Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

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Valentina Vercelli

Valentina Vercelli

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

Giovedì, 31 Maggio 2012 08:34

Il Lugana del Garda

Scriveva il compianto maestro Luigi Veronelli “Bevi il tuo Lugana giovane, giovanissimo e godrai della sua freschezza. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la completezza. Bevilo decenne, sarai stupefatto dalla composta autorevolezza”.
Il Lugana è così, semplice nella sua versione base, strutturato e complesso, via via che passano gli anni. Prende nome dall’antico toponimo della zona, cioè Lucana, termine che potrebbe derivare dal latino lucus, bosco. Viene prodotto sulle sponde sud del Lago di Garda, sia sul versante lombardo sia su quello veneto, nei comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Peschiera; l’uva impiegata è il Trebbiano di Lugana, chiamata localmente Turbiana, un vitigno autoctono della zona, che ha molte affinità genetiche con il Verdicchio ed è parente stretto del Trebbiano
di Soave. Le viti sono coltivate soprattutto in pianura, su un suolo di natura argillosa ricco di sali minerali, che dona al vino acidità, colore e sapidità.

La Turbiana ha un grappolo compatto, di grandezza media e forma piramidale; gli acini sono sferici, con buccia spessa, abbastanza pruinosa.

Il Lugana era conosciuto già al tempo dei Romani, tanto che il poeta Catullo ne cantava le lodi, bevendone in abbondanza durante i suoi soggiorni nella villa paterna di Sirmione; viene poi menzionato nel trattato del 1595 De naturali vinorum historia di Andrea Bacci e nelle Memorie bresciane di Ottavio Rossi nel 1693, mentre il conferimento della Doc risale al 1967: è stato il primo vino Doc di Lombardia e tra i primi d’Italia, oggi amato soprattutto
dai tedeschi, che ne fanno incetta durante le loro vacanze estive sul Garda, per portarsi a casa un poco di sole e sapore del Belpaese.

Il disciplinare di produzione prevede varie versioni: oltre alla base, il Superiore, il Riserva, la vendemmia tardiva e lo spumante, prodotto sia con metodo classico, sia con metodo Charmat.

Il Lugana si abbina a piatti di pesce d’acqua dolce e di mare: nella versione base si sposa con frittura di pesciolini, branzino e gamberetti bolliti, mentre i Lugana più strutturati accompagnano pesci più grassi e preparazioni più
complesse, come l’anguilla, l’impepata di cozze, i crostacei alla griglia.
Provatelo anche in abbinamento con il coniglio al forno e con il sushi.

Le vendemmie tardive si sposano ai formaggi freschi o di media stagionatura e danno un connubio perfetto se degustate con il Parmigiano Reggiano; la versione spumante può essere servita come aperitivo e a tutto pasto, dolci esclusi.

I produttori consigliati
Giovanni Avanzi
Lugana Doc di Sirmione, Trebbiano di Lugana 100%, venduto in loco a 6,50 euro.
Lugana Brut Doc metodo charmat, Trebbiano di Lugana 100%, venduto in loco a 7 euro.
Su prenotazione si possono effettuare visite e degustazioni in cantina.
Via Trevisago 19, Manerba sul Garda (BS), tel. 0365.551013, www.avanzi.net


Provenza
Prestige Lugana Doc, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 7,80 euro.
Molin Vigneti storici Lugana Doc, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 9 euro.
Fabio Contato Lugana Doc, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 18,50 euro.
Su prenotazione si possono effettuare visite e degustazioni in cantina.
Via Colli Storici, Desenzano del Garda (BS), tel. 030.9910006, www.provenzacantine.it

Cà dei Frati
Lugana Doc I Frati, Turbiana 100%, venduto in loco a 8,50 euro.
Lugana Doc I Frati affinata in bottiglia 5 anni, Turbiana 100%, venduto in loco a 18,20 euro.
Lugana Doc Brolettino, Turbiana 100%, venduto in loco a 11,70 euro.
Lugana Doc Brolettino affinata in bottiglia 5 anni, Turbiana 100%, venduto in loco a 21,20 euro.
Su prenotazione si possono effettuare visite e degustazioni in cantina.
Via Frati 22, Lugana di Sirmione (BS), tel. 030.919468, www.cadeifrati.it

Civielle Cantine della Valtenesi e della Lugana
Lugana Doc Biocòra, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 7,90 euro.
Lugana Doc Pergola, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 7 euro.
Su prenotazione si possono effettuare visite e degustazioni in cantina.
Via Pergola 21, Moniga del Garda (BS), tel. 0365.502002, www.civielle.com

Azienda Agricola Ottella
Lugana Doc Le Creete, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 8,50 euro.
Lugana Doc Superiore Molceo, Trebbiano di Lugana 100%, venduta in loco a 13 euro.
Su prenotazione si possono effettuare visite e degustazioni in cantina.
Loc. Ottella 1, San Benedetto di Lugana (VR), tel. 045.7551950, www.ottella.it

Giovedì, 24 Maggio 2012 09:34

Soave del Veneto

Con una produzione di circa 60 milioni di bottiglie l’anno, il Soave è uno dei vini bianchi più famosi d’Italia e riscuote un notevole successo anche all’estero, esportato com’è in quasi 70 Paesi. Merito anche del Consorzio Tutela Vino Soave e Recioto di Soave, uno dei pochi in Italia che ha fatto un lavoro serio sul territorio, realizzando studi e zonazione a disposizione dei viticoltori. La zona è molto variegata dal punto di vista geologico, con terreni calcarei e basaltici di origine vulcanica, che assicurano al vino mineralità e sapidità.
L’origine del nome Soave sembra risalire all’epoca degli Svevi, i Suaves, che arrivarono in Italia al seguito del re longobardo Alboino e si stabilirono nell’attuale zona di produzione, in provincia di Verona, che era già coltivata dai Romani. Cassiodoro, nel VI secolo, cita il vino bianco veronese descrivendolo come “soavissimo e corposo, capace di esprimere chiara purità, gioviale candidezza e soavità incredibile”.
Nel 1931, il Soave, primo tra i vini italiani insieme al Chianti, ha ottenuto un decreto di limitazione della zona di produzione e l’etichetta di “vino tipico e pregiato”, mentre il conferimento della Doc risale al 1968; l’attuale disciplinare di produzione prevede l’utilizzo di uva Garganega in purezza o in uvaggio, con massimo il 30% di Trebbiano di Soave, Chardonnay e Pinot Bianco, cui possono essere aggiunti un massimo del 5% di altre uve a bacca bianca non aromatiche, autorizzate nella provincia di Verona: la maggior parte dei produttori preferisce comunque vinificarlo in purezza o ricorrendo al solo Trebbiano di Soave, altra uva storicamente locale. Nel 1998 al Recioto di Soave è stata concessa la Docg, assegnata nel 2001 anche al Soave Superiore.
Il colore del Soave è un bel giallo paglierino con note verdognole; al naso il bouquet è fresco ed elegante, con sentori di pesca bianca, agrumi e mandorle. Si abbina ottimamente a salumi e formaggi, anche stagionati, primi piatti a base di pasta e risotti conditi con verdure, secondi piatti di carne bianca e di pesce, bollito misto. Provatelo anche con il minestrone, con uova e asparagi, con le lumache e con piatti di cucina etnica.

I produttori consigliati
Le Battistelle
Soave Classico Doc Montesei, Garganega 100%, venduto in loco a 6 euro.
Soave Classico Doc Battistelle, Garganega 100%, venduto in loco a 8 euro.
Soave Classico Doc Roccolo del Durlo, Garganega 100%, venduto in loco a 10 euro.
Previo appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Via Sambuco 110, Brognoligo (VR), tel. 045.6175621, cell. 349.8753499, www.lebattistelle.it

Azienda Agricola Gini Sandro e Claudio
Soave Classico Doc, Garganega 100%, venduto in loco a 8 euro.
Soave Classico Doc La Froscà, Garganega 100%, venduto in loco a 11,30 euro.
Soave Classico Doc Contrada Salvarenza, Garganega 90%, Trebbiano 10%, venduto in loco a 15,30 euro.
Previo appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Via Matteotti 42, Monteforte d’Alpone (VR), tel. 045.7611908, www.ginivini.com

I Campi
Soave Classico Doc Campo Vulcano Garganega 85% Trebbiano 15%, venduto in enoteca a circa 12-15 euro.
Il produttore non effettua vendita diretta, ma il vino si trova nelle enoteche di Soave. Non sono previste visite e degustazioni in cantina.
Via Sarmazza 29/A, Monteforte d’Alpone (VR), tel. 045.6175915, cell. 349.8310599, www.icampi.it

Venerdì, 18 Maggio 2012 08:47

Il Timorasso del Piemonte

La natura spesso sfida gli uomini. Per esempio, creando pendenze come quelle dei Colli Tortonesi, che hanno forgiato i muscoli e lo spirito del grande campione Fausto Coppi. Oppure dando vita a un vitigno a bacca bianca come il timorasso, che dà un grande vino, ma solo a patto di saperlo lavorare in vigna; un vitigno che ha bisogno di molte attenzioni e richiede uno sforzo, anche economico, molto superiore a quello di cui hanno bisogno altre varietà per prosperare.
Venerdì, 11 Maggio 2012 07:43

Il Fiano di Avellino

Celebre vino campano, prodotto in 26 comuni dell’Irpinia, tutti in provincia di Avellino, in una zona di quasi 300 kmq che arriva ai confini della provincia beneventana, il Fiano è un grande bianco, tutelato con la Doc a partire dal 1978 e con la Docg dal 2003.
Venerdì, 04 Maggio 2012 09:50

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi

Quella del Verdicchio è una storia che ben testimonia miseria e nobiltà del nostro Paese.
E’ uno dei vini bianchi migliori d’Italia, ancora poco apprezzato in patria, spesso evitato all’estero. Perché? Perché negli anni Cinquanta, un importante produttore marchigiano lanciò un concorso per trovare una bottiglia speciale, che identificasse immediatamente il Verdicchio, un po’ come il fiasco per il Chianti.
Vinse un architetto milanese che disegnò la celebre anfora, divenuta in breve un’icona del design esposta nei musei.

Venerdì, 27 Aprile 2012 08:24

Il Vernaccia di San Gimignano

La Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino bianco italiano a ottenere la Doc nel 1966, mentre dal 1993 è tutelato con la Docg; è il souvenir più acquistato dopo un soggiorno nella splendida San Gimignano, visto che ben il 20% delle bottiglie prodotte viene venduto entro i confini comunali, mentre il 40% della produzione che finisce all’estero va principalmente in Germania e Stati Uniti.

Venerdì, 20 Aprile 2012 09:18

La Tintilia del Molise

La scienza dà spesso una mano ai vitigni autoctoni, mettendo in luce, grazie all’esame del DNA, caratteristiche rimaste incerte per secoli. Come nel caso della Tintilia, uva a bacca rossa, simbolo della viticoltura del Molise.

Venerdì, 13 Aprile 2012 16:40

Il Pignoletto bolognese

Il Pignoletto è un vitigno a bacca bianca diffuso soprattutto nei Colli Bolognesi, dove raggiunge la sua migliore espressione, ma presente anche nelle province di Modena, Imola e di Rimini, dove è conosciuto con il nome di Rebola.

Venerdì, 06 Aprile 2012 13:10

Aglianico del Vulture

Il vitigno ha una storia antica: fu importato in Italia probabilmente dai Greci, intorno al VII, VI secolo a.C., e fu celebrato dal poeta latino Orazio, originario proprio del Vulture.

Il suo nome originale era Elleanico o Ellenico, che ne richiamerebbe l’origine greca, e divenne Aglianico, essenzialmente per questioni di pronuncia, durante la dominazione spagnola nel XV secolo.

Oggi dà la sua migliore espressione in Basilicata, dove è prodotto nella zona del Vulture, da una quarantina di produttori che non superano i tre milioni di bottiglie all’anno, ma si trova anche in Campania (l’altrettanto celebre Aglianico del Taburno), Puglia e Molise e, da qualche anno, addirittura in Australia.

L’Aglianico può essere vinificato da solo o in blend con altre uve, per formare alcuni vini importanti e rinomati, come il Taurasi Docg della provincia di Avellino o il Falerno del Massico Doc della provincia di Caserta.

L’aglianico del Vulture ha ottenuto la Doc nel 1971, mentre dal 2010 la tipologia “Superiore” è tutelata dalla Docg. Se invecchiato per almeno tre anni, di cui due in legno, potrà riportare in etichetta la dicitura “vecchio”, mentre nel caso di un invecchiamento di cinque anni, di cui due in botte, diviene “riserva”.

Ha colore rosso rubino profondo, che acquista riflessi aranciati con l’invecchaimento, profumo vinoso, con sentori di fragola e lampone, spezie e liquirizia, sapore sapido, asciutto e armonico, giustamente taninico, di grande persistenza finale, che diventa sempre più vellutato con il passare degli anni.

La vendemmia è piuttosto tardiva, avviene in ottobre; la pianta, che vuole terreni collinari posti a un’altitudine tra i 200 e i 700 slm, ha buona vigoria e produzione abbondante e costante.

L’Aglianico è un vino adatto al lungo invecchiamento e sarebbe meglio non berlo prima di almeno tre anni dalla vendemmia, avendo cura di stapparlo un’ora prima del servizio.

Si sposa con antipasti di salumi, pasta al ragù, carni allo spiedo, arrosti, selvaggina e formaggi molto stagionati; è ideale con la carne di agnello.

Qualche produttore vinifica anche l’Aglianico con metodo charmat, ottenendo un vino spumante rosso amabile, che si accompagna con i dolci, soprattutto crostate alla marmellata.

 

I produttori consigliati

Azienda Vinicola Paternoster

Don Anselmo Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 26 euro.

Synthesi Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 9 euro.

Rotondo Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 24 euro.

Giuv Aglianico del Vulture bio Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 8 euro.

L’Antico Aglianico del Vulture spumante: Aglianico 100%, venduto in loco a 7 euro.

Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.

Contrada Valle del Titolo, Barile (PZ), tel. 0972.770224, www.paternostervini.it

 

Basilisco Azienda Agricola

Teodosio Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto a circa 11 euro in enoteca.

Basilisco Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto a circa 25 euro in euro.

L’azienda non effettua vendita diretta, ma su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.

Via delle Cantine 22, Barile (PZ), tel. 0972.771033, www.basiliscovini.it

 

Azienda Agricola Musto Carmelitano

Maschitano rosso IGT: Aglianico 100%, venduto in loco a 6 euro.

Maschitano rosato IGT: Aglianico 100%, venduto in loco a 6 euro.

Serra del Prete Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 9 euro.

Pian del Moro Aglianico del Vulture Doc: Aglianico 100%, venduto in loco a 10 euro.

Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.

Via Pietro Nenni 23, Maschito (PZ), tel. 0972.33312, cell. 388.6069526, www.mustocarmelitano.it

Venerdì, 30 Marzo 2012 09:27

Il negroamaro di Puglia

Durante una fiera del vino di qualche tempo fa, un gruppo di ragazzi si avvicina allo stand di un produttore pugliese e chiede di assaggiare il Negroamaro. Piace moltissimo a tutti, soprattutto a una ragazza, che dopo aver fatto i complimenti al produttore lo saluta dicendogli “il vino è eccezionale e poi la scelta di averlo chiamato come un gruppo rock è davvero vincente!”.
Naturalmente è stata la band pugliese a prenderne il nome, come omaggio a questo vitigno autoctono antichissimo, diffuso soprattutto in Salento, nelle province di Lecce, Taranto e Brindisi.

 

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