Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Maria Silvia Festa

Maria Silvia Festa

Avvocato in Roma. Svolge attività professionale in materia di diritto del lavoro e diritto societario. Laureata con lode presso l'Università degli Studi di Roma Tre con una tesi in diritto commerciale dal titolo "Gli amministratori indipendenti nelle società per azioni". Ha conseguito Diploma di Master "Giurista d'Impresa" presso Alma Laboris Alta Formazione Manageriale e Sviluppo d'Impresa.
La fruizione del permesso per assistere persona disabile in maniera anche solo parzialmente difforme dalle finalità per cui il diritto è stato riconosciuto costituisce giusta causa di licenziamento.
Il giustificato motivo oggettivo del licenziamento individuale non può consistere in una soppressione di posto o di reparto meramente strumentale all'incremento dei profitti aziendali.
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 2691 depositata in data 11 febbraio 2015, ha accolto il ricorso promosso da una società che si occupava di vendita telefonica di biglietti aerei, avverso la decisione di secondo grado, che aveva ritenuto l'illegittimità del licenziamento disciplinare intimato al dipendente, cui erano state contestate gravi irregolarità nell'emissione di un biglietto elettronico.
Non è consentito alle parti contraenti introdurre un terzo genere di recesso, oltre al licenziamento ed alle dimissioni volontarie del dipendente.
Lunedì, 29 Dicembre 2014 00:00

Addebito disciplinare? Basta il telegramma

E' legittimo il licenziamento intimato a mezzo telegramma purchè i fatti contestati siano ivi sufficientemente ed adeguatamente specificati.
Giovedì, 27 Novembre 2014 00:00

Il codice disciplinare non ammette ignoranza

La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 24392 depositata in data 17 novembre 2014, è nuovamente intervenuta in tema di giusta causa di licenziamento, confermando il principio secondo il quale l'obbligo datoriale di pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti non sussiste nel caso di condotte in spregio ai doveri fondamentali inerenti al rapporto di lavoro.
La condotta del lavoratore, per la quale sia intervenuta condanna penale passata in giudicato, non può essere sanzionata più di una volta. Per i medesimi fatti, ad una sanzione conservativa non può seguire il licenziamento.
Lunedì, 29 Settembre 2014 00:00

Contratto aziendale peggiorativo

La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recentissima sentenza n. 19396 depositata in data 15 settembre 2014, è nuovamente intervenuta in materia di rapporti tra contrattazione collettiva nazionale e aziendale.
Venerdì, 29 Agosto 2014 00:00

Il demansionamento non ha scuse

La Suprema Corte, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 16012 depositata in data 11 luglio 2014, è nuovamente intervenuta in materia di limiti allo ius variandi datoriale, chiarendo ulteriormente la portata inderogabile del divieto di demansionamento ex art. 2103 c.c..
La Suprema Corte, sezione lavoro, con la sentenza n. 14688/2012, in ossequio all'orientamento maggioritario già espresso dalla giurisprudenza di legittimità, ha riconosciuto il diritto del datore di lavoro a compensare il credito retributivo del prestatore con il proprio controcredito risarcitorio derivante da inadempimento.
Pagina 1 di 3

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni