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Un parlamento (gover)nato

05 Aprile 2013 di  Paola Alunni

Le due Camere si sono insediate oramai da più di un mese, ma il Parlamento lavora a scartamento ridotto; il governo non c'è, o meglio esiste quello dimissionario che però perde pezzi, tra chi si dimette pur essendo dimesso e chi va a fare il saggio. Il movimento 5 stelle vorrebbe allora far partire le commissioni permanenti per poter lavorare, ma senza un governo legittimato non avrebbe molto senso.
Nel frattempo, dopo una falsa partenza, si attende il decreto sul pagamento dei debiti della PA alle imprese.

CAMERA
L'Assemblea ha svolto la discussione della Relazione al Parlamento del Governo concernente l'aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Dopo un primo tentativo fallito, nel corso del week-end il Consiglio dei ministri dovrebbe dare il via al testo.
Nel corso della settimana, il presidente della Camera Laura Boldrini è intervenuta in diverse occasioni: a proposito della scadenza Tares, scrivendo al presidente del Consiglio Monti affinché adotti un provvedimento che rinvii la scadenza dell'imposta ritenuta di complessa applicazione, per sostenere il lavoro del Presidente Napolitano, per rendere nota la rinuncia agli appartamenti di servizio e l'adozione di norme più restrittive per l'uso delle autovetture di servizio.
A proposito del suo stipendio, la presidente Boldrini, attraverso la sua portavoce ha risposto a Grillo in questo modo: “La Presidente della Camera ha deciso di ridurre il suo stipendio da 17.700 euro mensili a 12.500. Proprio il 30 per cento, esattamente come annunciato nei giorni scorsi. La percentuale citata da Beppe Grillo nel suo blog (secondo il quale il taglio effettivo sarebbe solo del 6,9 per cento) è lontana dalla verità dei fatti. Urgono ripetizioni di matematica elementare (naturalmente senza gravare sui bilanci pubblici)”.

SENATO
Montecitorio ne parlerà la prossima settimana, Palazzo Madama ha invece già affrontato l'argomento “ritocco del decreto Roma Capitale”. Dopo aver acquisito i pareri dei livelli territoriali, l'intesa della Conferenza unificata e il parere delle commissioni parlamentari competenti, il Governo, per recepire le condizioni poste, ha proposto un nuovo schema di decreto che prevede:
la soppressione della norma che applica le disposizioni su Roma capitale alla città metropolitana di Roma capitale a decorrere dall'istituzione di quest'ultima, l'introduzione della disciplina transitoria sulla rimodulazione del programma di interventi per Roma capitale, l'introduzione della possibilità per il sindaco di Roma di provvedere in casi di emergenza, in deroga alle disposizioni vigenti, all'attuazione di interventi sul territorio connessi a traffico, mobilità e inquinamento.
Contraria su tutta la linea la Lega.
Il M5S perde pezzi. Il Senato ha respinto le dimissioni rassegnate per motivi strettamente personali dalla senatrice Giovanna Mangilli, del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Crimi ha tenuto a sottolineare che dietro le dimissioni non ci sarebbero altre motivazioni se non quelle personali (non gli ha creduto nessuno, ndr).

In Parlamento il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato le dimissioni irrevocabili del ministro per gli Affari Esteri Terzi sul caso Marò. Allo stesso Monti l'interim degli Esteri.

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Paola Alunni
Paola Alunni
Informazioni sull'autore
Giornalista professionista si è sempre occupata di Giustizia e cronaca parlamentare.
Si è quindi dedicata alla comunicazione istituzionale lavorando presso l'ufficio stampa del Ministero degli Affari regionali e presso la Presidenza del Consiglio - ministero Rapporti col Parlamento. Ha inoltre collaborato con l'agenzia di stampa Apcom seguendo la giustizia amministrativa. Nonostante l'età continua a fare attività scout.
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