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Dolori mestruali, mal di testa, asma e allergie?

Angelica, l’erba degli angeli

31 Gennaio 2015 di  Flaminia Antonucci

PRINCIPI ATTIVI: fitoestrogeni, flavonoidi
POSOLOGIA: Tisana: 1 cucchiaio raso per una tazza d’acqua, lasciare in infusione 5 min, filtrare e bere 2 volte al giorno.
CONTROINDICAZIONI: Va usata con cautela in quanto dosaggi elevati possono danneggiare il sistema nervoso. Da non usarsi in caso di gravidanza. La radice è controindicata in casi di diabete perché tende ad aumentare il livello della glicemia nel sangue.

Angelica, l’erba degli angeli
Diffusa nell’Europa del Nord, l’Angelica è piuttosto rara in Italia. Cresce nelle valli di montagna e lungo fiumi e ruscelli. Nota già ai tempi di Dioscoride che, nel I sec.a.C. ne consigliava l’uso per liberare i polmoni dal catarro,  l’ angelica è una delle piante più preziose che esistano.

La leggenda dice che sia stata donata agli uomini addirittura dall’Arcangelo Raffaele. Fino al Rinascimento, infatti, il suo nome era ancora più nobile poichè era Arcangelica, e alludeva a una leggenda biblica secondo la quale l’Arcangelo Raffaele avrebbe rivelato le virtù benefiche di questa pianta all’umanità. Infatti, in ebraico, Raffaele significa "Dio che guarisce". Se l’Angelica conobbe un tale successo nel Rinascimento, è perché le sue proprietà si rivelarono un eccellente rimedio contro la peste. L’angelica contiene l’anima della Luna e lo spirito del Sole. Il mito ci suggerisce che questa preziosa pianta proietta la sua luce, apportatrice di potenza e calore (energia solare) e la riflette nelle funzione sessuali (funzioni dell’apparato lunare).

Commerciata in tutto il mondo dai norvegesi sin dal XIV secolo è stata introdotta in Inghilterra nel XVI secolo ed è stata ampiamente utilizzata come protezione contro la peste tanto da essere uno degli ingredienti presenti in una bevanda a base di erbe nota come «l'aceto dei quattro ladri», che avrebbe dato l'immunità a quattro uomini che avrebbero derubato i corpi di coloro che erano morti di peste. Le proprietà curative dell'angelica erano tenute in così alta considerazione che le è stato anche dato il nome di «radice dello Spirito Santo». Tuttavia, il suo impiego precede di gran lunga l'introduzione del Cristianesimo in Europa e la sua inclusione nelle antiche feste pagane di primavera è ben registrata.

Da un punto di vista fitoterapico l’angelica ha proprietà spasmolitiche, digestive ed azione tonica, utile nelle inappetenze. Viene impiegata frequentemente in caso di dispepsia da atonia gastrointestinale, iperacidità gastrica, meteorismo e flatulenza, anoressia e stati debilitanti da convalescenza. La proprietà analgesica e antinfiammatoria la rende utile in caso di dolori mestruali e mal di testa. Assunta contro le affezioni respiratorie scioglie il catarro e calma la tosse persistente. Grazie alla presenza di fitoestrogeni, l’angelica si può considerare un eccellente tonico uterino in caso di menopausa e amenorrea, mentre l’azione antistaminica la rende utile in caso di allergie, asma e intolleranze.
Flaminia Antonucci
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Flaminia Antonucci
Flaminia Antonucci
Informazioni sull'autore
E’ laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con specializzazione in dialettologia italiana. La passione per i dialetti l’ha portata a girare la penisola alla ricerca delle molte “lingue” che vi si parlano. E in questo suo peregrinare ha scoperto che il Paese dei campanili è anche il Paese delle erbe. Di qui nasce la sua passione per la fitoterapia che l’ha portata a sperimentare personalmente quasi ogni rimedio erboristico. Ha collaborato per circa un decennio con una nota erboristeria della Capitale, per la quale ha creato numerose tisane originali.
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