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Il fisco prosciuga i conti correnti privati

Equitalia si appropria dei risparmi degli italiani

10 Dicembre 2012 di  Daniele Mauro

I cittadini che risultano debitori si vedono azzerato il conto in banca senza alcuna possibilità di contraddittorio. Il caso di una 90enne rimasta senza un soldo.

Equitalia si appropria dei risparmi degli italiani
Cari Lettori,
oggi sono obbligato a riferirvi una ulteriore procedura di riscossione che Equitalia ha deciso di porre in essere per l’incasso di somme di denaro defraudando i conti correnti dei contribuenti a loro insaputa.

Equitalia, nonostante in passato, almeno per la mia esperienza, non mi risulta si sia mai avvalsa della procedura di cui agli articoli 547 e seguenti del codice di procedura civile, (pignoramento presso terzi), negli ultimi tempi sta dando fondo a tutte le procedure possibili ed immaginabili, tra cui quella disciplinata all’art. 72bis del DPR n.602/73.

In sostanza tale norma dispone che l’esattore ponga in essere atti amministrativi interni finalizzati all’individuazione dei beni o delle somme in possesso del contribuente che possano soddisfare il credito vantato. In parola povere verifica senza alcun contraddittorio con l’interessato l’esistenza di conti correnti nonché la loro capienza. Eseguito questo controllo “interno”, invia un avviso bonario di pagamento con un termine di 5 giorni per saldare il debito di cui alla cartella esattoriale precedentemente notificata, magari anni prima. Decorsi i 5 giorni, letteralmente prosciuga il conto corrente del cittadino, senza che sia stato sentito l’interessato e senza che lo stesso possa obiettare l’azzeramento della propria condizione sociale.

E non si tratta di un’esagerazione: è successi ad una signora di oltre 90 anni che si è vista prosciugata il conto corrente dove veniva accreditata la pensione (ora è chiaro del perché hanno inserito l’obbligo per i pensionati di riscuotere la pensione a mezzo bonifico bancario), ed aveva risparmiato circa 11mila e 200 euro. Ebbene: è arrivata, Equitalia e ha prelevato 11mila euro. Tanto per gradire…

Sono del parere che ove mai la predetta procedura, normativamente prevista, sia legittima, ci sono tuttavia modalità esecutive che possono (dovrebbero) essere valutate caso per caso: incardinare un contraddittorio con l’interessato, affinché lo stesso verifichi la giacenza del suo conto corrente, provveda quanto meno a pagare l’affitto del mese corrente, oltre le bollette, ovvero offrire al contribuente/debitore la possibilità di estinguere il debito a mezzo di ratei mensili. Insomma, prima di arrivare al prosciugamento del conto corrente, queste modalità intermedia ritendo siano quanto meno un atto dovuto.

Se consideriamo poi che i soldi così prelevati vanno ad ingrassare i Fiorito di turno e/o stornati dai veri problemi del Paese… Siamo veramente in mano ad una massa di amministratori e politici che tutto fanno salvo che pensare al bene del Paese… Ribellarsi in questi casi è squisitamente giusto.
Daniele Mauro
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Daniele Mauro
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Informazioni sull'autore

Nato a Catania, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo nel 1994. Dal 1994 al 1998 è Ufficiale di Complemento dell’Esercito. Abilitato all’esercizio della professione forense nel 2000, è a Roma dal 2004. Fermamente convinto dell’inutilità dell’esercizio professionale con rapporti di dipendenza gerarchica, tipici degli studi legali ove il mandato professionale è conferito al solo Dominus, nel Gennaio del 2011 inizia una nuova avventura in solitaria. Consulenze e patrocini giurisdizionali nelle seguenti materie: civile/tributario e penale collegato a tali materie.
avvmauro@gmail.com

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