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Dio del Fuoco, Ariete, Agnello

Pasqua, il giorno di christòs

29 Marzo 2013 di 

La domenica seguente al primo plenilunio di primavera è il giorno del Sole ma per la trasposizione nel calendario romano il giorno della nascita della luce non corrisponde più all’equinozio primaverile. Resta però come il giorno della nascita del dio del Fuoco, in sanscrito Agni, nutrito con burro e perciò detto dai latini unctus e dai greci christòs.

Pasqua, il giorno di christòs
Se nel Vecchio Testamento la Pasqua (Passaggio) ricorda il passaggio di Iahvè che colpisce ogni primogenito degli egiziani mentre il popolo di Israele si prepara all'Esodo (Esodo 12), nel cristianesimo è la festa della morte e resurrezione del Cristo, che richiama la nostra resurrezione alla fine dei tempi.

Ora, sulla base del Vangelo di Giovanni e della tradizione primitiva dell'Asia minore, sappiamo che Gesù morì il quattordicesimo giorno del mese primaverile di Nisasm; giorno che, in quell'anno (30 o 33 d.C.), cadde di venerdì e di Luna piena; era, inoltre, la Parasheve, la vigilia della Pasqua ebraica che, per l'appunto, cade nel plenilunio di Primavera. Giustino, seguendo l'uso che assegnava ogni giorno della settimana ad una delle sette divinità planetarie, dice: "... lo crocifissero la vigilia del giorno di Saturno..." E Gerolamo: "Il 'giorno del Signore'... il giorno della Resurrezione, il giorno dei cristiani; questo è il nostro giorno. E se dai pagani è chiamato dies Solis, noi accettiamo volentieri questa denominazione: oggi è sorta la luce, oggi si è acceso il sole di giustizia". La Pasqua cristiana si fa così cadere la domenica (giorno del Sole) che segue al plenilunio di primavera.

Il fatto è che, immesso il computo pasquale lunare nel calendario romano – e quindi nel computo solare – il plenilunio in questione non cade nello stesso giorno se non ogni diciannove anni; e la Pasqua si situa tra il 22 marzo e il 25 aprile; cioè, a volte, piuttosto spostata rispetto all'equinozio di primavera e al segno dell'Ariete che lo individua. Il collegamento simbolico della Pasqua con questo segno zodiacale è tuttavia fortissimo. Così, ad esempio, proprio nel giorno di Parasheve gli ebrei mangiavano l'agnello, vittima sacrificale per eccellenza. L'elemento sacrificale è del resto passato alla Pasqua cristiana che vede appunto il sacrificio, ma anche il trionfo sulla morte, dell'Agnello il cui sangue lava i peccati del mondo. Nell'Apocalisse, poi, l'Agnello esercita la sua collera, muove guerra e riporta la vittoria (Apocalisse, 6, 16; 17, 14). Manifesta, insomma, caratteristiche spiccatamente arietine. L'Ariete, inoltre, è spesso inteso come emblema della persona del Cristo-pastore, simbolo della paternità spirituale del Cristo e del Verbo divino.

Mette conto ricordare che Fuoco (l'Ariete è segno di Fuoco) in latino si dice ignis; ed è concordemente ammesso dagli studiosi un collegamento tra ignis ed il sanscrito Agni. Ma chi è Agni? E' il dio vedico del Fuoco. Ed è stato anche suggerito un accostamento solo fonetico, ma simbolicamente significativo, tra Agni e il latino agnus, agnello. E Marziale, per indicare l'Ariete, usa una volta l'espressione Phrixei... agni, facendo riferimento all'ariete dal vello d'oro cavalcato da Frisso ed Elle. In effetti, l'Agni vedico è portato da un agnello, da un piccolo ariete e con esso a volte è identificato. Ignis, Agni ed agnus, inoltre, sono accomunati dal gruppo fonetico gn, che ritroviamo nel verbo greco ghignosco e in quello latino cognosco (che indicano il conoscere) nonché nei termini jnana (sanscrito) e gnosis (greco), da cui anche l'italiano gnosi, conoscenza. E sia l'Agni della tradizione indù che l'agnello della tradizione cristiana appaiono a volte come luce (fuoco) al centro dell'Essere, luce di conoscenza, illuminazione. Agni è del resto descritto, a volte, come "dorato"; e come non ricordare, in proposito, che il vello d'oro ben può indicare la Conoscenza Suprema.
Ma ancora: come nasce Agni? E' il fuoco che è originato per sfregamento. Fissata in terra un croce di legno di mimosa con al centro un foro, in questo è inserito un bastoncello di legno di fico fatto girare velocemente da una correggia, finché il fuoco, prodotto dalla confricazione, scaturisce. E dice il Rig Veda: "Dieci giovani donne infaticabili (le dieci dita delle mani che fanno muovere la correggia) fanno nascere questo figlio del Falegname (che ha preparato i bastoncelli, detti arani). E ancora, quando Agni nasce, esclama il Brahmano celebrante: "Su asti", che equivale al greco eu estì = è bene, è cosa buona. E la figura delle arani è detta swastica (su asti ka). Di più: il neonato Fuoco-Agni è nutrito con burro chiarificato, per cui è detto ankta, latino unctus, che, in greco, suona christòs.
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