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La pianta che depura il fegato

Cardo mariano… fegato sano!

04 Aprile 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: silimarina
POSOLOGIA: Estratto secco: 2 cps 2 volte al giorno in autunno e primavera
Estratto fluido: 20 gtt 2 volte al giorno prima dei pasti
CONTROINDICAZIONI: solitamente ben tollerato non va associato all’uso di aspirina

Cardo mariano… fegato sano!
La primavera è tradizionalmente il periodo della rinascita, quello in cui la natura si libera delle scorie dell’inverno per creare nuove vite. Allo stesso modo, il  nostro organismo ha bisogno di eliminare le tossine accumulate durante i mesi freddi e acquistare nuova forza. La pianta elettiva a questo scopo è il Cardo Mariano (Sylibum Mariano), probabilmente il miglior depurativo naturale esistente.

Originario dell’Europa Settentrionale, il cardo mariano è diffusissimo in Italia, dove cresce in terreni sabbiosi e asciutti formando estesi gruppi i cui fiori viola spiccano tra il verde delle foglie. Esistono numerose leggende che riguardano questa pianta ma tutte riconducono ad un significato solare e quindi positivo. Secondo un'antichissima credenza, il cardo mariano permetterebbe di capire se un amore segreto sia corrisposto o meno. Bisogna coglierne uno in piena fioritura e, dopo averlo bruciacchiato, esporlo durante la notte di S.Giovanni in un bicchiere d'acqua, se si ravviva, l'amore ancora segreto è corrisposto.

Una leggenda tedesca racconta che, in un luogo dove era stato commesso un omicidio, cresceva, ogni giorno a mezzogiorno, un cardo dalla forma che ricordava una persona e, non appena il cardo aveva assunto la forma completa con braccia, gambe e dodici teste umane il cardo spariva. Un giorno, un pastore con un bastone passò a mezzogiorno nel luogo dove cresceva il cardo, il suo bastone si carbonizzò ed il braccio che lo reggeva si paralizzò. Secondo la tradizione cattolica, il cardo è una sorta di “protettore degli indifesi”. Si narra, infatti,  che durante la fuga di Maria e Giuseppe, per salvare Gesù dall’infanticidio voluto da Erode, il cardo coprì con le sue fronde tutta la famiglia, nascondendola alla vista degli inseguitori. Per questo motivo si macchiò del latte della Madonna e da allora fu detto Mariano.

Da un punto di vista fitoterapico, la funzione principale del cardo mariano è quella protettiva del fegato. Grazie alla sua capacità di depurare il fegato e stimolare la produzione di nuove cellule epatiche, è indicato per una profonda disintossicazione in caso di epatite, cirrosi, alcolismo, droghe e tossine ambientali. E’ utile in caso di allergie e intolleranze alimentari. Ha, inoltre, proprietà galattogene cioè stimola cioè la produzione di latte materno e, grazie alla presenza di fitoestrogeni, è utile per il benessere generale della donna. Il cardo mariano è anche un ottimo antidoto all’avvelenamento da funghi, in particolare l’Amanita Falloide, tanto da essere sempre presente negli ospedali tedeschi. 
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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