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Bruno Rossi

Bruno Rossi

Giornalista economico per il settore delle assicurazioni. Laurea in scienze politiche. Pubblicazione di tre libri. Medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna per 40 anni di carriera. Ha collaborato con: Rai , Milano Finanza, il  Resto Del Carlino , Il Messaggero, Panorama-Auto Oggi, Class, Patrimoni, Il Salvagente.
Quando si pensa ad auto storiche o d’epoca, l’immagine che viene in mente è quella della nonna delle auto, la Fiat del 1901, o la Topolino. In realtà nell’arco di mezzo lustro tra le auto d’epoca vanno annoverate, oltre alla mitica Fiat 500 degli anni 50 e 60 e al famoso “maggiolino Volkswagen”, anche la fiat 127, la 1.500, la 124 coupé, la Mini Cooper, la Renault 4, la Citroen Diane, la Citroen Meari,   la Citroen “due cavalli” ecc. Per questo si può dire che … c’è chi l’auto storica ce l’ha per passione, ma c’è anche, visti i prezzi della Rca in Italia, chi ce l’ha per risparmiare sui costi delle polizze…
Venerdì, 27 Luglio 2012 14:21

E’ un sinistro fantasma? Paghiamolo

Se c’è un rischio che ogni imprenditore sa di dover correre è il rischio di impresa. Un progetto sbagliato, un prodotto mal costruito, una rete commerciale male organizzata e le vendite calano a picco mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della stessa azienda. Tutte le aziende del mondo lo sanno ad eccezione di una: la Compagnia di assicurazione. Quali sono i rischi di impresa delle Compagnie? L’errata valutazione di un rischio da assicurare (e qui stanno molto attente), ma anche i sinistri “fantasma”: la truffa, il sinistro falso, costruito ad arte da un automobilista disonesto.
Venerdì, 13 Luglio 2012 16:21

Se un cervo ti taglia la strada chi paga?

Chi paga i danni all’automobilista o ai suoi eredi se l’incidente fosse disgraziatamente mortale? La risposta nell’Italia culla del diritto non c’è, o meglio c’è , ma risulta estremamente complessa.
Proviamo a chiarire le cose.

Venerdì, 06 Luglio 2012 15:59

Se un… cervo ti taglia la strada

Se c’è una cosa che amo è andare in montagna in primavera quando il profumo e i colori della natura sono al massimo. Colline e prati in fiore e il magico odore dell’erba tagliata di fresco. Strano, ma basta poco tempo per sentirsi parte di questo magico ambiente. Ti senti in pace con te stesso e col mondo intero. Dimentichi lo spread e tutte le beghe politiche. Una giornata immerso nella natura e poi, al tramonto, il ritorno a casa. Sei tranquillo e rilassato dopo un bagno di profumi e colori. Una curva tortuosa e... crash!
Venerdì, 29 Giugno 2012 16:17

Isvap, riorganizzare invece di sopprimere

Il Sindacato nazionale agenti assicurativi, che in Italia conta circa 30mila professionisti, è il “contraddittore naturale” dell’Isvap. I rapporti tra Sna e Istituto di vigilanza sono spesso caratterizzati da qualche tensione e tuttavia il presidente del Sindacato, Claudio Demozzi (che pure in teoria dovrebbe esultare alla notizia della soppressione dell’Isvap) non nasconde l’inopportunità di una cancellazione brutale dell’organismo. Piuttosto, a parere di Demozzi, sarebbe preferibile modificare la “filosofia” dell’attività dell’Isvap, senza limitarla agli interventi meramente sanzionatori.
L’ipotesi di soppressione dell’Isvap non piace per niente ai responsabili di una delle maggiori associazioni che tutelano i consumatori. Soprattutto, ai vertici dell’Adiconsum, non piace l’ipotesi che i poteri ispettivi e di vigilanza che sono assegnati all’Isvap debbano essere – secondo quanto prevedono i tre diversi disegni di legge – ripartiti tra la Banca d’Italia e la Consob.
Uno scenario, quello prefigurato dalle riforme legislative, che finirebbe per valorizzare – almeno in teoria – il controllo sul ruolo finanziario e – di fatto – di raccolta del risparmio delle grandi compagnie assicuratrici (pensiamo a polizze d’investimento, previdenziali, indennitarie, di risparmio e così via) e per relegare in secondo piano i controlli, che invece riguardano oltre quaranta milioni di cittadini, sulle assicurazioni rischi e responsabilità civile.
Il segretario generale dell’Adiconsum, Pietro Giordano, e il responsabile del settore assicurazioni dell’associazione, Fabrizio Premuti (foto qui sotto), hanno risposto alle domande di Goleminformazione.it spiegando – per la prima volta – le ragioni delle loro perplessità.
Venerdì, 29 Giugno 2012 16:01

Cosa è l'Isvap e come funziona

a cura di Bruno Rossi
Venerdì, 29 Giugno 2012 15:58

Chi ha paura dell’Isvap?

Lo sanno bene gli avvocati: se una Compagnia non paga un sinistro o ritarda il pagamento c’è l’Isvap ad obbligarla a rispettare i suoi doveri. Basti pensare che solo nel 2011, l’Isvap ha sanzionato le Compagnie 4.000 volte con multe che sono arrivate a 70 milioni di euro. Lo sanno bene le Compagnie che hanno collezionato negli anni centinaia di milioni di multe , ma lo sanno bene anche tutti gli assicurati che, ormai, si sono abituati a minacciare il ricorso all’Isvap ogni volta che un assicuratore (Compagnia o intermediario) si comporta in modo scorretto (nel 2010 : 344 multe a intermediari per oltre 10 milioni di euro). Insomma… ISVAP C’E’.
Venerdì, 08 Giugno 2012 18:23

Vacanze? Meglio assicurarsele

Una premessa necessaria
Siamo sinceri, chi non ha mai esclamato o anche solo pensato frasi tipo…. “l’assicurazione? Un furto legalizzato !” oppure ….“Gli assicuratori? Tutti ladri!” . Ma è realmente così? Il malanimo degli italiani (e non solo degli italiani) verso il mondo delle polizze nasce sempre dal fatto che l’assicuratore non paga un risarcimento. Spesso si tratta di veri e propri cavilli, altre volte, però, l’assicuratore si trova semplicemente ad applicare le “esclusioni” previste dalla polizza. E’ evidente che in quest’ultimo caso (solo in questo caso) non è colpa dell’assicuratore, ma di una norma che abbiamo accettato firmando la polizza, una norma che l’assicurato non ricorda o che effettivamente non sapeva che esistesse (magari perché non gli è stata comunicata). In effetti le polizze, anche se negli ultimi anni hanno avuto enormi miglioramenti , restano poco leggibili. E’ l’impostazione stessa della polizza che ne rende incomprensibile la lettura ed in questo è purtroppo “complice” anche un Codice civile, in questo settore, obsoleto. Mediamente un contratto assicurativo è composto da quasi un centinaio di clausole che, in teoria, dovrebbero essere tutte lette e comprese dall’assicurato, il quale, firmando la polizza, le accetta totalmente. Il fatto è che gli articoli sono scritti in “assicurese”, una lingua (come quella giuridica del resto. Anzi quella è pure peggio) che, seppur migliorata negli anni, resta pur sempre per addetti ai lavori . Così, quando un assicurato si trova alle prese con lettura di una polizza subisce… un blocco con il conseguente rigetto da lettura. E’ come un cane che cerca di mordersi la coda: l’assicuratore non ha il tempo di spiegare all’assicurato tutte le clausole e l’assicurato ha un blocco. La situazione si sblocca o meglio la sblocca l’assicurato con uno sbrigativo …. “ “Sì, sì… va bene, però…. pensaci tu. Io mi fido di te”, che è quanto di peggio possa capitare ad un assicuratore perché, lui lo sa, se la Compagnia poi non pagasse (anche legittimamente) un sinistro, la colpa ricadrebbe solo sulla sua testa.
Allora in questa rubrica cercheremo di sbloccare la situazione in un altro modo: traducendo l’assicurese in italiano e andando a cercare le chiavi di lettura del contratto assicurativo (ce ne sono diverse).
La rubrica sarà suddivisa in “aree di servizio” e in quelle di “traduzione dell’assicurese”. Nelle prime saranno fornite delle informazioni utili sul tipo di quelle relative all’assicurazione delle vacanze (primo appuntamento con i lettori), nelle seconde cercheremo di penetrare il mistero di una lingua sconosciuta portandoci dietro… la nostra… “stele di Rosetta” . (Bruno Rossi)
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