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Maurizio Bruno

Maurizio Bruno

Avvocato, iscritto all’albo dal 1973. E’ autore o coautore di oltre quindici opere di diritto civile e specificatamente di diritto di famiglia, molte in edizioni aggiornate di volta in volta. Tra i più venduti: (Buffetti editore: Separazione e Divorzio, La famiglia di fatto, Successioni ereditarie, Comunione e separazione dei beni, Convivenza more uxorio, Le adozioni, etc.), (Janua editrice: I ricorsi d’urgenza nel nuovo processo civile), (Giuffre: Separazione, divorzio: questioni processuali, I provvedimenti a tutela dei minori, I contratti di uso corrente). Collabora ed ha collaborato con siti Internet di diritto e con numerose riviste, tra le quali: Gente Money, Argos, Consulenza e Consulenza casa, Diritto e Giustizia. Svolge da oltre 40 anni l’ attività di avvocato nel proprio studio in Roma.
La singolare fattispecie esaminata dalla Cassazione con l’ordinanza n° 3739 del 20/03/2019 non ha fatto altro che confermare l’orientamento ormai assolutamente consolidato secondo il quale la casa coniugale non può mai essere assegnata in assenza di figli.
Di norma allontanarsi con il figlio all’estero, senza il consenso dell’altro, comporta delle conseguenze rilevanti tra cui l’addebito della separazione ed il rischio di perdere l’affidamento ed il collocamento. Tuttavia le conseguenze negative non sono automatiche ma il giudice deve tener conto della situazione reale che ha dato luogo all’allontanamento
 
Martedì, 05 Marzo 2019 02:28

Sesso in cambio di sentenze

Recentemente un magistrato è stato tratto in arresto unitamente ad altri soggetti tra cui un’avvocatessa con l’accusa di aver manipolato in cambio di concessioni sessuali non solo numerosi procedimenti giudiziari, ma anche di essere intervenuto nel concorso forense per favorire candidate alle prove.
La Cassazione è tornata questa volta definitivamente a Sezioni Unite con la sentenza n° 22434 del 24 Settembre 2018, sulla vexata quaestio del diritto o meno della donna a percepire o meno la pensione di reversibilità alla morte del marito se, anziché essere titolare di assegno divorzile, abbia accettato l’incasso di un importo unico a titolo di assegno una tantum ai sensi dell’art. 5 della legge n° 898/70
Con l’ordinanza numero 7239 del 22 marzo 2018 la Cassazione affronta nuovamente la questione piuttosto frequente nasceva dalla richiesta della moglie pretendeva di poter acquisire parte del TFR del marito ai sensi della legge 898/70 anche dopo l’incasso delle somme da parte dell’avente diritto.
In sostanza rilevava che ingiustamente le era stata negata l’attribuzione della percentuale del TFR pur avendo ella diritto all’assegno divorzile, ciò solo perché il marito astutamente aveva percepito l’importo precedentemente alla presentazione della domanda di divorzio al Tribunale.
Sembrerebbe un assurdo che possa essere pronunciato l’addebito della separazione non sulla base della reale violazione dell’obbligo di fedeltà, bensì sulla potenzialità di tale violazione per aver ricercato altri partner tramite internet.

Un interessante decreto è quello recentissimo emesso dal Tribunale di Roma il 17 Aprile 2018 (R.G. 13383/16).

La questione sorgeva in quanto, in una separazione consensuale il marito estremamente facoltoso e con interessi in numerosi paesi esteri, dichiarando un reddito mensile di soli 4.000,00 ed approfittando probabilmente della scarsa conoscenza del diritto della moglie, otteneva da parte di quest'ultima l'adesione ad una separazione consensuale ben poco conveniente per la donna, laddove veniva stabilito un assegno modesto per lei ed i tre figli ed inoltre tratteneva per sé la casa coniugale che invece sarebbe spettata, come noto, alla donna collocataria della prole.

A differenza di quanto statuito in tema di divorzio con la sentenza n° 11504/2017 che prevede la perdita per l’ex moglie all’assegno ove questa abbia un adeguato reddito proprio, nella separazione tale principio non opera affatto, dovendosi sempre far riferimento al tenore di vita goduto durante il rapporto matrimoniale.
Una delle cause più frequenti nel fallimento delle unioni matrimoniali o di convivenza, deriva dalla crisi economica della coppia. Sempre in più occasioni la perdita di denaro è imputabile alla dedizione al gioco d’azzardo via internet che coinvolge gli interessati e che singolarmente, proprio nelle coppie meno agiate, crea dipendenza e finisce con il comportare gravissimi disagi fino a pregiudicare il sostentamento stesso della famiglia
Martedì, 21 Novembre 2017 16:08

Veronica Lario: addio all’assegno divorzile

La Corte d’Appello di Milano, nell’impugnazione posta in essere dai legali dell’ex  Cavaliere Silvio Berlusconi avverso l’ex moglie Veronica Lario,  ha ritenuto di adeguarsi alla sentenza della Cassazione n° 11504 del 10/05/2017 accettando il principio per il quale la donna divorziata non ha più diritto a mantenere il tenore di vita di cui usufruiva durante il matrimonio.
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