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Rhodiola Rosea…dalla Russia con amore!

La radice della forza

28 Marzo 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: salidrosina, rosavide
POSOLOGIA: 2 cps 2 volte al giorno prima dei pasti
CONTRONIDICAZIONI: Nessuna

La radice della forza
Originaria dei terreni impervi e sabbiosi della Siberia e dell’Alaska, la Rhodiola Rosea ha una storia leggendaria. In Siberia c’è un detto secondo il quale chi beve regolarmente il suo infuso, vivrà per più di un secolo.

Addirittura, il leggendario principe Ucraino Danila Galitsky (XII sec.), che aveva fama di grande amatore, soleva dire che era tutto merito del “Golden root” = radice d’oro, antico nome popolare della Rhodiola. La radice, impiegata per migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza immunitaria e, in generale, per migliorare lo stato di salute, veniva regalata, sotto forma di bouquet, alle coppie prima del matrimonio per favorire la nascita di bambini sani e, in quanto ritenuta un potente stimolante, rientrava nella formulazione di diverse pozioni d’amore.  Col nome di Rhosenrot   veniva usata dagli imperatori Cinesi  per curare diversi disturbi e donare forza e resistenza, mentre i medici Mongoli la usavano per guarire il cancro e la tubercolosi. Le popolazioni del Tibet la integravano nella propria alimentazione per migliorare la resistenza all’altitudine, mentre i Siberiani la impiegavano per aumentare la resistenza alle basse temperature ambientali. In Bulgaria, l'estratto di Rhodiola è da tempo utilizzato per la produzione di una bevanda molto popolare chiamata "Nastojka” corroborante ed energetica.

Alla luce delle recenti acquisizioni scientifiche, rese possibili solo dalla fine dell’Unione Sovietica che aveva tenuto a lungo nascosti gli studi effettuati sulla Rhodiola, questa pianta si è dimostrata un eccellente adattogeno, ossia in grado di migliorare la resistenza dell’organismo a fattori psichici e ambientali avversi. Utilissima in caso di stress, convalescenza e fattori debilitanti come fatica e malattie, la rhodiola ha un effetto “anabolico” accelerando il recupero dell’organismo e la corretta crescita muscolare. Da un punto di vista neuropsichico la rhodiola aumenta memoria, concentrazione e rendimento intellettuale in caso di superlavoro o intenso studio. Inoltre, grazie alla capacità di regolare la serotonina, aiuta a contrastare depressione e ansia. L’effetto cardioprotettivo, invece, la rende utile per prevenire malattie cardiovascolari e tachicardia e migliora notevolmente la qualità del sonno in caso di insonnia. Possiede un’azione dimagrante grazie alla capacità di combattere la “fame nervosa” e di regalare un senso di sazietà. In ultimo, la rhodiola agisce come stimolante del sistema ormonale femminile in caso di amenorrea e migliora le prestazioni sessuali combattendo l’impotenza maschile rientrando a tutti gli effetti tra le piante afrodisiache.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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