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Gioco d'azzardo

La crisi economica della coppia e l’illusione dei casinò on line

28 Gennaio 2018 di  Maurizio Bruno

Quasi un milione e mezzo di famiglie italiane dilapida 4mila euro l’anno in giochi. Nelle coppie già in difficoltà economica il gioco porta alla rottura del rapporto.

La crisi economica della coppia e l’illusione dei casinò on line
Una delle cause più frequenti nel fallimento delle unioni matrimoniali o di convivenza, deriva dalla crisi economica della coppia. Sempre in più occasioni la perdita di denaro è imputabile alla dedizione al gioco d’azzardo via internet che coinvolge gli interessati e che singolarmente, proprio nelle coppie meno agiate, crea dipendenza e finisce con il comportare gravissimi disagi fino a pregiudicare il sostentamento stesso della famiglia

È sufficiente cercare su internet alla voce casinò on-line o similari per essere coinvolti in innumerevoli siti estremamente stimolanti che sollecitano al gioco, manifestando grandi possibilità di vincita, la proposizione di un bonus in denaro ed altri vantaggi, illudendo soprattutto le persone con scarso spirito critico, della possibilità di raggiungere vincite o comunque guadagni consistenti.
Sono stati resi noti sul tema i dati economici, da parte dei Monopoli di Stato, (ed è aberrante che lo Stato tramite i Monopoli gestisca e speculi sulle due cose che creano maggior nocumento nei cittadini, il gioco d’azzardo ed il tabagismo).
Si scopre che a Roma in un anno per esempio vengono spesi 5,4 miliardi di euro nel gioco.
In concreto è sufficiente suddividere la somma spesa per i cittadini per scoprire che, mediamente 1.300.000 famiglie dilapidino circa 4.000 euro l’anno in giochi. La cosa colpisce ancor di più se si considera, come hanno fatto evidenziare in più occasione gli addetti ai lavori, che nel 2016 (anno di riferimento) mediamente le famiglie romane hanno sostenuto oneri per 2.600 euro circa in consumi il che contrasta macroscopicamente con i circa quattromila euro spesi nel gioco.
Va detto ovviamente che in tale enorme massa di danaro non rientrano che in parte i videogiochi, ma sono comprese per lo più le scommesse sportive, il gratta e vinci, il lotto, il superenalotto, ecc.
Tuttavia non può sfuggire all’osservatore come il fenomeno dei videogiochi e dei giochi d’azzardo accessibili in rete da casa, ma anche dal cellulare, dati i numeri, incida pesantemente sui bilanci familiari ed in molti casi dia luogo ad una vera e propria dipendenza.
Ciò che colpisce infatti è l’aumento nettissimo del gioco, non solo tramite slot machine, ma da ultimo con  sistemi informatici dal proprio computer di casa, tanto che, in molti casi, i giocatori finiscono con il destinare buona parte del reddito percepito, se non tutto, nei videogiochi d’azzardo in rete.

L’LLUSIONE DELLA VINCITA E LA CRISI DEL RAPPORTO

Il gioco patologico è basato sostanzialmente sull’illusione della possibilità di cambiare vita, sulla convinzione di poter controllare gli esiti del gioco e sostanzialmente sulla certezza che la vincita sia prossima e permetta di risolvere tutte le problematiche di carattere economico della famiglia.
In tal senso, in modo paradossale si è notato, e ciò si evince anche nel’ambito dei processi di separazione, che più ci si trova in un momento di crisi economica e cioè, più la famiglia si trova in una situazione di degrado sotto il profilo patrimoniale  e maggiore è la tendenza al gioco nell’illusione di un cambiamento di vita.
Molte separazioni tra coniugi e conviventi oggi derivano dallo sfacelo economico provocato da simili comportamenti.
D’altra parte è noto che qualsiasi rapporto di coniugio o comunque qualsiasi legame affettivo, si basa prima che sull’attrazione personale, sulla stima vicendevole  e cioè sulla convinzione che la persona con cui si vive ed a cui si affida la propria vita, sia una persona affidabile e capace di gestire ogni problematica familiare.
Allorché la stima per la propria compagna o compagno scompare, quando si assiste alla dispersione delle retribuzione e di ogni  avere o peggio il ricorso a prestiti, per soddisfare il desiderio di giocare, non può che subentrare la cauducazione del legame e conseguentemente il fallimento dell’unione.

I CASINO’ ON-LINE

Un freno alla tendenza che porta a dilapidare lo stipendio in video giochi o simili era dato dalla disapprovazione di chi sta intorno o comunque dalla vergogna derivante dalla perfetta conoscenza dell’immoralità nel destinare il proprio stipendio ai giochi, piuttosto che destinarlo alla famiglia e dalla critica degli altri.
Dunque il fatto di doversi recare in un locale per effettuare le giocate o comunque il fatto di non poter nascondere agli occhi dei familiari e dei conoscenti il proprio comportamento, creava un oggettivo limite e freno a tali problematiche.
Questi limiti tuttavia sono venuti a mancare con l’introduzione dei casinò on-line, prima di diritto internazione ed ora gestiti da numerose società italiane con il beneplacito ed il controllo solo formale del Monopolio di Stato.
Il gioco d’azzardo effettuato on-line è estremamente insidioso.
Infatti, come detto, viene meno il freno inibitore della vergogna che impediva al giocatore di dilapidare il proprio denaro dovendo uscire da casa o comunque essendo costretto a rendere evidente il proprio comportamento.
Viceversa il casinò on-line elimina ogni remora.
Paradossalmente il lavoratore non vede l’ora di rientrare a casa dal lavoro, non per dedicarsi alla famiglia, ma per mettersi davanti allo schermo del computer ed iniziare le giocate.
In sostanza mentre prima il giocatore doveva rivolgersi necessariamente a luoghi deputati a questo, con i casinò on-line egli agisce spessissimo nascostamente protetto nelle mura della propria casa senza contare, sotto altro profilo, che se non è certamente possibile controllare la personalità del giocatore non è neanche possibile verificare l’età di chi si pone alla tastiera ed inizia a gettare il proprio denaro.
Altrettanto dubbie sono le provenienze delle somme che vengono giocate, dal momento che spesso nascostamente si utilizzano le carte di credito del coniuge ignaro o i risparmi o prestiti di parenti ed amici.  
Il fenomeno apparentemente nascosto, è talmente deleterio che se ne stanno cominciando ad occupare non soltanto associazione di assistenza a carattere psichiatrico, ma anche le stesse parrocchie che prendono atto del disfacimento delle famiglie a seguito della perdita di ogni denaro da parte dell’uomo o della donna (nel gioco non c’è alcuna discriminazione tra i sessi).

INTERESSI SOTTOSTANTI

In tutto questo colpisce non il silenzio, ma la sollecitazione sui mass media al gioco, da parte dello Stato.
Il che è comprensibile se si considera che il gioco d’azzardo costituisce il 4% del prodotto interno lordo e nel 2016 i cittadini hanno giocato e sperperato in lotterie, slot-machine casinò on-net, gratta e vinci, scommesse, ecc. l’importo annuo di oltre 90.000.000.000, (novantamiliardi di euro), una cifra enorme.
Non è strano vedere anche in strada o sull’autobus soggetti che, con il cellulare in mano sono attentissimi allo scorrere dei tamburi alla slot-machine o alla presentazione delle carte di un video poker.
Basta come detto aprire internet e cliccare sulle voci di casinò on-net o casinò on-line e simili per rinvenire una enormità di offerte delle quali quelle italiane sono ampiamente pubblicizzate con siti multo curati e che sollecitano al gioco in ogni modo.
Si tratta di un fiume di denaro enorme che confluisce nelle casse delle società autorizzate e dello Stato con interessi tali da far ritenere quasi impossibile interrompere un simile vorticoso giro di affari che vede pochissimi vincitori e moltissimi perdenti, contrariamente a quanto pubblicizzano i siti interessati.

I CONCESSIONARI
 
Se si fa una breve ricerca su internet si scopre che la AAMS e cioè l’Azienda dei Monopoli rilascia le concessioni per il cosiddetto “gioco a distanza” a tutte una serie di Società che vengono riportate espressamente nell’elenco dei concessionari autorizzati in tal senso i cui proprietari oscillano tra Società estere, già operanti a livello internazionale, Società per Azioni di diritto italiano, ma anche piccole Società a Responsabilità Limitata.
Il Casinò della Lottomatica per esempio, numero uno in Italia, così come autodichiara, proponendo i giochi classici, roulette, slot-machine, blackjak e poker, sollecita il giocatore a registrarsi sul sito proponendo fino a 620 euro di bonus di benvenuto.
Dal sito si viene a sapere che la Lottomatica S.p.a., già operatore italiano di lotterie e scommesse e concessionario esclusivo dello Stato per la gestione del gioco del lotto e anche titolare di uno dei siti più importanti, di giochi on-line, quale filiale italiana del Gruppo International Game Technology a propria volta controllato per il 52,1% da De Agostini.
Numerosissimi sono i nomi che emergono dall’esame dei siti autorizzati. Si va dalla William Casinò, a nomi come la Snai, la Sisal, passando per Unibet, 888.it Starcasinò.it, ecc.
Dal sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli si evincono diciassette pagine di società autorizzate denominate “concessionari autorizzati del gioco a distanza” che lottano strenuamente fra loro in pubblicità per suddividersi i possibili giocatori, ben consci del mercato in espansione in progressione geometrica, dell’enormità delle cifre in gioco e contando proprio sulla vulnerabilità dei più deboli.
Per ottenere la concessione e cioè per poter operare in Italia, le società devono sottostare a determinate condizioni.
La AAMS, controlla in sostanza la correttezza dei programmi di gioco, il corretto funzionamento ad evitare delle truffe, ma ignora totalmente la tragedia delle famiglie sul lastrico, salvo ipocritamente far comparire sulle reclame delle case da gioco on line, anche diffuse in televisione, l’avviso che il gioco è vietato ai minori e potrebbe comportare dipendenza.
Per inciso, la licenza dei Monopoli di Stato   richiede un prezzo enormemente superiore rispetto le licenze internazionali (per esempio quella di Malta) e necessita, esemplificativamente di un fatturato di almeno 1.500.000 di euro negli ultimi due anni, la costituzione sotto forma di Società di capitali (e quindi anche di semplice S.r.l.) il versamento di una cifra pari ad 350.000 euro ai Monopoli di Stato per l’attività di gestione e di controllo, garanzie bancarie e cioè una fideiussione per un importo equivalente ad 1.500.000 di euro. La concessionaria è tenuta a trasmettere ai Monopoli di Stato tutte le informazioni relative alle giocate ed ai movimenti effettuati dai giocatori stessi (lasciamo qualche possibilità di guadagno anche all’Agenzia delle Entrate !).
Del tutto più semplice è ottenere una concessione o una licenza di gioco internazionale rivolgendosi all’Isola di Man o ad altre Nazioni che chiedono cifre di gran lunga inferiori.

L’ESTENSIONE DEL GIOCO D’AZZARDO

Fatto questo breve excursus sul fenomeno resta da considerare la pericolosità per i soggetti più deboli e con minor spirito critico i quali, come spesso accade, finiscono con il perdere tutta la retribuzione del mese in pochi giorni di gioco.
Come è noto, tutti ricordano di aver vinto una volta, ma non ricordano le cinquanta volte che hanno perso.
La politica dei siti è fatta in maniera di dar luogo a modesti premi distribuiti in massa per stimolare la propensione al gioco e far credere che il risultato della grossa vincita sia vicina, mentre lentamente di fatto si perdono somme di denaro in modo costante e continuo.
In taluni sistemi elettronici  esteri viene stimolato il gioco facendo vincere nelle prime puntate al fine di allettare il giocatore a continuare facendo credere che prima o poi arriverà la grossa vincita.
La gravità tuttavia del comportamento dello Stato nei confronti soprattutto dei giocatori più deboli e meno tutelati, sta non solo nel fatto di guadagnare rovinando i soggetti più esposti, ma soprattutto nell’autorizzare la pubblicità sui mass-media e soprattutto televisiva  al fine di aumentare il numero dei giocatori.
Il gioco d’azzardo patologico è ormai talmente diffuso e considerato come un disturbo del comportamento che è equiparato ad una vera e propria tossicodipendenza. Sopravviene una crescente perdita di controllo laddove mano a mano che il giocatore perde, tende ad aumentare il livello di gioco per rifarsi delle perdite precedenti.
A parte gli aspetti compulsivi, la convinzione che prima o poi arriverà il momento buono, porta rapidamente il giocatore a focalizzare tutta la propria vita soltanto in quelle ore in cui si chiude in camera, accende il computer e si collega al proprio operatore; egli passa tutta la giornata nell’attendere questo momento magico.
E’ gravissimo il comportamento dello Stato che, specula su tali situazioni e non interviene in alcun modo, nonostante le enormi somme dilapidate.
Probabilmente proprio per questo.
Maurizio Bruno
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Maurizio Bruno
Maurizio Bruno
Informazioni sull'autore
Avvocato, iscritto all’albo dal 1973. E’ autore o coautore di oltre quindici opere di diritto civile e specificatamente di diritto di famiglia, molte in edizioni aggiornate di volta in volta. Tra i più venduti: (Buffetti editore: Separazione e Divorzio, La famiglia di fatto, Successioni ereditarie, Comunione e separazione dei beni, Convivenza more uxorio, Le adozioni, etc.), (Janua editrice: I ricorsi d’urgenza nel nuovo processo civile), (Giuffre: Separazione, divorzio: questioni processuali, I provvedimenti a tutela dei minori, I contratti di uso corrente). Collabora ed ha collaborato con siti Internet di diritto e con numerose riviste, tra le quali: Gente Money, Argos, Consulenza e Consulenza casa, Diritto e Giustizia. Svolge da oltre 40 anni l’ attività di avvocato nel proprio studio in Roma.
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