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Betulla: la pianta amica dei reni

Risveglio di primavera

18 Aprile 2014 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI:flavonoidi,oli essenziali
POSOLOGIA: Estratto fluido: 20 gtt 2 volte al giorno
Tisana: 1 cucchiaio raso per una tazza d’acqua, lasciare in infusione per 5 min, filtrare e bere più volte al giorno.
CONTROINDICAZIONI: nessuna

Risveglio di primavera
Originaria dell’Asia settentrionale, la betulla può raggiungere fino ai 25mt di altezza. Con la sua corteccia bianca è la pianta “luminosa” per eccellenza e, grazie alla resistenza del suo legno, è molto usata per fabbricare mobili. La betulla è circondata da numerose leggende.

E’ il primo albero a mettere germogli dopo la fine dell’inverno, per questo i Celti le attribuirono la lettera Beith, la prima dell’alfabeto, dandole il significato di “pianta del rinnovamento, della nascita, della purificazione”, simbolo di perseveranza, umiltà e tenacia, suggerisce di continuare la propria strada sul percorso prescelto, anche se le condizioni sembrano avverse, per preparare il terreno a coloro che verranno. Secondo antiche leggende siberiane, bruciando il legno di betulla si “dava luce al mondo”, si soffocavano le grida di dolore dei malati perché ricavavano da essa un catrame usato per non far cigolare le ruote dei carri. Un vero e proprio albero sacro, con la funzione di Axis Mundi= pilastro cosmico. Strettamente legata alla vita umana, tra i popoli slavi la betulla era associata alla leggenda delle Rusolski, le bellissime ninfe dei laghi. A tarda primavera, nei giorni del disgelo, uscivano dalle acque e, vestite di lunghi abiti candidi, insidiavano i viandanti che si trovavano a passare tra i boschi di tronchi bianchi. Chi non fosse stato in grado di resistere veniva catturato e ucciso. Per scongiurare questo pericolo, quelle popolazioni erano solite tagliare una enorme betulla, per poi metterla eretta nella piazza del paese e danzarvi attorno in modo propiziatorio. Di quella stessa pianta si faceva, poi, un grande falò e se ne disperdevano le ceneri nei campi.

Dalla linfa di betulla si ricavava una bevanda da ingerire in primavera, che si riteneva capace di rendere fertili le donne. Per questo era considerata anche la pianta dell’amore e, spesso, veniva donata una ghirlanda di betulla alla donna amata. Piantata vicino alla casa di una fanciulla le garantiva felicità e un ottimo matrimonio. A sottolineare la proprietà purificatoria, nell’Antica Roma i fasci intorno all’ascia che reggevano i littori davanti ai magistrati erano composti da rami di betulla a rappresentare le punizioni che potevano essere inflitte ai colpevoli, oltre a purificare l’aria davanti ai magistrati.

Da un punto di vista fitoterapico la betulla è un eccellente diuretico e depurativo, ottimo in caso di cistiti, ritenzione idrica, cellulite, ipertensione, ipercolesterolemia, gotta e reumatismi. Il gemmoderivato è, invece,  un valido stimolante della memoria in caso di stress e affaticamento intellettuale, mentre l’azione antistaminica e antiflogistica aiuta in caso di riniti allergiche.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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