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Cannella: dalle mummie egizie al colesterolo

La regina delle spezie

12 Settembre 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: vitamine A,B,C
POSOLOGIA: Estratto secco: 1cps 2 volte al giorno
CONTRONIDICAZIONI: non usare in caso di ulcera gastrica e duodenale

La regina delle spezie
La cannella, probabilmente la spezia più famosa al mondo, si riferisce, in realtà, a due specie, entrambe sempreverdi ed appartenenti alla famiglia delle Lauracee: la Cinnamomum Zeylanicum e la Cinnamonum Cassia.

La prima, di colore ocra, è anche chiamata “cannella regina”, è originaria dello Sri Lanka ed è la più pregiata; la seconda, di colore rosso,  chiamata “cannella della Cina”, è ovviamente originaria della Cina e meno pregiata. Il  nome italiano "cannella" deriva dal latino “canna” =canna, per la forma che aveva quando giungeva dai paesi di origine e con il quale è, oggi, maggiormente utilizzata. Entrambe le specie sono piante tropicali, che richiedono climi caldi e molto umidi. Molto usata in ambito culinario, ad esempio per i dolci di Natale o per il vin brulè, la cannella, in particolare la specie dello Sry Lanka, vanta ottime doti fitoterapiche. Da sempre nota agli antichi, la cannella è citata nella Bibbia  come spezia tonificante.

Gli antichi egizi la utilizzavano per le imbalsamazioni dei faraoni. Gli antichi greci e latini la utilizzavano come spezia, come profumo e come pianta medicinale per curare i problemi di digestione. Nell'Antica Roma la cannella era presentata come una spezia afrodisiaca ma fu nel Cinquecento che l'effetto stimolante a livello sessuale di questa droga fu sancito da diversi trattati medici. Secondo la leggenda fu addirittura la regina di Saba a donare la pregiata spezia al re Salomone. Infatti le meretrici e le cortigiane erano solite adornare i letti su cui avvenivano gli incontri d’amore con la profumata spezia. Secondo il mito più suggestivo la cannella era originaria del Nilo, fiume che si credeva avesse la sua fonte direttamente nei giardini dell’Eden. Ma, soprattutto, si racconta che il suo legno fosse quello prescelto dall’araba fenice per farne il suo nido. Per questo, quando il mitologico uccello, al momento di morire, lasciava che i raggi del sole bruciassero il nido fatto di cannella, l’intenso profumo accompagnava la morte dell’anziana fenice e la nuova nascita della piccola fenice che, dopo 9 giorni, cresceva forte nutrita dai raggi del sole.

Da un punto di vista fitoterapico la cannella è un potente antiossidante naturale, stimola la circolazione sanguigna e combatte il colesterolo in eccesso. Ha proprietà antibatteriche e digestive utili in caso di cattiva digestione e gastrite. Grazie all’azione ipoglicemizzante è utile in caso di diabete, mentre, grazie alle proprietà immunostimolanti è utile per combattere febbre, raffreddore e influenza. Inoltre, allevia la fame nervosa ed è, quindi, un perfetto condimento per chi segue diete dimagranti.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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