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“Rc auto base” uguale per tutti

04 Febbraio 2013 di  Bruno Rossi
Una cosa che ha sempre reso la vita difficile agli assicurati , e non solo a loro, è quella della lettura delle polizze. Per quanti sforzi abbiano fatto le Compagnie (oggi la polizza si legge meglio di trent’anni fa) il contratto assicurativo di qualunque tipo: dall’Rca, agli infortuni, alla malattia, all’Rc e incendio della casa ecc. resta sempre un rompicapo. Un esempio? Nelle polizze infortuni sono esclusi determinati sport . Ma cosa si intende per sport? La polizza non lo definisce e la descrizione del vocabolario non chiarisce sufficientemente, così nel caso di un sinistro, per la Compagnia, c’è lo spazio per cavillare e per non pagare il danno.
base
La Rca non fa eccezione anzi. Da quando le Compagnie hanno cominciato a piangere per gli scarsi guadagni di queste polizze (ma non è vero se è vero che la Rca rappresenta il grosso dei portafogli di Compagnie e agenti) hanno cominciato a infarcire i contratti di “benefit” (a pagamento) e quel che è più bello li hanno inseriti nel contratto occultandoli in vari modi: esclusioni parziali, franchigie, bonus con premi e malus non chiari, e soprattutto personalizzazioni spinte all’estremo , radiografie da rischio privacy. Sicché, il consumatore a caccia di sconti volendo comparare più polizze finisce per perdersi e non capire ciò che sta acquistando . Una volta scelta la polizza (penso a quelle acquistate in internet) lui crede di aver scelto la “migliore” salvo scoprire che così non è nel momento del sinistro.

Bene quindi ha fatto il Governo introducendo col decreto sviluppo il “contratto unico” o “polizza base”, così le Compagnie saranno obbligate a fornire un contratto con identiche caratteristiche per tutti, in modo che il cliente possa facilmente confrontare le coperture previste, le rivalse, le franchigie , le classi di merito ecc. riuscendo così , finalmente, a individuare il contratto più conveniente (forse). Non è ancora chiarissimo, infatti, come sarà impostata questa polizza base. Credo che sarà basata su una personalizzazione “media”, che non ci saranno franchigie e sorprese varie. Vedremo. Ciò che va chiarito è se la polizza base, come dovrebbe essere, rappresenti un impegno, un obbligo per la Compagnia ad offrire la polizza così come viene fuori dall’analisi. Inoltre che fine faranno i “tre preventivi” introdotti con l’art. 34 legge n. 27/2012 ?
Il consumatore inoltre potrebbe farsi un’idea anche comparando le polizze col Preventivatore dell’Isvap ancora esistente (http://www.ivass.it/ivass/imprese_jsp/HomePage.jsp).
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Bruno Rossi
Bruno Rossi
Informazioni sull'autore
Giornalista economico per il settore delle assicurazioni. Laurea in scienze politiche. Pubblicazione di tre libri. Medaglia d’oro dell’Ordine dei Giornalisti di Bologna per 40 anni di carriera. Ha collaborato con: Rai , Milano Finanza, il  Resto Del Carlino , Il Messaggero, Panorama-Auto Oggi, Class, Patrimoni, Il Salvagente.
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