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Geografia giudiziaria

Il Cnf contrasta motivatamente ipotesi di riduzione di Tribunali

31 Marzo 2016 di  Golem

Secondo il Consiglio Nazionale Forense, necessaria l'integrazione della relazione finale della commisione Vietti con nuovi criteri di misurazione della domanda di giustizia dei territori come proposto dallo stesso Cnf.

Il principio della prossimità degli uffici giudiziari a cittadini ed imprese, in termini di oggettiva fruibilità del servizio, non può essere disatteso.
Per questo il Consiglio Nazionale Forense ribadisce quanto da tempo va affermando, ovvero la assoluta inopportunità di un intervento sulla geografia giudiziaria che si proponga la riduzione delle Corti di appello e dei Tribunali.

La commissione ministeriale “Vietti”, incaricata dal Ministro Orlando, tra le altre cose, di predisporre entro il 31 marzo (oggi) una proposta di schema di legge delega per la riforma della geografia giudiziaria, ha concluso i lavori licenziando una relazione ed una proposta di schema di legge delega sul quale dovrà esprimersi il Guardasigilli.

Il CNF, per il tramite del vicepresidente Francesco Logrieco, ha partecipato ai lavori della commissione, rappresentando la posizione dell’Avvocatura istituzionale di critica ad un approccio meramente riduttivo del numero degli Uffici Giudiziari e volta a segnalare la insufficienza dei criteri di analisi presi in considerazione per misurare la domanda di giustizia dei diversi territori.
A sostegno della posizione istituzionale il CNF ha consegnato alla commissione un ampio e poderoso lavoro di analisi e verifica di numerosi indicatori, ulteriori a quelli utilizzati nel lavoro ministeriale, che sono stati incrociati tra di loro, e che hanno prodotto alcuni esiti che il CNF ha voluto portare all’attenzione della commissione.
Lo studio del CNF è stato condotto in sinergia tra l’Osservatorio Nazionale Permanente sull'esercizio della Giurisdizione, coordinato da Enrico Merli, e la commissione CNF sulla Geografia Giudiziaria, coordinata da Giuseppe Iacona, ed in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Istat (componente dell’Osservatorio).

La stesura della relazione finale, seguita personalmente dal presidente Andrea Mascherin, contiene in allegato un approfondimento su dati e numeri relativi alle Corti d’Appello, curato da Ca’ Foscari, e la misurazione proposta da Istat, secondo diversi scenari, dei tempi di percorrenza per raggiungere le “nuove”, per ora ovviamente solo ipotizzate, Corti d’appello.

Il lavoro condotto, che ha portato a incrociare ulteriori e più ampi criteri, ha evidenziato “ singolarità e specificità dei Distretti esistenti” la cui attenta analisi non può che scoraggiare qualsiasi ulteriore intervento riduttivo degli Uffici giudiziari.

Il CNF da atto alla commissione Vietti di aver recepito nel lavoro finale alcune delle indicazioni del CNF , integrando l’originario lavoro ministeriale con nuovi indicatori, quali la specificità territoriale dei bacini d’utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e l’effettivo tasso d’impatto della criminalità organizzata.

“Il CNF è contrario alla mera riduzione dell’attuale numero delle Corti d’appello ed anche ad un ulteriore intervento restrittivo dei circondari, per di più sulla scorta di un limitato numero di indicatori numerici non pienamente rappresentativi della complessità del tema affrontato” e che “rischia di produrre gli stessi risultati del precedente intervento sui circondari” che, salvo eccezioni, non possono dirsi positivi. Secondo il Consiglio, anzi, sarebbe opportuno valutare attentamente l’opportunità di recuperare alcune sedi soppresse.

“Gli accertamenti che questo Consiglio chiede vengano eseguiti preliminarmente e le cognizioni che, di conseguenza, si acquisiranno, sono essenziali al fine di evitare che l’intervento riformatore posto all’esame della Commissione provochi inefficienze ulteriori del sistema giustizia nel suo complesso e maggiori oneri finanziari a carico della finanza pubblica, oltre che sul fruitore finale, cioè il cittadino”, si legge nella relazione.

Il CNF continuerà nel lavoro per integrare questa prima analisi, curando che nei prossimi passaggi Governo e Parlamento tengano conto dell’inequivocabile significato dei dati offerti, che comprovano come le soluzioni basate su nuovi “tagli” non possono che generare inefficienze e disagi per il cittadino e le imprese.

E’ inoltre necessario, afferma il presidente Mascherin, “che ogni analisi di impatto coinvolga in maniera importante e decisiva gli Ordini locali, portatori delle conoscenze territoriali e delle tante problematiche che necessariamente sfuggono ad approcci ideologici e virtuali”.

In aprile il Consiglio organizzerà un incontro dedicato al tema del più funzionale assetto di geografia giudiziaria.

(in allegato il Documento del Cnf sul Riassetto Organizzativo dei Distretti di Corte d'appello e dei Circondari)

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