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Cartelle esattoriali: quando interessi e maggiorazioni sono fuorilegge

27 Aprile 2012 di  Daniele Mauro

La Cassazione, con una sentenza del 21 marzo scorso, dichiara finalmente illegittime le cartelle di pagamento in cui non emerga in modo chiaro e diretto il criterio di calcolo attraverso il quale si arriva alla somma complessiva da pagare.

Cartelle esattoriali: quando interessi e maggiorazioni sono fuorilegge
Abbiate pazienza cari lettori… ma per il sottoscritto è una questione di principio!
Lo Stato ed i suoi organi, impersonificati dai nostri amministratori e politici, non può farsi beffa delle regole del diritto per la soddisfazione di una crisi che hanno generato questi stessi signori che oggi invocano sacrifici…

Il caso di questa settimana riguarda una sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza del 21 marzo 2012 n° 4516 (leggibile nei documenti correlati a questo articolo), con la quale finalmente i Giudici del diritto hanno sancito l’illegittimità parziale delle cartelle di pagamento nel caso in cui non emerga in modo del tutto chiaro, limpido ed immediatamente intellegibile il calcolo attraverso il quale si arriva al risultato degli interessi dovuti sulle somme da riscuotere…

Io mi chiedo sempre… a fronte dei principi del Buon Andamento ed Imparzialità della Pubblica Amministrazione, principi giuridici previsti dalla nostra Costituzione (art. 97) costruita e approvata a seguito di anni bui dove le manganellate e le deportazioni erano all’ordine del giorno… ma… ci voleva la Cassazione per arrivare a far dichiarare una cosa di questo genere?... in applicazione dei principi sopra richiamati l’azione di ogni pubblica amministrazione deve ispirarsi ai seguenti principi: 1. economicità; 2. rapidità; 3. efficacia; 4.efficienza; 5.miglior contemperamento dei vari interessi.

Alla luce di questi principi mi chiedo che fine ha faremo di fronte ad un bando di gara emesso dal nostro “Salvatore Illuminato”, l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri il quale ad interim è anche Ministro dell’Economia, per l’acquisto di ulteriori 400 auto-blu per un costo complessivo di € 10.000.000,00; in tempi di crisi si chiedono sacrifici ma si continuano a sminkiare i nostri soldi… Potevano usare quei soldi per adeguare l’azione di accertamento al principio della Cassazione…

Comunque che ben venga la detta sentenza… ora ci aspettiamo che sia Equitalia in tutte le sue diramazioni societarie, sia direttamente l’Agenzia delle Entrate si prostrino innanzi il suddetto indirizzo giurisprudenziale e conformino tutta l’attività di liquidazione del dovuto da parte dei cittadini specificando come si arriva alla somma complessiva degli interessi dovuti… la cosa è di non poco rilievo, infatti, il contenzioso tributario ha pendenti ancora dei casi che risalgono nel tempo fino a raggiungere a volte anche i 20 anni di contenzioso… gli interessi pertanto possono incidere sulla singola pretesa tributaria anche fino al 25% dell’intero importo dovuto…

Impugnate gente… impugnate…
Daniele Mauro
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Daniele Mauro
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Informazioni sull'autore

Nato a Catania, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo nel 1994. Dal 1994 al 1998 è Ufficiale di Complemento dell’Esercito. Abilitato all’esercizio della professione forense nel 2000, è a Roma dal 2004. Fermamente convinto dell’inutilità dell’esercizio professionale con rapporti di dipendenza gerarchica, tipici degli studi legali ove il mandato professionale è conferito al solo Dominus, nel Gennaio del 2011 inizia una nuova avventura in solitaria. Consulenze e patrocini giurisdizionali nelle seguenti materie: civile/tributario e penale collegato a tali materie.
avvmauro@gmail.com

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