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Maria Silvia Festa

Maria Silvia Festa

Avvocato in Roma. Svolge attività professionale in materia di diritto del lavoro e diritto societario. Laureata con lode presso l'Università degli Studi di Roma Tre con una tesi in diritto commerciale dal titolo "Gli amministratori indipendenti nelle società per azioni". Ha conseguito Diploma di Master "Giurista d'Impresa" presso Alma Laboris Alta Formazione Manageriale e Sviluppo d'Impresa.
Venerdì, 21 Giugno 2013 11:14

Quando la malattia può diventare ferie

Il datore di lavoro è obbligato a concedere le ferie al dipendente assente per malattia prossimo al superamento del periodo di comporto. Preminente l’interesse del lavoratore ad evitare il licenziamento.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 9167, depositata in data 16 aprile 2013, in accoglimento del ricorso presentato da un dipendente infortunatosi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, ha chiarito i termini della responsabilità datoriale per il sinistro occorso al prestatore di lavoro, escludendo, nella fattispecie, il concorso di colpa del lavoratore per la mancata utilizzazione delle idonee misure protettive.
La mancata comunicazione dell’assenza per malattia, se si protrae per un periodo di tempo normativamente significativo ai sensi della contrattazione collettiva, integra giusta causa di licenziamento.
Il recesso datoriale per giustificato motivo oggettivo preceduto dalla proposta di trasferimento presso altra sede, è legittimo nella misura in cui il lavoratore, regolarmente pervenuto a conoscenza del provvedimento, decida di non accettare l’offerta.
Venerdì, 19 Aprile 2013 11:20

Mancata reintegra: sì al maggior danno

La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 9073 depositata il 15 aprile 2013, ha ammesso la configurabilità di un ulteriore danno da mancata ottemperanza all’ordine di reintegra, in aggiunta all’indennità risarcitoria di cui all’art. 18, comma 4, della L. n. 300/70.
Un recente intervento della Suprema Corte, sezione lavoro, in tema di licenziamento del dirigente pubblico (Cass. civ., sez. lav. n. 5408 del 5 marzo 2013) offre l’occasione per una breve analisi della disciplina speciale vigente in materia, con particolare riferimento alle differenze di tutela rispetto agli altri lavoratori dipendenti.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 6787 del 19 marzo 2013, è intervenuta in tema di esercizio dello ius variandi da parte del datore di lavoro con riferimento ad un contratto a termine recante la causale della sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto.
Non può essere licenziato il barista che non emette la ricevuta fiscale, in presenza di circostanze giustificative della condotta omissiva, se manca la prova dell’appropriazione indebita delle relative somme, in quanto la sanzione risulta sproporzionata. L’onere è a carico del datore di lavoro.
Se il dipendente denuncia irregolarità nelle attività aziendali, producendo documentazione comprovante gli illeciti, non può per questo essere licenziato. La Cassazione nega che si tratti di violazione del dovere di fedeltà.
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