Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

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Valentina Vercelli

Valentina Vercelli

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

Venerdì, 13 Gennaio 2012 09:55

Lacrima di Morro d’Alba delle Marche

Della Lacrima di Morro d’Alba sembra se ne parli già in alcuni documenti risalenti all’antica Roma; certo, invece, è che fu apprezzato da Federico Barbarossa in persona, che ebbe modo di conoscere questo vino durante l’assedio di Ancona del 1167.

Venerdì, 06 Gennaio 2012 10:44

La Nosiola del Trentino

La Nosiola è l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. Da sempre considerato poco più che una bevanda dissetante, oggi, grazie al lavoro di viticoltori appassionati, si è guadagnato un posto d’onore all’ora dell’aperitivo e a tavola, accanto alle ricette più delicate.

Venerdì, 30 Dicembre 2011 11:48

Il Picolit del Friuli

Apprezzato dai nobili, al tempo delle fastose corti europee del Settecento, è ancora oggi un vino prezioso, ideale per un brindisi a Capodanno.

Venerdì, 23 Dicembre 2011 09:56

Il Groppello della Lombardia

Curiosando tra gli scaffali di enoteche e supermercati, a partire da febbraio 2012, scoprirete una nuova DOC, la Valtènesi: prende il nome da una piccola zona con territorio morenico, che si estende sulle colline a ridosso della sponda bresciana del lago di Garda, delimitata a nord dal comune di Salò e a sud da quello di Desenzano.
In questo lembo di terra, benedetto da un clima tanto mite che consente anche un’ottima produzione di olio extravergine di oliva e addirittura di agrumi, cresce un vitigno autoctono le cui prime notizie giunte fino a noi sono del 1299, ma si sa che la coltivazione della vite risale all’epoca preromana.
Nonostante gli oltre 700 anni di vita, il Groppello rimane un vitigno poco conosciuto e la nuova DOC Valtènesi è senz’altro destinata a promuoverlo in Italia e all’estero.
Vinificato in bianco, in blend con altre uve nere, il Groppello dà origine al Chiaretto, un rosè tipico del Lago di Garda e tra i migliori rosè di produzione nazionale.
Vinificato in rosso, in purezza o con piccole percentuali di altri vitigni, quali Barbera, Marzemino e Sangiovese, dà invece vita a un vino delicato, di pronta beva, con note speziate, vellutato e piacevole, ideale a tutto pasto.
Si presta anche all’invecchiamento e, dopo due anni, viene venduto come Riserva, diventando più ricco, intensamente speziato, ottimo in abbinamento a molti secondi della gastronomia lombarda.
Sembra che il nome del vitigno sia da ricondurre alle caratteristiche morfologiche del grappolo, caratterizzato da forma chiusa e compatta come una pigna, che in dialetto lombardo si chiama grop. Gli acini sono piccoli e rotondi con buccia sottile.
Se ne conoscono tre diversi biotipi, il Gentile, il Mocasina e il Santo Stefano, ciascuno con lievi differenze, che si accentuano a seconda della scelta dei produttori di realizzare un Groppello giovane, di affinarlo per qualche tempo in botte e in bottiglia o di vinificarlo dopo una lieve surmaturazione delle uve.
Grazie alla facilità di abbinamento con tutti i piatti, esclusi i dessert, e all’ottimo rapporto qualità/prezzo, il Groppello è senz’altro un vino destinato a prendere presto piede sul mercato.
Tra i produttori di Groppello, ve ne segnaliamo tre che si distinguono in modo particolare: la piccola Azienda Agricola Cantrina, che ne produce 5000 bottiglie l’anno, dopo un affinamento di sei mesi in acciaio; l’Azienda Agricola Costaripa di cui, oltre al Groppello Maim (8000 bottiglie) –affinato in botti di rovere per un anno e per altri 10 mesi in bottiglia–, e al Groppello Castelline (30.000 bottiglie), affinato parte in legno e parte in acciaio, vi raccomandiamo anche l’ottimo Chiaretto RosaMara (100.000 bottiglie), considerato tra i 24 migliori rosè italiani; e l’Azienda Agricola Delai, che propone il Groppello Mogrì DOC (20.000 bottiglie l’anno), vinificato con una piccola percentuale di Barbera, Marzemino e Sangiovese, e una buona grappa di Groppello Gentile.

I produttori consigliati

Azienda Agricola Cantrina
Groppello 100% DOC. Venduto in loco a 8 euro.
Su richiesta, è possibile prenotare visite e degustazioni, come anche acquistare i vini prodotti.
Via Colombera 7, Bedizzole (BS), tel. 030 6871052. www.cantrina.it
Azienda Agricola Costaripa
Groppello Maim: Groppello 100% DOC. Venduto in loco a 14 euro.
Groppello Castelline: Groppello 100% DOC. Venduto in loco a 8 euro.
Chiaretto RosaMara: Groppello 65, Marzemino, Sangiovese e Barbera
Venduto in loco a 8 euro.
Previo appuntamento sono organizzate degustazioni ed è possibile acquistare i vini in azienda.
Via della Costa 1/A,, Moniga del Garda (BS), tel. 0365.502010. www.costaripa.it
Azienda Agricola Delai
Groppello Mogrì DOC: Groppello Gentile 85% e 15% di Barbera, Marzemino e Sangiovese.
Venduto in loco a 6 euro.
Grappa di Groppello Gentile. Venduta in loco a 14,50 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite, degustazioni e acquistare il vino in azienda.
Via Aldo Moro 10, Puegnano sul Garda (BS), tel. 0436. 555527. www.delaisergio.it

Mercoledì, 14 Dicembre 2011 22:47

Lo Schioppettino del Friuli

Il vitigno cresce in una zona circoscritta dei Colli Orientali del Friuli e in una piccola porzione di territorio sloveno, subito oltre il confine con l’Italia. Caratterizzato da un inconfondibile sapore speziato, era un vino di poco pregio, destinato alle tavole dei contadini, che lo miglioravano ricorrendo alla surmaturazione delle uve.

Quella dello Schioppettino è una storia “all’italiana”. Il vitigno, chiamato anche Ribolla Nera, era coltivato fin dal XIII secolo in Friuli, nella zona di Prepotto e, subito oltre confine, in Slovenia, dove era conosciuto con il nome di Pocàlza. Dopo l’invasione della fillossera che nei primi del Novecento colpì buona parte dell’Europa devastando i vigneti, i vignaioli reimpiantarono i più conosciuti (e redditizi) vitigni francesi, a discapito delle varietà autoctone. Alla calamità naturale si era aggiunta, negli anni ’60, una legge assurda, che stabiliva una lista di vitigni “permessi”, che potevano, cioè, essere coltivati, escludendo tutti gli altri: tra i grandi assenti lo Schioppettino, dunque, destinato a estinguersi, cosa che sarebbe senz’altro successa, se Paolo e Dina Rapuzzi non avessero ricercato dai contadini della zona le poche vigne superstiti e non avessero messo a dimora, a Ronchi di Cialla le marze trovate, consci di andare contro la legge, ma desiderosi di coltivare vitigni autoctoni friulani per l’ottenimento di vini adatti a un lungo invecchiamento. Alla fine i Rapuzzi non sono stati denunciati, anzi, nel 1976, hanno addirittura vinto il premio Nonino ‘Risit d’Aur’, proprio in quanto “salvatori” dell’antico vitigno. Da quel momento, lo Schioppettino è tornato a essere autorizzato come vino da tavola.

Il vino, dal 1989 tutelato con la Doc Colli Orientali del Friuli ha, forse, un nome di origine onomatopeica: sembra che sia dovuto al fatto che i grossi acini viola, caratterizzati dalla buccia spessa e tesa, sono resistenti allo schiacciamento e scoppiettano in bocca alla masticazione. La pianta ha tralci vigorosi e le foglie sono piuttosto grandi, come il grappolo a cui, di solito, si tagliano le punte prima della vendemmia, effettuata a ottobre inoltrato.

Lo Schioppettino è un vitigno dalla maturazione tardiva; il terreno in cui dà i migliori risultati è la marna eocenica, di tipo argilloso, comune nei Colli Orientali del Friuli. Una volta effettuata la raccolta delle uve, c’è chi lo lascia soltanto in botti di acciaio, chi preferisce elevare il vino in barrique e chi si affida agli antichi insegnamenti contadini, ricorrendo alla surmaturazione delle uve, tecnica che prevede di lasciare per una quindicina di giorni i grappoli in un posto riparato e ventilato, in modo che perdano il 5, 10% di acqua, regalando al vino maggiore struttura e grado alcolico.
Lo Schioppettino ha sapore speziato: nelle annate più fresche regala sentori di pepe e incenso, in quelle più calde sa di liquirizia.
Le etichette più premiate dalle guide di settore sono lo Schioppettino dell’Azienda Agricola Petrussa e quello dell’Azienda Agricola Ronchi di Cialla, ma vi consigliamo anche altri due produttori con un ottimo rapporto qualità-prezzo: Girolamo Dorigo che fa uno Schioppettino con passaggio in barrique per sei mesi e Davide Moschioni che fa un vino caratterizzato dal processo di surmaturazione delle uve e adatto all’invecchiamento.

I produttori consigliati
Società Agricola Petrussa
Schioppettino 100% DOC
Venduto in loco a circa 20 euro.
Su richiesta, è possibile prenotare visite e degustazioni, come anche acquistare i vini prodotti.
Via Albana 49, Prepotto (UD), tel. 0432.713192. www.petrussa.it

Azienda Agricola Ronchi di Cialla
Schioppettino di Cialla 100% DOC
Venduto in loco a circa 18 euro.
Previo appuntamento sono organizzate degustazioni e acquisti.
Cialla di Prepotto (UD), tel. 0432.731679. www.ronchidicialla.com

Azienda Agricola Moschioni Davide
Schioppetino 100% DOC
Venduto in loco a circa 35 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite, degustazioni e acquistare il vino in azienda.
Via Doria 30, frazione Gagliano, Cividale del Friuli (UD), tel. 0432.730210

Girolamo Dorigo
Schioppettino DOC 100%
Venduto in loco a circa 15 euro
È possibile fare degustazioni e acquistare il vino in azienda previo appuntamento. A disposizione degli ospiti anche due camere per il pernottamento.
Via del Pozzo 5, Buttrio (UD). Tel. 0432.674268. www.montsclapade.com

Dove mangiare
Trattoria da Mario - Enoteca dello Schioppettino
Locale semplice, caratterizzato dall’accoglienza calorosa dei proprietari, dove gustare cucina friulana, abbinata allo Schioppettino, vino protagonista nel ristorante, cui è dedicato ogni anno, tra aprile e maggio, un’ampia rassegna con possibilità di degustazioni e acquisti.
Via XXIV Maggio 16, Prepotto (UD), tel. 0432.713004 www.enotecaschioppettino.it Chiuso lunedì e martedì Conto 25-30 euro, bevande escluse.

Venerdì, 09 Dicembre 2011 10:39

Il Corvina del Veneto

Le prime notizie sull’uva più rinomata della Valpolicella risalgono al II secolo a.C. Ne parla anche Plinio il Vecchio, descrivendola come vitigno caratteristico della provincia veronese. In blend con rondinella e molinara, dà vita a due vini simbolo d’Italia, l’Amarone e il Recioto della Valpolicella. Fino a poco tempo fa i produttori che vinificavano la corvina in purezza si contavano sulle dita di una mano. Oggi è un esempio seguito da molti, che ha successo anche all’estero.
Narra una leggenda che le colline della Valpolicella erano coltivate tutte con uve a bacca bianca. Per difendere i vigneti, i contadini della zona sterminavano i corvi che si cibavano dei grappoli. Un giorno, però, un contadino trovò un corvo ferito, ne ebbe pietà e lo curò. Quando l’uccello fu di nuovo in grado di volare passando vicino ai suoi vigneti, trasformò l’uva da bianca in nera. Così, nacque il vitigno più rinomato della Valpolicella, caratterizzato da grappoli alati e spargoli, di medie dimensioni, acini ovali, di colore scuro, foglie non molto grandi.
Da quell’episodio leggendario, la corvina prese anche il nome.
Il vitigno, che non sembra derivare, né avere affinità con altri tipi di uva, ha un destino curioso. La varietà in sé è praticamente sconosciuta al grande pubblico, ma alcuni vini, cui dà origine in assemblaggio ad altre uve locali, l’Amarone e il Recioto della Valpolicella, sono famosi e ricercati in tutto il mondo.
E’ un’uva che dà risultati eccellenti, ma è molto difficile da coltivare: matura tardi e, nella zona del veronese, in autunno, è facile che piova; così, spesso, l’umidità rovina i grappoli.
Non sono molti i produttori che vinificano la corvina in purezza, essenzialmente per ragione economiche: vinificata da sola, infatti, si può fregiare esclusivamente del marchio Igt, mentre, unita alle altre uve locali, dà vita a vini doc prestigiosi, come il Valpolicella Classico, l’Amarone e il Recioto, molto più conosciuti e quindi più facili da vendere.
La corvina in purezza dà vita a un vino di colore rosso rubino intenso, corpo pieno, aroma fresco e profumo delicato, da bere tutti i giorni. Se invecchiata, invece, acquista di corpo, il sapore ha un tono speziato e diviene un vino da grandi occasioni.
Per capire in pieno le potenzialità del vitigno, consigliamo due etichette, entrambe di corvina al 100%. La prima è quella di Allegrini, titolare di una delle più celebri aziende agricole della zona; si tratta di un prodotto di fascia alta, ottenuto lasciando affinare la corvina in legno per 20 mesi e in bottiglia per altri 15,  e prodotto solo nelle annate più favorevoli.
La seconda è quella di Giuseppe Campagnola, che propone un vino fresco, di facile beva, da consumare entro qualche anno dalla vendemmia e con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Previo appuntamento, entrambi i produttori organizzano visite in azienda, degustazioni e vendita diretta.


I produttori consigliati

La_Poja_2004_Allegrini2Agricola Allegrini
La Poja: Corvina 100%
venduta, in loco, a 58,20 euro.
Via Giare 7, Fumane di Valpolicella (VR)
tel.  045 6832011, www.allegrini.it







071115151610_campagnola-corvina-agnellaCampagnola Giuseppe

Corvina Corte Agnella IGT corvina 100%:
venduta, in loco, a 6 euro.
Via Agnella 9, loc. Valgatara, Marano di Valpolicella (VR) tel.  045 7703900, www.campagnola.com

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