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Obbligo per le assicurazione di tre preventivi

Rc Auto: i tre preventivi ovvero il nuovo gioco delle tre carte

10 Agosto 2012 di  Bruno Rossi

Il decreto liberalizzazioni del 2012 ha introdotto l’obbligo di fornire al cliente tre proposte di altrettante compagnie per consentire il confronto fra le tariffe. Gli agenti annunciano la disobbedienza civile e affermano che l’Isvap ha mentito circa l’ok degli intermediari sulla validità del provvedimento. Goleminformazione.it pubblica in esclusiva i documenti inediti che dimostrano come le Compagnie siano insensibili alle esigenze dei cittadini.

Rc Auto: i tre preventivi ovvero il nuovo gioco delle tre carte
Il mistero dei tre preventivi si infittisce: perché le Compagnie sono esentate dal presentarli? Perché i Broker e le Banche non sono sottoposti a sanzioni in caso di mancata presentazione? Perché il plurimandato degli Agenti, presente nella prima stesura del Decreto liberalizzazioni, è scomparso nella stesura definitiva? Perché l’Isvap ha introdotto il divieto di collaborazione -Agente con Agente- non presente nel Codice delle Assicurazioni? Perché, infine, il Decreto è stato blindato alla Camera e al Senato? Quale ruolo giocano le Compagnie in tutto questo? La disobbedienza civile degli Agenti.

Certo che qualcosa di strano in questa storia dei “tre preventivi” deve pur esserci se un Ente di controllo come l’Isvap, che con 30 anni di esperienza sulle spalle in tre lustri ha varato migliaia di regole e disposizioni, e se un Governo di tecnici, che dovrebbero essere esperti per definizione anche in campo assicurativo, sono inciampati su una disposizione così lapalissianamente assurda, varata a dispetto della equità di trattamento tra operatori assicurativi, a dispetto di alcune fondamentali regole della trasparenza e persino in aperto contrasto con la normativa comunitaria sull’intermediazione assicurativa. L’Isvap, addirittura, nella presentazione del documento in pubblica consultazione, si è persino inventata il consenso degli intermediari: “come le principali associazione degli agenti ritiene invece che vadano forniti al cliente preventivi ad hoc, in quanto maggiormente rispondenti allo spirito e alle finalità della norma”- Ebbene questa dichiarazione è stata, com’era prevedibile, seccamente smentita dalla categoria la quale dichiara che, non solo negli incontri non si era mai parlato di questo, ma che :” ….. anzi è stata argomentata la richiesta di abrogazione dell’intero articolo 34 poiché inapplicabile, pesantemente oneroso e non efficace alla tutela del consumatore “. C’è da chiedersi:perché l’Isvap ha mentito sapendo che avrebbe potuto essere facilmente smentita? Ha avuto pressioni? Da parte di chi? Perché?
Ma non basta. L’Isvap ha imposto e pesantemente sanzionato in caso di inadempienza, il divieto di collaborazione tra agenti. Come si può invece facilmente intuire, se questa collaborazione ci fosse, l’agente obbligato a presentare i famosi “tre preventivi” non avrebbe nessun problema nel caso che la sua polizza avesse un prezzo maggiore di quella di un concorrente perché quella polizza la “venderebbe” lui al proprio cliente incassando correttamente le relative provvigioni. E siccome la cosa diventerebbe reciproca, nascerebbe anche una diffusa equità a tutto vantaggio dei consumatori. La collaborazione, insomma, come surrogato del (misteriosamente e nuovamente scomparso) plurimandato. Eppure l’Isvap ha incomprensibilmente vietato questa collaborazione e la continua a vietare ancora oggi , nel bel mezzo di una guerra ideologica. Strano perché, dicono i sindacati degli agenti, questa norma , pervicacemente difesa dall’Istituto di Vigilanza, non è nemmeno presente nel Codice delle Assicurazioni (emanato da una legge).

Qui le domande sono: l’Isvap ha superato i suoi limiti di attuatore e emanatore di regolamenti sostituendosi al legislatore ? In tal caso perché lo ha fatto? Ha avuto pressioni? Da parte di chi? Perché?

E poi c’è il Governo che in una bozza della legge prima introduce il plurimandato degli agenti e poi , nella stesura definitiva, lo fa scomparire. Ma non basta. Il Governo ha blindato il Decreto, per cui i deputati e i senatori (Bersani del PD, Divina della Lega Nord , Giovanardi PDL. Ma ce ne sono sicuramente molti altri) che pure condividono quelle istanze, non possono presentare emendamenti.

E allora torniamo alle domande: perché il decreto è stato blindato? Cosa c’è dentro o tra le righe che imponeva una chiusura così forte? Ci sono state pressioni? Da parte di chi? Perché?

Intanto il gruppo dirigente del maggior sindacato degli agenti, con in testa il Presidente Demozzi in una lettera a dodici firme inviata all’Autority, è sceso sul piede di guerra con una autodenuncia, rischiando lui gli altri una sanzione di 10.000 euro, invitando tutti alla disobbedienza civile.

Ma perché si è arrivati a questo punto? Perché questa guerra?

La risposta potrebbe essere: per il bene del consumatore. Ma il Governo e l’Autority assicurativa stanno realmente perseguendo l’interesse del consumatore o si stanno preoccupando di qualche altra questione che a noi sfugge? In tal caso di quale?

La domanda sorge spontanea pensando che le Compagnie, che pure vendono polizze direttamente (internet, compagnie telefoniche, agenzie in economia), non sono sottoposte alla regola dei tre preventivi , dovranno solamente indicare il ricorso al “tuo preventivatore” dell’Isvap (ma allora perché non possono farlo gli agenti?). E perché per le Banche e per i Broker (diretti concorrenti degli agenti) che non si attenessero alla regola delle tre ca.... scusate, dei tre preventivi, non sono state previste sanzioni? Perché questa disparità di trattamento? Perché queste vessazioni? Forse il vessare gli agenti va nella direzione della trasparenza e dell’interesse dei consumatori? O forse fa parte di un qualche programma di risanamento del settore? Parlo di vessazioni anche perché l’intermediario, nel minimo, da un lato è costretto a spendere energie, tempo e danaro per presentare tre preventivi, poi però la polizza che può vendere al suo cliente è solo la sua e se questa è più costosa delle altre può solo assistere all’uscita dalla sua agenzia del cliente che andrà da un altro intermediario del quale gli ha fornito (gratis) l’indirizzo. Vessazioni, anche perché quello degli agenti è l’unico caso in Italia in cui un professionista, o un commerciante è costretto, per lavorare, a presentare tre preventivi della concorrenza.

No, questo sembra proprio un accanimento contro una categoria (sulla quale era già piombata l’altra regola naif di dichiarare le provvigioni su ogni polizza Rca venduta. Come fanno del resto tutti i professionisti e tutti i commercianti….).

La domanda è: perché ? Ma anche: quali sono gli interessi in gioco in questa partita ? Una partita nella quale i Ligresti possono giocare per anni prima che qualcuno si accorga che, forse, quelle carte erano truccate fin dall’inizio. Una partita dove alla fine vince solo chi ha la carta più alta e non importa come, quella carta, l’abbia avuta.

Gioco delle tre carte dicevo . E allora…..

sotto quale carta si trova la risposta al fil rouge di tutte le mie domande? (bruno rossi)

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Bruno Rossi
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Bruno Rossi
Bruno Rossi
Informazioni sull'autore
Giornalista economico per il settore delle assicurazioni. Laurea in scienze politiche. Pubblicazione di tre libri. Medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna per 40 anni di carriera. Ha collaborato con: Rai , Milano Finanza, il  Resto Del Carlino , Il Messaggero, Panorama-Auto Oggi, Class, Patrimoni, Il Salvagente.
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