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Maurizio Bruno

Maurizio Bruno

Avvocato, iscritto all’albo dal 1973. E’ autore o coautore di oltre quindici opere di diritto civile e specificatamente di diritto di famiglia, molte in edizioni aggiornate di volta in volta. Tra i più venduti: (Buffetti editore: Separazione e Divorzio, La famiglia di fatto, Successioni ereditarie, Comunione e separazione dei beni, Convivenza more uxorio, Le adozioni, etc.), (Janua editrice: I ricorsi d’urgenza nel nuovo processo civile), (Giuffre: Separazione, divorzio: questioni processuali, I provvedimenti a tutela dei minori, I contratti di uso corrente). Collabora ed ha collaborato con siti Internet di diritto e con numerose riviste, tra le quali: Gente Money, Argos, Consulenza e Consulenza casa, Diritto e Giustizia. Svolge da oltre 40 anni l’ attività di avvocato nel proprio studio in Roma.
Giovedì, 09 Marzo 2017 00:07

Due padri omosessuali per due gemelli

La Corte d’Appello di Trento ha ritenuto che nel nostro ordinamento non vi è un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore ed il nato, dovendosi far riferimento al concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il bambino.
Mai concedere una casa ad uso gratuito al proprio figlio in occasione del suo matrimonio senza un adeguato  contratto  scritto. In caso di separazione dei coniugi con figli minori o maggiorenni non autonomi o in caso di cessazione della convivenza, la casa viene attribuita gratuitamente e senza limiti temporali precostituiti alla madre.
La giurisprudenza in questi ultimi anni è tornata più volte sul tema della pensione di reversibilità, in taluni casi modificando o aggiornando precedenti orientamenti.
Come è noto il codice ed in particolare gli art.li da 143 a 148 c.c. statuiscono una serie di diritti e doveri reciproci tra i coniugi.
“Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritto ed assumono i medesimi doveri”.
Giovedì, 12 Gennaio 2017 00:06

Sfratto per morosità e registrazione tardiva

Una recente ordinanza del Tribunale di Roma (Trib. Roma VI Sezione, Giudice Francone proc. R.G. 62204/16), affronta nuovamente la questione combattutissima circa il diritto del proprietario di poter sfrattare l’inquilino che non paga, senza aver registrato tempestivamente il contratto di locazione.
Confermando quanto già affermato dalla sentenza n° 6875 del 2015 e n° 2466 del 2016 anche di recente la Corte di Cassazione è tornata sul punto della perdita di ogni diritto per la donna, indipendentemente dal fatto che poi la convivenza con un altro partner prosegua o meno, rimanendo a questo punto indifferente la mancanza di mezzi adeguati di sostentamento.
Quarto ripensamento, questa volta da parte del Consiglio di Stato sulla vexata quaestio della separazione diretta dei coniugi avanti all’Ufficiale dello Stato Civile,  anche nell’ipotesi in cui sia previsto un assegno di mantenimento.
Domenica, 20 Novembre 2016 14:20

Matrimoni di comodo: la strada per la pensione

Il fenomeno estremamente ricorrente, di matrimoni fittizi, stipulati da giovani donne con soggetti estremamente anziani, talvolta dementi, per accedere alla successiva pensione di reversibilità era divenuto talmente diffuso,  da costringere il Governo ad emettere il Decreto legge n° 98/2011 finalizzato ad evitare frodi alla collettività.
La Corte Costituzionale tuttavia con la sentenza n° 174 del 15/06/2016 ne ha dichiarato l’illegittimità.
La vicenda di cui si è occupata la Corte Suprema, con una giusta e severa sentenza, è simile a tante altre con la sola particolarità che la serie di bugie poste in essere dal corteggiatore si sono sovrapposte le une alle altre fino al punto che questi, peraltro dopo aver dato luogo ad una gravidanza, (anzi a due come vedremo) non ha più avuto il coraggio di dire la verità danneggiando con una serie di comportamenti ignobili le aspettative e la serenità della propria compagna.
Venerdì, 23 Settembre 2016 14:28

La prostituzione salva l’Italia

La Commissione Tributaria Provinciale di Savona con la sentenza n° 389/2016 ha rigettato il ricorso di una prostituta che chiedeva l’annullamento dell’accertamento al quale era stata sottoposta, eccependo l’illegittimità della tassazione stante la mancata regolamentazione dell’attività svolta.
Tutti i mass-media hanno dato notizia della decisione rilevando che se il Parlamento non è in grado di regolamentare il fenomeno, tuttavia l’Amministrazione fiscale non ha la minima intenzione di soprassedere, nonostante l’assoluta inesistenza di norme in proposito, alle ingentissime entrate che deriveranno dalla tassazione delle attività connesse alla  prostituzione in Italia.
Ci sembra però opportuna una riflessione ulteriore. Vediamo perché.
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