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Terrorismo: a Torino l'esempio dei progetti di deradicalizzazione del Marocco

11 Febbraio 2020 di  Hamza Boccolini
Terrorismo: a Torino l'esempio dei progetti di deradicalizzazione del Marocco

Si conclude a Torino la due giorni di conferenze dal titolo: "Prevenire l'estremismo violento e il ruolo della società civile, sfide presenti e future" che vede il confronto di esperti del settore della lotta all'estremismo e alla radicalizzazione delle italiani e stranieri.

A concludere gli interventi della prima giornata di lavori è stato El Mostafa Rezrazi, dell'Osservatorio marocchino sull'estremismo e le violenze, il quale ha presentato il progetto formulato da Rabat e denominato "Musalaha" di deradicalizzazione volto ad attuare e una riconciliazione tra i soggetti deradicalizzati e la società marocchina. L'esperto, che è anche docente in diverse università marocchine, ha fatto una netta distinzione tra "gli attori individuali che non sono legati a nessun gruppo e le organizzazioni che sono attive nel diffondere l'estremismo pur non avendo una presenza sul campo nei teatri di guerra o non commettendo direttamente atti violenti". Rezrazi ha sottolineato infatti come in ambito islamico esistano "due tipi di radicalizzazione: quella che va con l’estremismo, come le formazioni di Ansar al Sharia in Tunisia, dei Fratelli musulmani in Egitto e di Giustizia e Carità in Marocco, e quello legato all'estremismo violento". Le formazioni dell'estremismo islamico quindi, alcune delle quali hanno anche delle ramificazioni a Torino, "hanno le stesse finalità dei gruppi violenti, come ad esempio la creazione del Califfato islamico, anche se ciascuno adotta i suoi metodi per realizzare questi obiettivi".

Hamza Boccolini
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Hamza Boccolini
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Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

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