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Maria Silvia Festa

Maria Silvia Festa

Avvocato in Roma. Svolge attività professionale in materia di diritto del lavoro e diritto societario. Laureata con lode presso l'Università degli Studi di Roma Tre con una tesi in diritto commerciale dal titolo "Gli amministratori indipendenti nelle società per azioni". Ha conseguito Diploma di Master "Giurista d'Impresa" presso Alma Laboris Alta Formazione Manageriale e Sviluppo d'Impresa.
Il socio di una società di capitali non ha diritto al risarcimento dei danni che costituiscano mero riflesso del pregiudizio arrecato dagli amministratori alla società, in quanto siano una mera frazione del danno direttamente subito dalla stessa
Nel caso di aggravamento dello stato di salute del lavoratore disabile, è illegittimo il licenziamento intimato se la Commissione Sanitaria non si pronuncia per la definitiva impossibilità di ricollocare il dipendente in azienda.
Non è sanzionabile con la massima sanzione disciplinare la condotta del dipendente in relazione alla quale la contrattazione collettiva preveda unicamente l'applicazione di una sanzione conservativa. Decisivi gli addebiti mossi con la contestazione disciplinare.
La violazione della privacy dei propri colleghi mediante registrazione di conversazioni ad insaputa degli interessati integra giusta causa legittimante il recesso, anche se le informazioni siano state acquisite a fini di utilizzazione in un procedimento penale.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 27055, depositata in data 2 dicembre 2013, ha rilevato che il divieto di licenziamento cd “per causa di matrimonio”, sancito dalla Legge n. 7/1963, opera per l’intero anno dalla data delle nozze, indipendentemente dalla circostanza per cui l’azienda sia interessata da una fase di riorganizzazione con esternalizzazione di alcuni servizi - ivi inclusi quelli cui era addetta la dipendente che ha contratto matrimonio - escluso soltanto il caso di effettiva cessazione dell’attività aziendale.
Venerdì, 27 Dicembre 2013 19:32

Imprese collegate e tutela del lavoratore

La Corte d’Appello de L'Aquila, con la sentenza n. 62 depositata in data 20 febbraio 2013, è nuovamente intervenuta sul tema del collegamento economico-funzionale tra imprese gestite da società del medesimo gruppo, ulteriormente chiarendo come il medesimo non sia, di per sé solo, sufficiente a determinare l’estensione degli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato, formalmente intercorso alle dipendenze di una sola azienda, a meno che non concorrano una serie di elementi che consentano di ravvisare - anche all'eventuale fine della valutazione di sussistenza del requisito numerico per l'applicabilità della cd. tutela reale - la sussistenza di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la sentenza n. 24334, depositata in data 29 ottobre 2013, in accoglimento del ricorso presentato da parte datoriale, è intervenuta in materia di illecito commesso dal dipendente in esecuzione di un ordine, riconoscendo la legittimità del licenziamento comminato.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 21203 depositata il 17 settembre 2013, ha nuovamente chiarito la portata del controverso principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare, nella fattispecie confermando la legittimità, già dichiarata dai giudici di merito, del licenziamento per giusta causa intimato nei confronti di un lavoratore che si era assentato ingiustificatamente dal lavoro in diverse circostanze.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 21452, depositata in data 19 settembre 2013, in accoglimento del ricorso presentato da un dipendente licenziato, è intervenuta in materia di opzione per le quindici mensilità sostitutive della reintegrazione, con particolare riferimento ai termini per il relativo esercizio.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 16935, depositata in data 8 luglio 2013, è nuovamente intervenuta sulla questione relativa alla distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, con particolare riferimento agli indici di riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro.
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