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Medioriente

Il Marocco affianca l’alleanza antiterrorismo

30 Ottobre 2014 di  Hamza Boccolini

Con l’accordo di cooperazione per la difesa firmato dal governo di Rabat e dagli Emirati Arabi re Mohammed VI appoggia, di fatto, l’alleanza statunitense contro lo Stato islamico.

Il Marocco affianca l’alleanza antiterrorismo
Emirati Arabi e Marocco Il governo del Marocco e quello degli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di cooperazione nel settore della difesa e dell'intelligence. 

Secondo quanto ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri di Rabat,  il Marocco è pronto a sostenere gli Emirati nella sua lotta al terrorismo  "per difendere la sicurezza e la stabilità di tutta la regione  mediorientale". Su indicazione di re Mohammed VI, il governo marocchino ha  firmato un protocollo che rafforza la cooperazione nel settore militare tra  i due paesi che comprende corsi di addestramento in Marocco per i soldati  emiratini.

Il ministro degli Esteri marocchino, Salahuddin Mezlouar, ha spiegato che  "il nostro paese aiuterà gli Emirati Arabi Uniti inviando forze di sicurezza  da dispiegare in quel paese nella lotta al terrorismo". Parlando ieri nel  corso di una conferenza stampa tenuta a Rabat alla presenza del ministro  dell'Interno, Mohammed Hisad e del portavoce del governo, Moustapha Ramid,  il capo della diplomazia marocchina ha spiegato che "l'accordo di  cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza firmato con Abu  Dhabi ci vede protagonisti della lotta al terrorismo. Abbiamo già firmato  altri accordi di cooperazione militare in passato con paesi come il Bahrein  e Arabia Saudita e se dovessero chiederci un intervento delle nostre forze  saremmo disposti a inviarle".

In una nota diffusa prima della conferenza stampa dal ministero degli Esteri  di Rabat a proposito dell'accordo siglato con il governo di Abu Dhabi si  legge che "il nostro paese intende sostenere attivamente gli Emirati nella lotta contro il terrorismo e il mantenimento della pace e della stabilità,  regionale e internazionale, e in conformità con le indicazioni del re  Mohammed VI, sostenendo la pace e la sicurezza internazionale". I  diplomatici marocchini ricordano come "il nostro paese ha sempre contribuito  agli sforzi della comunità internazionale per la lotta contro ogni forma di  terrorismo. Si tratta di un'attività complementare rispetto a quelle che si  tengono a livello nazionale e rafforza il rapporto speciale e la cooperazione per la sicurezza con i paesi del Consiglio di Sicurezza del  Golfo (Ccg), in particolare gli Emirati Arabi Uniti", pur non facendo il  Marocco parte della coalizione internazionale contro lo Stato islamico.

La diffusione di questa notizia ha però riproposto in Marocco il problema  del pericolo del terrorismo. Il fatto che Rabat non facesse parte  dell'alleanza internazionale voluta da Stati Uniti contro lo Stato islamico aveva tenuto il paese nord africano a riparo dal pericolo di ritorsioni da  parte del gruppo jihadista. L'accordo di cooperazione militare e di  intelligence tra Marocco e Emirati Arabi Uniti "espone ora Rabat al rischio  di attentati terroristici in particolare da parte dello Stato islamico". E'  quanto si legge in un editoriale pubblicato dal sito informativo marocchino  "Hespress". "L'accordo firmato tra i due paesi arabi - si legge - espone il  Marocco al rischio di attentati perché gli Emirati fanno parte della  coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico  di cui Rabat non fa parte". Per questo ora "le autorità marocchine hanno  rafforzato l'allarme terrorismo coordinandosi a livello di intelligence con  un paese che è nemico giurato dello Stato islamico".
Hamza Boccolini
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Hamza Boccolini
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Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

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