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Maurizio Bruno

Maurizio Bruno

Avvocato, iscritto all’albo dal 1973. E’ autore o coautore di oltre quindici opere di diritto civile e specificatamente di diritto di famiglia, molte in edizioni aggiornate di volta in volta. Tra i più venduti: (Buffetti editore: Separazione e Divorzio, La famiglia di fatto, Successioni ereditarie, Comunione e separazione dei beni, Convivenza more uxorio, Le adozioni, etc.), (Janua editrice: I ricorsi d’urgenza nel nuovo processo civile), (Giuffre: Separazione, divorzio: questioni processuali, I provvedimenti a tutela dei minori, I contratti di uso corrente). Collabora ed ha collaborato con siti Internet di diritto e con numerose riviste, tra le quali: Gente Money, Argos, Consulenza e Consulenza casa, Diritto e Giustizia. Svolge da oltre 40 anni l’ attività di avvocato nel proprio studio in Roma.
Con l’ordinanza numero 7239 del 22 marzo 2018 la Cassazione affronta nuovamente la questione piuttosto frequente nasceva dalla richiesta della moglie pretendeva di poter acquisire parte del TFR del marito ai sensi della legge 898/70 anche dopo l’incasso delle somme da parte dell’avente diritto.
In sostanza rilevava che ingiustamente le era stata negata l’attribuzione della percentuale del TFR pur avendo ella diritto all’assegno divorzile, ciò solo perché il marito astutamente aveva percepito l’importo precedentemente alla presentazione della domanda di divorzio al Tribunale.
Sembrerebbe un assurdo che possa essere pronunciato l’addebito della separazione non sulla base della reale violazione dell’obbligo di fedeltà, bensì sulla potenzialità di tale violazione per aver ricercato altri partner tramite internet.

Un interessante decreto è quello recentissimo emesso dal Tribunale di Roma il 17 Aprile 2018 (R.G. 13383/16).

La questione sorgeva in quanto, in una separazione consensuale il marito estremamente facoltoso e con interessi in numerosi paesi esteri, dichiarando un reddito mensile di soli 4.000,00 ed approfittando probabilmente della scarsa conoscenza del diritto della moglie, otteneva da parte di quest'ultima l'adesione ad una separazione consensuale ben poco conveniente per la donna, laddove veniva stabilito un assegno modesto per lei ed i tre figli ed inoltre tratteneva per sé la casa coniugale che invece sarebbe spettata, come noto, alla donna collocataria della prole.

A differenza di quanto statuito in tema di divorzio con la sentenza n° 11504/2017 che prevede la perdita per l’ex moglie all’assegno ove questa abbia un adeguato reddito proprio, nella separazione tale principio non opera affatto, dovendosi sempre far riferimento al tenore di vita goduto durante il rapporto matrimoniale.
Una delle cause più frequenti nel fallimento delle unioni matrimoniali o di convivenza, deriva dalla crisi economica della coppia. Sempre in più occasioni la perdita di denaro è imputabile alla dedizione al gioco d’azzardo via internet che coinvolge gli interessati e che singolarmente, proprio nelle coppie meno agiate, crea dipendenza e finisce con il comportare gravissimi disagi fino a pregiudicare il sostentamento stesso della famiglia
Martedì, 21 Novembre 2017 16:08

Veronica Lario: addio all’assegno divorzile

La Corte d’Appello di Milano, nell’impugnazione posta in essere dai legali dell’ex  Cavaliere Silvio Berlusconi avverso l’ex moglie Veronica Lario,  ha ritenuto di adeguarsi alla sentenza della Cassazione n° 11504 del 10/05/2017 accettando il principio per il quale la donna divorziata non ha più diritto a mantenere il tenore di vita di cui usufruiva durante il matrimonio.
Domenica, 12 Novembre 2017 19:51

Divorziata con amante e mantenimento

In modo diametralmente opposto a quelle che erano state tutte le decisioni fino ad oggi assunte dalla Cassazione, l’ordinanza del 23/10/2017 n° 25074 ha concesso l’assegno divorzile ad una donna nonostante la convivenza con il nuovo compagno.
La decisione si pone in contrasto con le numerose sentenze precedenti che viceversa avevano ritenuto come l’instaurazione di una nuova famiglia comportasse il venir meno per sempre automaticamente di ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno.
Ormai non c’è giorno in cui i mass media non diano notizie dell’ennesimo episodio di violenza sessuale, di molestie, di ricatti a sfondo erotico e simili.
Scopriamo l’esistenza di polizze antistupro mentre il posto di lavoro è assicurato solo se ci si presta benevolmente a subire le attenzioni del datore di lavoro.
Lunedì, 10 Luglio 2017 22:38

Non lo sposa più, ma si tiene la casa

È molto frequente, nelle situazioni di crisi coniugale, allorchè gli interessati debbano scindere il rapporto di coniugio, che avanzino vicendevolmente pretese di natura patrimoniale,  talvolta ricomprendenti la richiesta di restituzione di beni immobili o di rilevante importanza economica.
Lunedì, 10 Luglio 2017 22:32

Quando è il giudice a sbagliare

La figura del magistrato è forse una delle più autorevoli nel sentire comune, custode degli interessi della collettività ad una giustizia equa amministrata in nome del popolo, come statuisce la Costituzione della Repubblica italiana.
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