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Risparmio Rca

Preventivatori Rca: benefattori o… cacciatori?

21 Marzo 2014 di  Bruno Rossi

Sugli aspetti poco chiari di preventivi e comparazioni on-line l’Ivass aprirà un’indagine, presto lo farà anche l’Antitrust. Intanto L’unione Europea degli Assicuratori (UEA) ha organizzato un convegno internazionale a Palazzo Chigi alla presenza di tutte le Autority del mondo assicurativo. Ci sarà anche l’ANIA. E Golem.

Preventivatori Rca: benefattori o… cacciatori?
L’Italia è il Paese più caro d’Europa ? Ma chi l’ha detto !  Risparmiare è facilissimo !
Cerco un premio più basso? Benissimo, senza nemmeno perdere tempo dall’agente di assicurazione….vado in internet, digito “Risparmio Rca” e voilà, ecco una ventina di pagine a mia disposizione. C’è solo l’imbarazzo della scelta . Anche su come risparmiare il 50% ….e poi ci saranno una decina di preventivatori, comparatori, riduttori, sottrattori… che ti aiutano a spendere meno….E’ la cosa più facile del mondo…. l’Ania lo dice sempre: “i premi sono diminuiti del 15%”… Il resto sono chiacchiere…. Le solite invenzioni dei giornalisti….

Ma è proprio così?
Sì, è così…
E’ come al mercato dove puoi trovare le arance a  10 centesimi alla cassetta.
a condizione di non leggere l’etichetta di provenienza : “terra dei fuochi”…..
 Battute a parte, la cosa è, invece, molto seria e persino preoccupante e non solo perché lo ha detto Barbieri di UEA (Golem 7 marzo e Golem 14 marzo), ma perché tutta l’Unione Europea degli assicuratori è protesa in questa crociata (detta in senso positivo) contro le… “arance della terra dei fuochi”. Una polizza infatti, al di là dell’obbligo, rappresenta la protezione della famiglia o della persona. Cosa succederebbe se, a causa della patente scaduta (una delle tante e perverse esclusioni della polizza),  si dovesse pagare di tasca propria un grave incidente stradale?  Eppure il consumatore continua a fare incursioni in rete senza porsi troppe domande. 

Non sparate ai pinguini !
Ma non è solo colpa sua. La colpa è soprattutto di chi permette la caccia senza fissare le regole  tipo : vietato sparare ai pinguini… che in assicurese diventa: vietato sparare ai consumatori (a vantaggio del proprio portafoglio). Ed è proprio questo che, invece, sembra stia succedendo in rete quando  preventivatori e comparatori non comunicano le  condizioni di copertura e soprattutto le esclusioni di garanzie, quando comunicano all’assicurato il prezzo più basso senza chiarire le differenze contrattuali tra i preventivi , quasi che tutte le polizze fossero identiche, quando non comunicano il numero e i nomi delle Compagnie con le quali lavorano, quando non sono in grado di garantire una comparazione completa di tutti prodotti e di tutte le tariffe dei propri, più o meno numerosi, partners. Ma l’elenco è ben più lungo e articolato. Ve lo lascio presentare, in due interviste virtuali (che non abbiamo avuto il tempo di fare,) da Diana Pastarini responsabile relazioni esterne UEA e responsabile del convegno di Palazzo Chigi (vedi allegato) e da Carlo Colombo Consigliere UEA (i documenti completi sono leggibili nel sito dell’Uea alla voce “Uea pensiero”)  .

ass 1 pastariniDottoressa Pastarini, nel suo report lei ha esaminato quattro preventivatori: Facile.it;  Segugio.it; 6sicuro.it; Chiarezza.it.  Quali impressioni ne ha ricavato?
Dall'analisi delle campagne mediatiche diffuse negli ultimi anni dai comparatori on line di polizze assicurative emerge un dato incontrovertibile: dei contenuti delle polizze non si parla. I concept scelti dai diversi soggetti puntano tutto su un unico fattore, quello del risparmio. (….) . Ciò che questi portali pubblicizzano, quando esaltano e promettono mirabolanti sconti e risparmi, sono polizze assicurative. Non caramelle, ma contratti relativi all'assunzione o al trasferimento di rischi che, qualora non risultassero effettivamente assicurati - a causa di esclusioni, clausole o diritti di rivalsa - andrebbero ad incidere direttamente ed inesorabilmente sul patrimonio personale del consumatore. Questi soggetti focalizzano l'attenzione solo un aspetto, quello del risparmio. Non un accenno alle garanzie, ai contenuti delle coperture, a cosa effettivamente "si compra" spendendo "fino a 500 (o anche 800) euro in meno" rispetto ad un ipotetico costo medio della Rc auto in Italia.

Nella sua relazione pone due osservazioni fondamentali. Vogliamo ricordarle?
Primo, il risparmio di 500 o più euro (o di un imprecisato 50%) al quale la maggior parte dei sopramenzionati comparatori fa riferimento, è adeguatamente comprovato? Inoltre, a prescindere dalla sua veridicità, non dovrebbe almeno contemplare il termine di paragone che assume e rispetto al quale adduce il risparmio citato? Se il "gold standard" assunto è il prezzo medio della Rc auto in Italia, informiamo i comparatori che, stando agli ultimi dati Ania quest'ultimo, incluse le tasse, è calato dai 560 euro del settembre 2012 ai 525 euro del maggio scorso.

La seconda?
In un momento in cui la crisi economica attanaglia imprese e famiglie in una morsa che la politica non sembra in grado di allentare, tanto che anche all'estero guardano con preoccupazione alla recrudescenza degli inquietanti fenomeni di protesta italiani, promettere un risparmio così considerevole su un servizio che i cittadini sono obbligati a sottoscrivere per legge, non configura un caso di distorsione delle scelte economiche dei consumatori? Infine, il fatto di veicolare il messaggio che l'unico obiettivo del consumatore debba essere il risparmio, come se i rischi assicurati e le garanzie offerte fossero in ogni caso le medesime, non lo induce a scegliere con leggerezza, a cliccare senza un'adeguata comprensione clausole e consensi nemmeno lontanamente letti? E questo, mi chiedo, non è falsare il comportamento economico dei consumatori?   (…) Non è forse questo un clamoroso pubblico inganno?

ass 2 colombo
Dott. Colombo, trova delle differenze tra i comparatori e gli intermediari classici?
“Il legislatore europeo, ritenendo il settore assicurativo di vitale importanza per i cittadini e l'economia dell'Europa, ha ritenuto di normarlo in modo attento e completo al fine di garantire una crescita ordinata del mercato ed un'adeguata tutela dell'assicurato. Gli operatori sono tenuti a rispettare queste norme e non devono eluderle e infrangerle per poi pretenderne il cambiamento a proprio uso e consumo, magari grazie all'appartenenza a un potentato economico e/o politico”.  Ricordo che l'intermediario deve dichiararsi tale da subito al potenziale assicurato, qualificandosi e chiarendo in quale sezione del Rui opera, nonché declinando compiutamente l’elenco delle compagnie con le quali intrattiene rapporti e tramite le quali valuterà le differenti offerte, al fine di ricercare soluzioni adeguate alle esigenze del potenziale cliente, per poi formalizzare il tutto con la consegna dei modelli 7a, 7b ed il modulo di verifica dell’adeguatezza prima della conclusione del contratto o della sottoscrizione di proposte (ammesso che si tratti di intermediario!).

I Comparatori si attengono alle regole?
Che i sedicenti comparatori svolgano attività di intermediazione mi pare che non sia messo in dubbio da nessuno. (e quindi anche per loro dovrebbero valere le stesse regole di tutti gli altri intermediari, ma non sembra così. N.d.R.). Che alcuni di questi ultimi, addirittura, non siano neanche iscritti al Rui, è cosa talmente grave che il Codice delle Assicurazioni all'articolo 108 prevede una reclusione da 6 a 24 mesi ed una multa che va dai 10.000 ai 100.000 euro. Ma i sedicenti comparatori rispettano le norme sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti, delle regole di presentazione e comportamento e dell'informativa pre e post contrattuale (l’art. 310 del CdA sanziona il non rispetto con importi che vanno dai 5000 ai 50.000 euro)? Ed ancora, offrono preventivi personalizzati con la “nota informativa” e le “condizioni generali di assicurazione” (che l’art. 313 del CdA in caso di inadempienza sanziona con un importo minimo di 1.000 euro fino ad un massimo di 10.000) verificandone la comprensione da parte del cliente?

Infine….
La “nota informativa” viene consegnata per evitare la sanzione che va da 2.500 a 25.000 euro?
Da sempre l'intermediazione a distanza ha rappresentato un aspetto particolarmente delicato, prestandosi a maggiori rischi di illegalità dovuti alla mancanza di una persona ed un luogo fisico e prossimo al quale potersi rivolgere per chiarimenti e richieste di adempimento, tanto da far nascere nell’Autorità di vigilanza l'esigenza di emanare un regolamento specifico.
ass 3 ci vorrebbe un amico 
Ci vorrebbe un amico…
E c’è.
Il Tuo Preventivatore”  dell’Ivass (quasi).
Bruno Rossi
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Bruno Rossi
Bruno Rossi
Informazioni sull'autore
Giornalista economico per il settore delle assicurazioni. Laurea in scienze politiche. Pubblicazione di tre libri. Medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna per 40 anni di carriera. Ha collaborato con: Rai , Milano Finanza, il  Resto Del Carlino , Il Messaggero, Panorama-Auto Oggi, Class, Patrimoni, Il Salvagente.
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