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Megaimpianto Ama

Biogas a Maccarese: comune contrariamente favorevole e favorevolmente contrario

29 Gennaio 2013 di  Marcello Giuliacci

Molte le defezioni alla Conferenza dei servizi per decidere sull’impianto. L’unico “no” deciso è del ministro per i Beni Culturali. Nota del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino.

Biogas a Maccarese: comune contrariamente favorevole e favorevolmente contrario
Sessanta minuti: tanto vale la salute dei cittadini per la Conferenza dei Servizi sul biogas a Maccarese. Questo emerge dalla lettura del verbale della Conferenza dei servizi che il 18 dicembre scorso ha esaminato il progetto del megaimpianto AMA a Maccarese.

In realtà nei 60 minuti della riunione nessuna autorizzazione è stata rilasciata; quello che ci lascia senza parole è la mancanza di responsabilità da parte della maggior parte dei convenuti e degli assenti che, seppure convocati, hanno preferito non presentarsi.

Tutti, fatta eccezione per il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali che ha espresso un parere nettamente ed irrevocabilmente contrario, hanno preferito non esprimersi chiaramente: anche il nostro comune che ci doveva rappresentare ha depositato un documento che, pur mettendo in evidenza le molte criticità del progetto, si conclude con un “parere non favorevole”! Cosa significa? Come interpretare in modo chiaro un parere non favorevole: vuol dire contrario? Se così è, perché non dirlo chiaramente?

Nelle 103 osservazioni che abbiamo consegnato alla provincia ponevamo al centro la salute e la tutela ambientale. Ci aspettavamo che amministratori responsabili su queste due tematiche ponessero la massima attenzione. La valutazione di un progetto che prevede la costruzione di un impianto che a norma di legge in Italia è considerato insalubre di classe 1 deve tenere in massimo conto la salute e l’ambiente.

L’inquinamento che deriverà dal biogas AMA, qualora venisse realizzato, andrebbe ad aggiungersi a quello già presente che pone il nostro comune fra i 31, su 378 comuni della regione Lazio, in classe B cioè comune dove si è verificato o è prossimo il superamento dei limiti di legge per almeno un inquinante. L’aria che respiriamo è già “malata”, la sola accensione dei motori che bruceranno il metano prodotto dal biodigestore faranno aumentare le immissioni di PM10 del 790%, del biossido di azoto NO2 del 510% e del monossido di carbonio CO del 2470%.

Non ci stancheremo mai di ripetere questi dati perché la salute e la qualità della nostra vita, dei nostri figli e di chi verrà dopo di loro dipende dalle scelte che sono state fatte sino ad oggi e da quelle che faremo da ora in avanti. Abbiamo sotto i nostri occhi il risultato delle scelte di ieri, dalla diossina di Seveso, al disastro dell’Ilva di Taranto, dalla centrale a carbone di Civitavecchia, all’amianto che a distanza di vent’anni dalla sua messa fuorilegge continua a fare vittime, per non parlare della situazione della Valle Galeria o della Valle del Sacco, solo per fare alcuni esempi.

Tutte scelte fatte senza tenere in alcun conto il sacrosanto principio di precauzione, quello che ci dovrebbe impedire di fare cose che potrebbero in qualche misura risultare dannose alla nostra salute e all’ambiente. Tutti, e a maggior ragione chi governa, dovremmo ricordare e adottare sempre questo principio facendo tesoro degli errori commessi in passato per non ripeterli.

Mentre la vita politica di questo Comune viene assorbita, e lo sarà fino a giugno prossimo, dalla campagna elettorale, l’emergenza rifiuti va avanti e Clini e Sottile potrebbero decidere “come” risolvere la situazione autorizzando gli impianti in istruttoria, approvare il progetto dell’AMA a Maccarese e porre serie ipoteche sullo sviluppo futuro di questo territorio!

Chiediamo che il Sindaco, dopo l’approvazione, prevista per domani, da parte del Consiglio Comunale della modifica dell’art. 94 del Regolamento di Igiene Pubblica che stabilirà le distanze minime di sicurezza fra gli impianti insalubri e le abitazioni in 1000 e 2000 metri, trasmetta al Commissario Sottile e al Ministro Clini la netta opposizione di Fiumicino alla costruzione dell’impianto AMA.
Marcello Giuliacci
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