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Popolazione carceraria

Quanto costa un detenuto?

10 Ottobre 2013 di  Paola Alunni

Oggi il ministero della Giustizia ha pubblicato i dati relativi al costo giornaliero di un detenuto dal 2001 a giugno 2013. Quello che salta agli occhi è che subito dopo l'indulto, approvato a luglio del 2006 dall'allora Guardasigilli Mastella, la situazione non solo è tornata come prima, ma è peggiorata notevolmente

Quanto costa un detenuto?
Il ministero della Giustizia ha pubblicato numeri e dati riguardanti la popolazione carceraria e il costo giornaliero di ogni detenuto dal 2001 ai primi sei mesi del 2013.
Innanzitutto, dopo un'occhiata veloce alla tabella, i numeri dicono che con l'approvazione dell'indulto, del luglio 2006, la popolazione carceraria (che comunque aveva iniziato a registrare una flessione minima da quasi 59 mila detenuti a 51 mila) è sì diminuita di quasi 10 mila unità (nel 2007 si registravano 44 mila detenuti) ma subito dopo nel 2008 si era già tornati a oltre 54 mila.
Un numero che è continuato a crescere inesorabilmente attestandosi negli ultimi due anni tra i 65 mila e i 67 mila detenuti.
Peggio di prima dunque.
C'è chi come il garante per i detenuti della Toscana, Alessandro Margara, ha sostenuto che il sovraffollamento non si è creato da solo ma lo hanno creato le leggi dei politici. per questo Margara chiede, non solo l'amnistia come ha fatto il Capo dello Stato, ma anche interventi di ampio respiro.
"Siamo in questa situazione - ha dichiarato Margara ad affaritaliani.it - per alcune leggi del governo Berlusconi: la ex Cirielli, la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini".
La prima infatti, approvata nel 2005, se da un lato riduce i tempi della prescrizione perché li fissa in base al massimo della pena edittale, stabilendo una prescrizione di soli 4 anni per tutti i reati contravvenzionali e di 6 anni per quelli la cui pena non è superiore appunto a 6 anni, dall'altro prevede più severe per i recidivi (principalmente tossicodipendenti e immigrati) e per i delitti di associazione mafiosa e usura.
La Fini-Giovanardi, varata nel 2006, equipara le droghe leggere a quelle pesanti, che considera l'uso personale spaccio, aumentando così le pene per i tossicodipendenti.
Infine la Bossi Fini, del luglio 2002, che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina e che in questi giorni è alla ribalta delle cronache dopo la strage di Lampedusa.
I numeri del ministero della Giustizia dicono che basta fare due o tre leggi sbagliate e dopo un'indulto la situazione torna se non come prima, anche peggio.
I garanti per i detenuti sono anni che si prodigano per suggerire soluzioni alternative. In Parlamento sono altrettanti anni che si parla di provvedimenti per potenziare la messa alla prova, le pene detentive non carcerarie etc. Se ne parla da anni, basterebbe prendere una decisione.

Paola Alunni
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Paola Alunni
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Informazioni sull'autore
Giornalista professionista si è sempre occupata di Giustizia e cronaca parlamentare.
Si è quindi dedicata alla comunicazione istituzionale lavorando presso l'ufficio stampa del Ministero degli Affari regionali e presso la Presidenza del Consiglio - ministero Rapporti col Parlamento. Ha inoltre collaborato con l'agenzia di stampa Apcom seguendo la giustizia amministrativa. Nonostante l'età continua a fare attività scout.
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