Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

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Venerdì, 30 Novembre 2012 14:52

Dicembre e l’antroposofia

Freddo il (mensis) December. Si trema, però, non solo per il freddo. Per lo sbigottimento, anche. Il Sole va precipitando: avrà la forza di alzarsi ancora? Paura. “Per le campagne il dicembre corre a piè nudo sulle erbe, riempie le pozzanghere, bagna i muri e le case, penetra nelle cisterne e dice al contadino: - Va dentro e attendi-“ (Nicastro). Fuori, la camelia. Morte improvvisa vuol dire, sostengono i figli del Giappone. Bisogna dimenticarla; lei e il Sole sfiancato. E da qui la sgangherata allegria dei Saturnali, sotto la “luna delle bestie che si rintanano” dei Tlingit.
Venerdì, 23 Novembre 2012 13:30

Le due facce, e i miti, del Sagittario

Alle ore 22.51 del 21 novembre il Sole è entrato nel Segno del Sagittario. Toxotes (arciere) lo chiamavano i greci, mentre in latino è stata adottata la forma Sagittarius, cioè portatore di sagitta (freccia); ma si trova anche Arcitenens, portatore d’arco. E il mito, cosa ci narra?
Venerdì, 16 Novembre 2012 15:40

Chi nasce quadrato non muore triangolare

La fisiognomica o fisiognomìa è un’antichissima disciplina: ne parlano Pitagora, Aristotele, Plinio, il filosofo arabo Avicenna. Essa studia la fisionomia umana e, attraverso di essa, intende interpretare il temperamento, il carattere, la personalità di un individuo.
Giovedì, 08 Novembre 2012 23:21

Ti battezzo in nome dei pianeti

A chi – schiavo della quantità – ha bisogno di “prove”, le ricerche statistiche di Michel Gauquelin dimostrano la validità di alcune affermazioni dell’astrologia: prima fra tutte, quella che collega note temperamentali umane ad alcuni pianeti. Così, ad esempio, la maggior parte degli sportivi di successo e dei militari d’alto grado presenta nel proprio tema di nascita una posizione “forte” di Marte.
Venerdì, 02 Novembre 2012 18:00

Novembre da nono a undicesimo

Giunto è il (mensis) Novembre, nono del vecchio calendario, ma undicesimo del nuovo. “Tu, novembre, tu se’ come coli/ che troppo tardi al bel convito arriva,/ e poco tocca a lui./ Natura a te non serba/ che alcun raggio di sole, e non coltiva/ per te che grami fiori e inutil erba” (Betteloni). Povero, novembre.
Venerdì, 26 Ottobre 2012 21:29

Plutone

Domina il segno dello Scorpione, l’oscuro Plutone. Nei primi anni del secolo scorso, diversi astronomi (Amabile-Jean Baptiste Gaillot, William Henry Pickering, Percivall Lowell), per spiegare le perturbazioni dell’orbita di Urano, calcolarono la posizione di un invisibile pianeta, all’estremo del sistema solare. Ma è solo nel febbraio del 1930 che il giovane astronomo americano Clyde W.Tombough, riuscì a scorgerlo, comparando una serie di fotografie della porzione di cielo non lontano dalla zona indicata da Lowell e Pickering.
Venerdì, 19 Ottobre 2012 13:44

Aquila o Nepa, sempre di Scorpione si tratta

Alle ore 22.15 del 22 ottobre, il Sole entrerà nel Segno dello Scorpione. La figura scorpionica celeste era conosciuta dai Babilonesi, laddove invece, in Egitto, lo Scorpione (femmina) era individuato in un’altra parte del cielo e dunque non può avere influenzato la rappresentazione greca. Il nome del Segno, in greco, suona Skorpios, termine legato all’indoeuropeo (s)quere, con significato di scindere, dividere in due, screpolare. In latino si hanno varie forme: Scorpios, Scorpius, Scorpio.
1, 2, 3, 4… Numeri in fila. Una serie ordinata di numeri; caratterizzata dall’incremento - volta per volta – di una unità. In effetti, se ci poniamo dal punto di vista della quantità, ciascun “membro” della serie si accresce di una unità rispetto al “membro” precedente: il 2 deriva, per così dire, da 1 + 1; il 3 scaturisce da 2 + 1, e il 4 è originato da 3 + 1. Ma pure si potrebbe dire che se il 2 è 1 + 1, il 3 viene da 1 + 1 + 1; e il 4 viene fuori da 1+ 1 + 1 + 1. Siamo sempre, però, su di un piano quantitativo; un piano in cui il 2 è “di più” rispetto all’1; il 3 è “di più” rispetto al 2 e così via. E va pure sottolineato che la serie numerale di cui sopra ha un inizio imprescindibile rappresentato dall’1, primo numero della serie stessa.
Venerdì, 05 Ottobre 2012 14:16

Rivoluzione d’ottobre

Nel calendario pre-giuliano era l’ottavo mese, il (menis) October, ribattezzato Domitianus sotto l’omonimo imperatore. E anche – attesta Lido – chiamato, un tempo, Sementilius. S’approssimano i freddi e cessano le campagne militari. Marte depone le armi. Inebriano gli effluvi delle vendemmie che, in Grecia, vedevano il tragico sacrificio del capro. Dell’ottobre era l’acero in Giappone; e fiore d’ottobre è l’odorosa gaggia. “Come è dolce l’ottobrata! La campagna tutt’intorno, s’è vestita di gran gala per la festa d’oggigiorno. Rossi grappoli: rubini d’un colore ch’è un incanto…” Misteri d’uve e semi mentre il Sole s’indebolisce. “L’ottobre tiepido e disfatto, color d’albicocca matura, s’era sdraiato a Roma e già metteva dita insanguinate sul verde delle ville” (Astaldi). Precipita ineluttabile il tempo verso la vigilia d’Ognissanti che conclude il mese. Né può fermarlo il miele spremuto dai favi; né il tronco del boscaiolo.
Venerdì, 28 Settembre 2012 15:30

La Bilancia, gli oscilla e le altalene

E’ della Bilancia, a parer nostro, il mito d’Erigone. Eccolo…
Vive felice in Atene, Erigone, col padre Icario. E giunge un giorno un pellegrino alla loro casa. E’ Dioniso, venuto a portare agli uomini la vite e il suo magico succo, il vino. E’ ospitato, Dioniso, da Icario; e non può non notare la bellezza, la grazia di Erigone. Avviene, dunque, ciò che deve avvenire; e genera al dio, Erigone, colui che diverrà l’eroe Stafilo. Ma deve proseguire il suo viaggio, Dioniso e, a compensare Icario, gli fa dono d’un otre di vino raccomandandogli, peraltro, di farne gustare anche ai suoi vicini. E ne offre, Icario, a dei pastori che, inebriati, vedono doppio: pensano d’essere stati avvelenati e si scagliano irosi su Icario massacrandolo a bastonate. Trasportano poi lontano il cadavere, abbandonandolo sotto un albero. Torna a casa Erigone e non trova il caro padre. La conduce le fedele cagna Maira là dove giace morto. Piange la fanciulla e innalza grida: maledice gli sconosciuti assassini e chiede vendetta a Dioniso. Poi, disperata, si impicca all’albero. L’ha ascoltata il dio, ed ecco che improvvisa follia prende le fanciulle di Atene: una dopo l’altra, ad alti alberi vanno impiccandosi.

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