gelo, perse gran parte del raccolto estivo rimanendo così senza provviste. Il Signore, ascoltando le loro preghiere, donò i grandi alberi di castagno che generavano dei bellissimi frutti marrone scuro, piccoli ma molto nutrienti. La felicità della gente per l’avvenuto miracolo fu così tanta che risuonò all’orecchio del Diavolo, il quale, per rovinare l’opera del Signore, creò attorno alle castagne un guscio duro ed spinoso, di modo che gli uomini non le potessero prendere. Presi dallo sconforto i poveri contadini si rivolsero di nuovo a Dio, il quale, per dimostrare la sua superiorità rispetto al male, scese sulla terra in mezzo a loro e, facendosi il segno della croce, tutti i gusci contenenti le castagne si ruppero immediatamente con un’apertura proprio a forma di croce. Gli uomini riuscirono a cibarsi dei frutti e a superare così l’inverno. Da quel giorno, in segno di gratitudine e di celebrazione questi, prima di mettere a cuocere le castagne sul fuoco vi incidevano sulla buccia una piccola croce, gesto che ancora oggi comunemente si usa praticare. 

Da un punto di vista fitoterapico la castagna, premettendo che non contiene glutine e quindi può essere consumata anche dai celiaci, è un alimento molto nutriente e digeribile utile in caso di anemia e convalescenza.
Essendo ricche di minerali sono particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza cronica, per bambini e anziani. Molto ricche di vitamina C, le castagne sono un ottimo antiossidante che combatte i radicali liberi. La presenza di fibre le rende utili per migliorare la motilità intestinale, mentre l’alto contenuto di vitamina B e fosforo la rendono utile per mantenere l’equilibrio nervoso e la salute dei muscoli.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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