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Bruno Rossi

Bruno Rossi

Giornalista economico per il settore delle assicurazioni. Laurea in scienze politiche. Pubblicazione di tre libri. Medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna per 40 anni di carriera. Ha collaborato con: Rai , Milano Finanza, il  Resto Del Carlino , Il Messaggero, Panorama-Auto Oggi, Class, Patrimoni, Il Salvagente.
Le Compagnie non denunciano le truffe e le “perdite” finiscono sulle tariffe, non pagano i sinistri e le sanzioni milionarie dell’Isvap finiscono  sulle tariffe, gonfiano i sinistri e il rosso di bilancio finisce  sulle tariffe… Sulle tariffe ci finisce di tutto, tanto chi le controlla?
Chissà perché, ogni volta che mi accingo a scrivere un pezzo sulle Compagnie assicurative italiane (lo faccio da almeno vent’anni), specie se devo parlare della Rca, mi viene in mente Pinocchio alle prese col gatto e la volpe.
“Sì, la vita è tutto un quiz …”cantava Arbore alla fine degli anni Ottanta in “Indietro tutta” , ma i quiz non sono la vita, anzi spesso la deformano perché, nei quiz, la fortuna può giocare un ruolo determinante. A volte persino esclusivo.

immagine_1Intanto, all’ombra di piazza S. Babila, è nato e si è sviluppato il “commercio dei sinistri” tra Compagnie “distratte”: accordi sottobanco , pastette di carrozzieri furbi, medici business-man, periti che non periziano e avvocati tutto fare. A fare le spese di tutto questo sono i consumatori. Più confusi che mai.

Il titolo della prima parte di questo articolo potrebbe anche essere…

DIALOGO (semiserio)  SUL COSTO (molto serio)  DELLE POLIZZE RCA

Se parlate del “commercio dei sinistri” con Francesco Avallone, da lui denunciato più volte (l’ultima , diverse settimane fa, al convegno di Anapa, il terzo sindacato degli agenti nato quest’anno) scoprirete, o meglio avrete la conferma di ciò di cui tutti parlano al bar:
– “ le polizze costano care perché le compagnie se ne fregano. Se ne fregano delle truffe, dei sinistri gonfiati , della scatola nera… tanto, alla fine, paga sempre Pantalone”.
Chiacchiere da bar dicevamo, ma un conto è sentire queste cose davanti ad una bottiglia di birra e un altro è sentirle dire dal vice presidente nazionale della Federconsumatori col quale, quasi per gioco, abbiamo costruito questa piacevole chiacchierata (appena fuori dal bar).

Lei mi chiede che cos’è il commercio dei sinistri? Glielo spiego subito, ma prima le faccio unafoto_destra domanda: riesce ad indicarmi il nome di cinque Compagnie su un centinaio che operano in Italia, che abbiano denunciato, in tutti questi anni, una sola truffa…?

No. Che io sappia nessuna!

- Il fatto è- riprende Avallone- che le Compagnie non se ne preoccupano più di tanto. Sì, è vero, chiedono l’istituzione di un’agenzia anti truffa , la creazione di una legge che consenta di ritardare il pagamento dei danni, sostengono la scatola nera, ma poi in concreto cosa fanno? Cosa hanno fatto? Niente o poco, perché tanto quei costi finiscono sulle tariffe. Lo dicono tutti, ma è proprio così che, alla fine, avviene.

Già, lo dicono tutti. Un paio d’anni fa, in un’audizione al Senato, lo ha ripetuto anche l’Isvap e persino l’Antitrust ,

– Ma non è solo questione di Compagnie- incalza Avallone – è anche questione di politici . L’assicurazione obbligatoria è nata nel 1969, L’Isvap è nata 13 anni dopo ! Era, quello, invece il momento in cui doveva nascere un organismo di controllo! E invece buio totale. E le cose, poi, sono andate come sono andate…

E come sono andate le cose lo sappiamo tutti: al sud le Compagnie stanno chiudendo i battenti e contemporaneamente collezionano sanzioni milionarie (250 milioni di euro il 10 anni) , che finiscono, anche queste, nel calderone tariffario. Del resto se così non fosse, non si capirebbe perché una Compagnia(vedi Cattolica , ma non è la sola) paghi senza tragedie una multa di oltre due milioni.

Quindi, riprendo, se l’Isvap fosse nata prima non saremmo a questo punto…

– No, di sicuro! Vede, quando una banca deve erogare un mutuo deve sapere con certezza se quel cliente è un buono o cattivo pagatore. E ci riesce benissimo. Le banche, in questi anni, hanno investito molto ed hanno realizzato strutture di indagine perfette

….Salvo poi erogare soldi ai vari Tanzi di Parmalat, interrompo sarcasticamente .

Certo, ma quella è un’altra cosa. Lì parliamo di collusione. Io invece volevo parlare di strumenti di indagine e di controllo da parte delle Compagnie. L’hanno fatto? No . Le Compagnie non hanno mai voluto spendere una lira.

Indovini perché… aggiungo ironico

ma il perché gliel’ho detto prima, le Compagnie aprono il rubinetto e riempiono le taniche delle tariffe. Chiaro no?”

E allora ci vorrebbe una legge, replico con forza, che faccia scaricare i costi al contrario, sulle Compagnie. Solo e soltanto sulle Compagnie. Che siano le Compagnie e non lo Stato a realizzare l’agenzia antitruffa, e che siano le Compagnie a scottarsi per una truffa non denunciata. Che non hanno voluto denunciare. Voglio dire che la truffa è un “rischio di impresa” e come tutti i rischi di impresa deve restare all’impresa, dentro il suo bilancio e non essere scaraventarlo addosso ai consumatori …

ma figuriamoci… quelle non vogliono nemmeno pagare la scatola nera…

Già , perché tanto i costi…. - e la frase l’abbiamo detta insieme, nello stesso istante ….
…..LI SCARICANO SULLE TARIFFE !
Ma torniamo al commercio dei sinistri. Avallone me ne parla come se si trattasse di una cosa di routine .

Lei crede che i periti vadano a verificare se ogni sinistro sia una truffa? Non è così. Non sempre , ma spesso. I periti sono liberi professionisti e, in genere, non hanno tempo da perdere per rincorrere un’ipotesi. L’ipotesi di un sinistro falso. E le Compagnie non pagano extra… Diverso sarebbe, invece, per il liquidatore che è un dipendente dell’Impresa. Ma anche lui ha il suo da fare, sempre affogato nelle pratiche.

E allora chi controlla?

Nessuno ! Ma non c’è solo il problema delle truffe classiche, tipo sinistro falso. Il vero problema è la “filiera”-

La filiera? Ma che cos’è? chiedo curioso .

– Quando l’automobilista va dal carrozziere per riparare l’auto danneggiata- chiarisce Avallone non senza un pizzico di … cinica suspense- Si sente proporre un… “ci firmi la delega e venga a ritirare la macchina riparata. Al resto pensiamo noi…”

Bè, questo è un fatto naturale, è successo anche a me, osservo ingenuamente

- … moltissimi carrozzieri sono organizzaticon un proprio avvocato e persino con un proprio medico- mi spiega paziente Avallone- Il cliente, una volta firmata la delega, viene completamente estromesso dal “giro” . Le cose poi montano da sole, o meglio montano con l’aiuto di consulenti… “specialisti”. E il gioco è fatto.

Per un attimo ammutolisco. Rifletto.
E poi , scoraggiato, chiedo: ma è tutto così?…. Marcio?

Lei mi ha chiesto o no come funzionano le truffe e che cos’è il commercio dei sinistri ?
Sì, certo
E io gliel’ho spiegato. Non le ho detto come sono tutti i protagonisti o come sia tutta l’Italia, ma solo come funziona una parte. Quella parte d’Italia (non mi riferisco al territorio) e quelle persone che collaborano fattivamente all’aumento delle tariffe…

Ok, ma allora che si deve fare ?

Un’idea noi di Federconsumatori ce la siamo fatta. Dopo le do la nostra ricetta in sette punti i quali, però, per raggiungere l’obbiettivo, devono essere realizzati tutti, ma proprio tutti. Se si realizzano solo in parte la… torta non si cuoce

Ci salutiamo. La nostra chiacchierata, per ora, è finita.
Mi resta, però, un pensiero in testa…..Perché l’Ania ha dichiarato che il sinistro è un incidente di percorso, “una variabile indipendente” ? Forse è come per i bombardamenti americani sull’Iraq, ….
Quello che conta è colpire l’obbiettivo, gli altri sono solo danni collaterali.
Già, ma allora….
se il sinistro, che è l’unica ragione per cui un consumatore compra una polizza, per le Compagnie rappresenta un “danno collaterale”..… qual è IL VERO OBIETTIVO…. ?!?

Assicurazioni o finanziarie?
La domanda non è retorica perché la risposta (è solo una) la mormorano a denti stretti, da anni, tutti gliBOX_INTERNO intermediari ed è : trasformarsi in una struttura finanziaria. (vedi box qui a lato).
E’ come per i giornali: ci sono gli editori puri, che si sono da sempre occupati solo di giornali, e ci sono gli altri. Editori- imprenditori edili, Editori commercianti ecc. I primi sono molto diversi dai secondi. Così per le Compagnie che, nate per acquistare rischi, hanno finito per comprare soldi. Le polizze sono solo uno dei modi per rastrellare soldi dal mercato. Col risultato che le Compagnie vere sono “scomparse” e con loro la concorrenza. Quella vera, pura, reale … “cattiva” .
Negli anni ’60, all’epoca della nascita dell’assicurazione obbligatoria, i gruppi assicurativi non esistevano o quasi.Oggi i gruppi italiani, che rappresentano parecchie sigle (di loro proprietà), sono meno di una decina e solo cinque quelli più grandi . Quasi un Monopolio che guarda alle sette sorelle del petrolio.

L’arroganza delle Compagnie.
Tutte situazioni sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust, come ha dichiarato Calabrò nel convegno SNA di Milano del 2 febbraio di quest’anno. Intendiamoci, se una Compagnia diventa più solida non può che farci piacere perché questo significa più sicurezze per i consumatori, ma non quando la potenza economica riduce le compagnie e la concorrenza (180 compagnie italiane contro le 1.000 inglesi) e quando diventa immobilismo (le polizze sono le stesse da secoli) e arroganza. E le imprese sono arroganti:
1) quando chiudono le agenzie per eludere l’obbligo a contrarre, creando 3 milioni e mezzo di automobilisti senza assicurazione,
2) quando “convincono” i governi a mantenere le polizze poliennali,
3) quando se ne infischiano di una legge dello Stato, come quella sul plurimandato per Rca dell’era Bersani,
4) quando inducono (possiamo immaginare come) i neo-agenti a un fedele monomandato (news letter SNA del 19 e 24 febbraio),
5) quando minacciano gli agenti con l’azzeramento delle agenzie e l’apertura di “sportelli diretti” nei territori preferiti , solo perché gli intermediari hanno osato ottenere…. dopo secoli di sudditanza e grazie ad una legge dello Stato, l’affrancamento dalle loro mandanti.
6) quando mentono, sapendo di mentire, dichiarando che la collaborazione tra intermediari fa aumentare i prezzi delle polizze,
7) quando dichiarano, con dati e percentuali, tutte da verificare (Golem sta lavorando ad un’inchiesta su questo problema), che sono le truffe a determinare il maggior peso delle tariffe Rca.
E sono arroganti soprattutto quando, come ci ha dichiarato Avallone, dichiarano che il sinistro è solo
un... “DANNO COLLATERALE”.
Venerdì, 08 Marzo 2013 12:21

400 agenti Toro in fuga da Generali

Eran quattrocento: eran giovani e forti, e per non morir ……”
Giovedì, 07 Marzo 2013 23:21

Dalla parte dello Sna

Sul mio ultimo articolo “Vittoria assicurazioni, scacco alla libertà in tre mosse!... “ che parla dello scontro tra SNA e ANAPA (Golem 26 febbraio), ho ricevuto un commento di Roberto F. Dirigente di un’importante Compagnia: ”L'articolo a me sembra un pochino partigiano... Comunque, situazione interessante”. La mia risposta: “Io sostengo tutto ciò che va verso la libertà e sono contro ogni forma di (stra)potere . Quindi, caro Roberto, il mio articolo non è "un pochino" partigiano ma molto partigiano....”

Martedì, 05 Marzo 2013 13:12

Se non ora, quando…?!

ROAD_SHOWCon la presidentessa della provinciale di Fermo Pisana Liberati anche quella di Massimo Pizzichini presidente della provinciale di Macerata. Interessanti gli interventi di Michele Languino dell’esecutivo nazionale, Roberto Oddo, responsabile del Centro Studi Sna, Filippo Guttadauro La Blasca, Roberto Bianchi direttore de “l’Agente”, Domenico Fumagalli, Fabrizio Callarà del Master Broker AEC, Francesco Netti K-Partners. Da registrare quello dell’avvocato Malandrino, legale Sna, sui nuovi diritti degli agenti.

E’ stata forse l’aria di mare sul quale era affacciato il Royal Hotel, sede del convegno, a ispirare il romantico e rivoluzionario tema dell’incontro: “un vento caldo di libertà” . Un vento caldo. Proprio quello che ci voleva considerando la bufera di neve che imperversava sull’Emilia e che ha spinto un’aria gelida sulla riviera adriatica . Ma il mare grosso non ha interferito con i lavori dell’interessante work shop marchigiano. Come nei precedenti road show di Milano e Bologna (vedi nostre corrispondenze), dopo una prima panoramica sullo stato degli agenti, derivata da un sondaggio di Iama Consulting, gli oratori si sono avvicendati per parlare di formazione e della convenzione col fondo For.te che rende gratuita la partecipazione ai corsi di dipendenti e collaboratori delle agenzie dei quali si occuperà Snaform che, come ha detto Roberto Oddo, lo scorso anno ha organizzato 67 aule e una formazione per 1.500 agenti. I corsi più gettonati quelli sulla redditività dell’agenzia. Fumagalli ex direttore generale dello Sna ha presentato gli aspetti contrattuali della collaborazione tra intermediari, mentre Michele Languino ha discusso sui modelli organizzativi e sul ruolo dello Sna . Ma è stato l’avvocato Malandrino ad entrare negli aspetti più interessanti della collaborazione- “questa legge” – ha dichiarato il legale del sindacato-“ è il proseguo del decreto Bersani. l’Isvap sosteneva che gli intermediari, non potendo iscriversi in più sezioni del registro, non potevano collaborare tra loro, per cui circa 400 agenti furono costretti ad iscriversi alla “E”. Adesso è diverso. La legge è chiara , è stato abolito il divieto di esclusiva sul mandato agenziale , ma anche di ogni norma che limiti o annulli tale divieto”. Ciò vuol dire che chi volesse restare monomandatario prima_fotopotrà farlo pur collaborando, in forma spot o strategica, con qualsiasi altro intermediario sia esso agente, broker, banca. Il legale ha quindi approfondito il ruolo di consulenza dell’agente che avrà a sua disposizione tutto il mercato assicurativo sottolineando che –“ L’agente non è tenuto a comunicare nulla alla sua mandante, anzi la mandante potrebbe persino non esistere”. Insomma per l’agente si spalanca una situazione di totale libertà. Roberto Bianchi dell’esecutivo nazionale, giornalista e direttore dell’organo ufficiale dello Sna, ha parlato della buona politica, che pure esiste, che ha permesso di raggiungere la collaborazione “A” con “A” e che, si è augurato che all’Ivass farà cambiare (ma soprattutto ridurre) tutta la miriade di regolamenti sfornata dall’Isvap che paralizza le agenzie e che, soprattutto, aggiungiamo noi, seconda_fotorenda equo il rapporto delle sanzioni tra agenti e imprese assicurative (Golem 28 settembre e 5 ottobre “Multe Isvap: non preoccupano le Compagnie, mandano in rovina gli agenti”) – “La buona politica”- ha concluso Bianchi esortando i colleghi-“ ha fatto molto, ma molto dovremo fare noi sostenendo ed utilizzando questa legge, evitando di negoziarla con le mandanti.
I diritti non si negoziano, si difendono !”-
Infine, l’atteso intervento del presidente. Claudio Demozzi, che a proposito delle “buona politica”, un momento prima aveva presentato al pubblico la ex senatrice Anna Rita Fioroni che in più riprese si è occupata di assicurazioni a favore degli agenti (e che non era nemmeno candidata alle elezioni) , ha esordito con i numeri: 13.000 agenzie e 18.000 agenti ricordando come la figura dell’agente italiano “legato”, in Europa, sia scomparsa da tempo –“Viviamo in un mondo di broker!”- ha detto il presidente con forza –“il legislatore europeo sta operando una netta separazione del mondo delle imprese da quello degli intermediari. E’ una direzione, ormai incontrovertibile, verso la quale andrà terza_fototutta l’intermediazione del futuro. Ma le scelte sono sempre possibili…, in Spagna, ad esempio, la Ras sta assumendo 500 agenti da inserire a libro paga…. Noi quale intermediario vogliamo essere? Quello dipendente , legato alle Compagnie o quello indipendente? Vogliamo essere imprenditori per conto di noi stessi o vogliamo essere distributori di prodotti per conto delle Compagnie? Compagnie, che non cambiano mai… come nel caso del collega di Trento (Golem lo ha riportato nella cronaca del convegno di Bologna dell’8 febbraio “L’Ania non è la mamma…”), che dopo trent’anni di onorato servizio ti mette alla porta senza pensarci un attimo” – Demozzi, che poi ha lettera_assitalia_alla_finefatto un excursus sulla storia dello Sna e sulle tappe più importanti come il varo della legge che riconosceva, ope legis, l’accordo nazionale imprese-agenti –“ oggi, senza quel riconoscimento saremmo stati ancora più ostaggio delle imprese. Noi siamo un sindacato di tipo rivendicativo che rivendica, cioè, il diritto degli iscritti ad essere liberi imprenditori e non concerta con le imprese come attuare la sua strategia. E’ questa la differenza tra sindacato e associazione. Con le Compagnie c’è e ci sarà sempre di più una concorrenza verticale. I nostri interessi non coincidono” – ha dichiarato in un crescendo Rossiniano il presidente - “non potranno mai coincidere con quelli delle imprese. Volete un esempio?”- Demozzi agita una lettera (vedi documenti correlati all’articolo) – “E’ della Direzione commerciale dell’INA . All’oggetto “mandato per l’agenzia di….. – Clausole di libera collaborazione tra intermediari-

Sentite il tenore di questo messaggio. Come una Compagnia tratta dei professionisti”- cita alcune frasi della lettera- “….al fine di porre in essere adeguate procedure amministrativo-contabili da parte vostra dovrà essere preventivamente comunicata ogni eventuale collaborazione instaurata con altri intermediari ai sensi della predetta legge”. Peccato che, come aveva spiegato poco prima nel suo intervento l’avvocato Malandrino, la legge dice esattamente il contrario: non ci sono obblighi di comunicazione ne prima, né durante, ne dopo.
Demozzi legge la chiusura della lettera: “ …… fermi ovviamente per il resto tutti gli obblighi e le norme che regolano l’esecuzione dell’incarico di Agente Generale conferito dalla Compagnia con tutte le relative conseguenze”.
Una minaccia prima dei distinti saluti non è male….

E’ a questo punto che Demozzi, indignato e accalorato, lancia il suo grido di battaglia …

SE NON ORA, QUANDO..?!!

E l’assemblea, tranquilla sino a quel momento, si è alzata in piedi di scatto rispondendo forte e all’unisono…

ADESSO!!

 

foto_chiusura 

Mercoledì, 27 Febbraio 2013 23:54

L’ uomo della nuova frontiera

demozziGli porgi la mano. Te la stringe e ti guarda dritto negli occhi con un sorriso accattivante. La sensazione è di simpatia immediata. Di calore. Ti mette a tuo agio. Parli di sindacato. Fai le domande. Lui le ha sentite mille volte, ma anche questa volta è la prima volta. Ti ascolta, non ti interrompe e poi risponde con calma, pacato. Non si stanca. Non si scompone. Ripete le stesse cose, ogni volta, con entusiasmo, con convinzione. Con passione. Se non ha la soluzione chiama i suoi collaboratori . Non sono collaboratori, sono amici. Lo proteggono come un padre protegge il figlio più amato che va incontro, con ingenua spontaneità, ad un mondo pieno di pericoli. Claudio non è ingenuo, ma è spontaneo, di quella spontaneità mista a candore, formaggio e latte appena munto della gente trentina. Aria pulita , sole e freddo pungente che scolpisce le facce e il carattere dei montanari. Rocce viventi. Fatti apposta per affrontare le avversità . Con determinazione. Con pazienza. Con ostinazione. Deve essere così che Claudio ha vinto la sua storica battaglia con l’Ania, con i politici. Non c’era mai riuscito nessuno. Adesso gli agenti sono liberi. Se lo vogliono. Le Compagnie saranno partner, fornitori di prodotti che gli agenti, finalmente veri consulenti del cliente, chiederanno al mercato nazionale, ma presto anche a quello mondiale. Si stanno aprendo le frontiere…


al Dott. Claudio Demozzi per l’encomiabile operato, professionalità,
impegno, serietà e dedizione, profusi a beneficio della categoria
”.


Recita così la motivazione della targa donata il 21 febbraio a Fermo
da “intermediari Uniti” dello Sna al suo presidente.


==========

foto_finale
Nella foto da sinistra:
il vice presidente nazionale di “intermediari Uniti” Fabrizio Vallati,
Claudio Demozzi e la bella presidentessa della provinciale di Fermo Pisana Liberati.
immagine_1Nel mondo degli agenti di assicurazione è cominciata una difficile partita a scacchi tra le Compagnie che non hanno accettato o non vogliono accettare la legge 221 sulla libera collaborazione degli intermediari, e i propri agenti. La partita, senza esclusione di colpi , ha visto la prima manche tra la Vittoria assicurazioni e i propri agenti, iscritti all’Anapa con quello che sembra essere stato un colpo di mano del gruppo dirigente “Gav” (Gruppo aziendale agenti Vittoria).
In contemporanea si sta giocando anche un’altra partita, a colpi di diffide e smentite , tra SNA, il maggior sindacato agenti, e ANAPA (l’associazione degli intermediari fondata due mesi fa da 13 presidenti di gruppo aziendale molto vicini alle Compagnie).

Abbiamo sintetizzato lo scacco matto nel sommario. In realtà non si tratta solo di uno scacco agli intermediari, ma anche alla “legge sviluppo” e ai consumatori, in particolare ai clienti della Vittoria che, convinti di poter chiedere al proprio agente la migliore polizza del mercato, saranno invece costretti ad acquistare (dagli agenti non discriminati: i monomandatari) i prodotti della sola Vittoria assicurazioni, e non è affatto detto che questi siano i migliori.

Il fatto, al di là delle partite, stando alle notizie divulgate da SNA, è allarmante, anche perché potrebbe far partire le repliche tra le Compagnie e vanificare, come successe all’epoca del decreto Bersani sul plurimandato, la libertà degli intermediari appena conquistata.

Scrive al presidente Demozzi un agente della Vittoria: “… la situazione attuale in ambito Gruppo Agenti è “calda”. Ho la netta impressione di subire una sorta di isolamento da parte dei miei colleghi. Adesso più di prima, ma in effetti è già dall’inizio del mio mandato che non mi sento, diciamo così, “accettato” sulla piazza, ora mi pare che questo atteggiamento arrivi dai vertici del Gruppo”. Lo Sna, dopo la prima diffida, il 18 febbraio ha scritto una seconda lettera (vedi allegato) “al Gruppo aziendale agenti che con una decisione assembleare ha automaticamente iscritto alla neo-costituita Anapa tutti gli aderenti al Gruppo Aziendale, senza preventivo esplicito consenso individuale”.

Il Gruppo Agenti, che probabilmente deve essere un perfezionista…, ha pure blindato l’eventuale fuga dei propri iscritti verso i ridenti lidi dell’indipendenza, con una clausola dello statuto dello stesso Gav col quale, impedendo l’abiura alla fede di… Santa Anapa, sbarra l’iscrizione al gruppo aziendale degli agenti plurimandatari. Se questi fatti, come sembra, sono veri (vedi documenti allegati) , ci sarebbe da chiedersi allora quale percorso abbiano mai seguito i 1.000 iscritti che “l’Associazione degli agenti professionisti” vanta di annoverare nelle sue file.

Demozzi, che ha garantito l’assistenza sindacale a tutti i suoi colleghi Vittoria, ha dichiarato: “La strada verso la libertà d’azione imprenditoriale degli Agenti è ancora lunga, ma con buon passo nessuna meta è mai troppo lontana”. Purché, aggiungiamo noi, i ”pellegrini”, lungo quella strada, non si lascino indurre al peccato da qualche diavolo tentatore, ma che , soprattutto, non cadano nelle voragini di draghi voraci .

Anapa nega.
A proposito della questione Sna-Anapa, tanto per dimostrare al presidente di Anapa che la stampa anche questa volta gli lascia la parola, riportiamo la sua versione (la lettera intera, indirizzata allo Sna, è tra i documenti correlati). Dice Cirasola il 19 febbraio: “A titolo di pura cortesia, reputo di potermi limitare a confermare che, per quanto risulta alla nostra segreteria, i Colleghi che hanno aderito ad Anapa l’abbiano fatto liberamente e regolarmente (le sottolineature sono nostre n.d.r.) nonostante le insinuazioni e gli attacchi, susseguitisi con frequenza quasi quotidiana, contro la nostra Associazione e i suoi principali esponenti. Mi riferisco, in particolare, alle notizie continuativamente divulgate dalla newsletter dello Sna e pubblicate anche sulla stampa specializzata”.

Non è stato un colpo di mano, ma…
Insomma pare proprio che non si sia trattato di un blitz perché i regolamenti dei gruppi aziendali, Gav compreso consentono ai dirigenti del Gruppo di prendere decisioni e di portarle all’approvazione dell’assemblea in due modi, diversi nella forma, ma identici nella sostanza. Ma lasciamo la parola al presidente Demozzi che amplia il discorso ai patti integrativi aziendali che in realtà non integrano , ma tolgono…: -“ I patti integrativi aziendali – ci dichiara il Presidente di Sna - dovrebbero essere migliorativi rispetto a quelli generali, in realtà sono peggiorativi. Basti pensare al voto palese delle votazioni assembleari: alzata di mano per dire sì; alzata di mano per dire no, quando invece dovrebbero essere fatte con voto segreto, almeno nelle questioni di importanza capitale “-

Provate adesso ad immaginare di essere un agente della Compagnia con la quale il gruppo aziendale ha stabilito un accordo (gradito alla Mandante): quale agente monomandatario ha il coraggio di dichiararsi platealmente contrario, sapendo che potrebbe facilmente andare incontro alle ritorsioni della propria mandante….? -“Questi tipi di votazioni”- ci ha sottolineato Demozzi-“ finiscono per realizzare una omertà indotta per cui tutti gli accordi integrativi in peius finiscono sempre per essere approvati all’unanimità”-

Restrizione della libertà individuale.
immagine_2_restrizioneLe gravi parole del presidente Sna denunciano la restrizione alla libertà individuale degli agenti, specie se “dipendenti” ed è qui dove l’Antitrust (e non solo lei ) potrebbe intervenire, anzi forse è già intervenuta se è vera la voce che esisterebbe un fascicolo aperto sui fatti della Vittoria. E’ probabile che l’Autority abbia ritenuto di indagare anche per evitare che possa scattare l’effetto domino come minimo negli altri gruppi aziendali dei 13 presidenti fondatori di Anapa i quali “correttamente” e “liberamente” potrebbero far aderire in massa i propri associati alla loro ”Associazione di Professionisti”. Insomma ci sarebbe da chiedersi se i gruppi aziendali, nell’era del plurimandato e dell’indipendenza dell’agente , abbiano ancora un ruolo nel miglioramento della condizione dell’agente (lo avrebbero, invece, e forte , se tutti gli intermediari fossero monomandatari…. ). A questo proposito il Presidente Sna aggiunge:- ”Quando un collega si sente isolato, non tutelato dal suo Gruppo Agenti, dal suo Presidente, significa che quel Gruppo e quel Presidente (e non ci stiamo riferendo al solo caso specifico sopra riportato) hanno smesso di rappresentare i colleghi, di difenderne gli interessi. Significa che probabilmente sono più vicini al management dell’impresa che ai loro associati. E questo è grave ed imbarazzante. Solo chi antepone, senza se e senza ma, la solidarietà, la difesa, l’assistenza e la tutela degli interessi dei colleghi, agli interessi della mandante, è degno di assumere il difficile compito della rappresentanza.”-

Scacco matto alla legge.
Dice Demozzi: -“uno statuto che vieta l’appartenenza al Gaa a quegli agenti che... hanno o ricevono mandato da più imprese … è uno statuto evidentemente ispirato dalla compagnia o quanto meno allineato alla politica dell’impresa”- La compagnia – ammonisce il presidente in un altro passo della lettera inviata agli agenti - potrebbe risultare perseguibile dall’Antitrust, per comportamento contrario allo sviluppo della libera concorrenza- Cioè per quella legge (n. 221/18/12 2012) che vieta l’esclusiva e “di ogni norma restrittiva che limiti o annulli tale divieto” .

Un invito agli agenti.
In conclusione ci troviamo difronte ad una domanda fondamentale. E’ legittimo spostare una massa di persone con una votazione ufficialmente regolare, ma apparentemente coattiva e probabilmente lesiva (da parte di una Compagnia) di una legge, oppure no? Perché se è tutto regolare, e ce lo dovranno dire gli agenti prima ed eventualmente l’Antitrust poi, allora potremmo trovarci a dover registrare molti altri legittimi spostamenti “automatici” nelle file di un’associazione (una nuova lobby?) che ha fatto della concertazione con le Compagnie il proprio “core business”, del mono mandato il proprio credo e che considera i colleghi dei concorrenti da battere.
Se, su questi temi, ci scriveranno gli agenti, Vittoria e non, dandoci il loro parere , pubblicheremo le lettere garantendo, se ce lo chiederanno (i giornalisti sono legati al segreto professionale), il più assoluto anonimato.
road_show_snaProseguono con grande successo gli appuntamenti del lungo e fortunato raid dello SNA sul dibattito della collaborazione tra intermediari che, come un’onda in piena , sta positivamente travolgendo la professione degli agenti. Lo yacht Sna, dopo Milano e Bologna (alle quali abbiamo regalato un mare virtuale…) ora attracca nel suo terzo porto e questa volta si tratta di un porto vero: quello di Fermo, giovane provincia marchigiana affacciata sulla bella riviera adriatica .
Gli ospiti e i relatori, sono , come sempre, di grande spessore. Albreve presidente Demozzi, Michele Languino, Roberto Oddo e Filippo Guttadauro dell’esecutivo nazionale, di Domenico Fumagalli, ex direttore generale Sna, si aggiunge l’avvocato Gianluigi Malandrino, noto ai nostri lettori per la lunga intervista rilasciata al nostro giornale il 5 ottobre scorso. Con loro lo sponsor della manifestazione: Fabrizio Callarà broker grossista, che presenterà , come negli altri incontri la sua AEC con centinaia di collegamenti internazionali e soprattutto con i Lloyd’s di Londra.
Regista ed organizzatore e del convegno: Fabrizio Vallati, giovane ed esperto plurimandatario di “intermediari uniti”, corrente di opinione all’interno di Sna della provinciale fermana.

Ottimista, deciso e persino un po’ romantico , il tema del convegno:

UN SOFFIO CALDO DI LIBERTA’.


L’appuntamento è per venerdì 22 febbraio alle 9 in punto. Golem sarà presente e vi racconterà i momenti clou dell’incontro marchigiano.

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