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Maurizio Fumo

Maurizio Fumo

Consigliere della Corte di cassazione e componente delle Sezioni Unite. Ha sempre operato nel settore penale, tanto giudicante, quanto requirente: è stato pretore a Torino, componente del collegio giudicante, giudice istruttore, quindi sostituto procuratore nella DDA a Napoli.  Ha prestato servizio, dal 1999 al 2002, presso l'Ufficio del Massimario della Corte di cassazione; ha diretto due uffici ministeriali in quello che oggi si chiama Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (all'epoca: Istituti di prevenzione e pena). E' stato collaboratore di alcune riviste giuridiche (Diritto e Giustizia, Diritto e Formazione, Archivio penale). E' autore di due monografie: sulla legislazione premiale, con particolare riferimento al fenomeno del "pentitismo". e sulla diffamazione (La diffamazione mediatica, Utet Giuridica, 2012). Suoi articoli sono pubblicati su Critica liberale, Cassazione penale, Indice penale, Rivista di polizia e nel testo collettaneo "Le voci della laicità".

Ha presieduto la Commissione del concorso per magistrato ordinario svoltosi tra il 2008 ed il 2010

Lunedì, 11 Giugno 2012 14:44

Le radici culturali della corruzione

La legge sulla corruzione (rectius: la legge per modificare l’attuale assetto normativo in tema di prevenzione/repressione di condotte corruttive) è “in cottura” da un bel po’ di tempo.
Il rischio che ne venga fuori un prodotto non proprio “al dente” è, a nostro parere, ormai, alquanto elevato.
Eppure, i media, ricordandoci puntualmente che il tasso di corruzione in Italia è tra i più alti tra i cc.dd. paesi avanzati, hanno suscitato uno stato d’animo, che appare corretto riportare più alla suspense, che alla attesa.
Martedì, 15 Maggio 2012 13:31

Pene d’amore e pene di giustizia

Che il diritto penale sia un diritto “sentimentale” non può esser messo in dubbio.
Eros e Thanatos percorrono tutto il codice: danno vita ai reati, caratterizzano il dolo, animano le circostanze, si impongono prepotentemente alla valutazione del giudice nella determinazione del trattamento sanzionatorio.
Venerdì, 27 Aprile 2012 14:05

Una patente per Internet?

Le “Carte fondamentali” propongono ideali, rivendicano principi, esprimono valori.
E più alti sono gli ideali, più esse possono apparire astratte, velleitarie, ingenuamente ottimiste.
Certo, l’interprete malevolo potrebbe -provando addirittura fastidio per quello che forse percepisce come una sorta di “libro dei sogni” (eguaglianza realizzata, lavoro assicurato, benessere e cultura diffusi ecc.)- giudicarle ipocrite, perché promettono, ma non garantiscono.

La sentenza che si annota non presenta rilevanti tratti di novità, ma costituisce un’utile (se pur sintetica) summa in tema di diffamazione telematica.

Per parlare, in epoca di dilagante analfabetismo costituzionale, della modalità di accesso in Magistratura, non sembra superfluo muovere dall’art. 106 della Carta fondamentale: “Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso”.

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