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Il sesso non conta nella valutazione dei rischi assicurativi

17 Marzo 2011 di  Roberto Ormanni
Il sesso non conta nella valutazione dei rischi assicurativi

Donna al volante pericolo costante? Ammesso che sia così (e non è detto... perché allora bisognerebbe considerare anche i vecchietti col cappello e le auto targate Latina, almeno stando all’immaginario popolare) non è questione che debba interessare le compagnie di assicurazione.

Dopo anni di deroghe autorizzate, la Corte di Giustizia europea, accogliendo un ricorso dell’associazione consumatori belga, ha “cancellato” quella parte della direttiva del Consiglio, del dicembre 2004, che pur richiamandosi all’uguaglianza senza distinzioni di sorta invocata dalla Carta di Nizza, ammetteva però, in campo assicurativo, che le società – a patto che venissero autorizzate dal legislatore nazionale – facessero pagare diversamente i clienti a seconda che fossero uomini o donne (e già qui si potrebbe sostenere che c’è una discriminazione perché non sono considerate le figure... intermedie tra uomo e donna).
La differenza tra uomo e donna doveva però essere basata su “dati statistici rigorosi”. Ma nel caso degli infortuni stradali sembra proprio che la statistica, non solo in Italia, desse ragione al detto popolare (tutto il mondo è paese...)
La sentenza della Corte, depositata il 1° marzo 2011, è stata definita immediatamente “epocale” e salutata con grande plauso.
Per capire meglio la portata, e le premesse, della decisione, alleghiamo il testo integrale della “Nota breve” a cura di Giampiero Buonomo che nei giorni scorsi il Servizio Studi del Senato ha consegnato a tutti i senatori.
Attenzione però: anzitutto i contratti assicurativi che tengono in considerazione il sesso potranno restare in vigore fino alla fine del 2012, in secondo luogo se è vero che la decisione è destinata a incidere favorevolmente sulle polizze relative ai sinistri stradali, riducendo il premio... femminile, per le polizze vita il discorso cambia. Molte compagnie, soprattutto non italiane, prevedevano tariffe più basse per le donne visto che le statistiche dimostrano senza dubbio che vivono più a lungo degli uomini (lo diceva anche Totò, in “Misera e Nobiltà”: “... mia moglie è molto malata... potrebbe morire da un momento all’altro... doveva morire, e non è morta... non è morta!”).
Insomma, il bilancio complessivo, per le compagnie assicuratrici, non cambia: il risparmio sulle polizze Rc auto viene bilanciato dal rincaro delle polizze vita.

Roberto Ormanni
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Roberto Ormanni
Roberto Ormanni
Informazioni sull'autore
giornalista, cronista giudiziario, avvocato, direttore responsabile dei settimanali Goleminformazione.it e Il Parlamentare.it, dal 1985 a oggi ha lavorato per diverse testate, è stato direttore del settimanale giuridico Diritto e Giustizia (Giuffrè editore), è autore di un musical teatrale ("Due Carissimi Nemici"), ha collaborato alle trasmissioni "Quelli della Notte" e "Indietro Tutta" di Renzo Arbore, ai rotocalchi televisivi "Visto da Sud" e "Giorno per Giorno", alle sceneggiature della serie a cartoni animati "Ulisse - Il mio nome è Nessuno" prodotta dai RaiDue. Ha pubblicato i saggi "Napoli nel Cinema" (Newton Compton), "Cartoon non vuol dire cartone" (Tempolungo), "Storia del cinema di cartone (animato)" (Infinito Edizioni) e ha curato, insieme con Francesco De Filippo, il volume di Luigi Morsello "La mia vita dentro - Le memorie di un direttore di carceri" (Infinito Edizioni)
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