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Arte in mostra

Roma, augusta (e virtuale)

31 Ottobre 2014 di 

Una grande esposizione allestita nella città eterna e, grazie alla tecnologia, visibile in contemporanea anche a Sarajevo, Amsterdam e Alessandria d’Egitto. Un viaggio interattivo alla scoperta del mondo romano.


Roma, augusta (e virtuale)

In occasione del Bimillenario della morte di Augusto il Museo dei Fori Imperiali, nei Mercati di Traiano, ospita sino al 10 maggio la mostra Keys to Rome. Le chiavi di Roma. La città di Augusto. Tema centrale dell’esposizione è l’età augustea. La mostra rappresenta un esperimento espositivo unico nel suo genere in quanto non solo è stata inaugurata in contemporanea in quattro diverse città (Roma, Alessandria d’Egitto, Amsterdam e Sarajevo) ma, grazie all’integrazione di diverse applicazioni tecnologiche, aprirà lo sguardo al museo del futuro.

In ognuna delle città una parte dell’esposizione sarà comune, saranno inoltre fruibili percorsi specifici. L’esposizione, organizzata dalla più grande rete di eccellenza europea sui Musei Virtuali (V-MUST) coordinata dal CNR e promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina e dall’Istituto per le tecnologie applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR, mira ad illustrare due percorsi tematici complementari e intrecciati: uno narrativo che permetterà ai visitatori di “camminare” nella città augustea, l’altro di approfondimento tematico che condurrà tra i luoghi mitici e storici legati alla figura del princeps.  Sarà un viaggio interattivo alla scoperta del mondo romano compiuto osservando quattro musei, quattro città, quattro modi diversi di essere cittadini romani; un mondo di cui Roma era centro assoluto. Le quattro città simboleggiano i quattro angoli del mondo romano e consentono di guardare all’Impero da punti di osservazione storici, geografici, culturali e umani diversi. Forniscono quattro diverse prospettive sulla cultura romana evidenziandone le diversità attraverso le varie epoche dell’impero. “I visitatori attraverseranno le porte del tempo con le chiavi di Roma”.
L’approccio alla mostra quindi è sia tecnologico, con giochi e racconti che permetteranno ai visitatori di avvicinarsi ai reperti esposti in un modo nuovo, sia descrittivo e didascalico in quanto si va alla ricerca delle testimonianze della città augustea ancora visibili nel tessuto urbanistico contemporaneo. Filmati, sistemi di interazione naturale, applicazioni mobili, pannelli interattivi con tecnologia touch dislocati lungo tutto il percorso, guideranno i visitatori nel ripercorrere la storia romana dal VI secolo fino all’età augustea e illustreranno le novità scientifiche sugli ultimi scavi.  Ad aiutare i visitatori in questo viaggio, un vecchio mercante e suo nipote alle prese con la storia della loro famiglia. Sul pavimento della Grande Aula del Museo è stata riprodotta una mappa della Roma di duemila anni fa da cui i monumenti simboli del periodo augusteo, come Ara Pacis e Mausoleo, “emergeranno” per raccontare la loro storia. Il visitatore avrà la sensazione di camminare nella Roma di duemila anni fa. La storia del periodo augusteo, l’ascesa del princeps e la trasformazione della città da lui effettuata, saranno invece raccontate da due busti di Augusto e Agrippa. Insomma, una tecnologia d’avanguardia fatta di innovativi apparati digitali, frutto del lavoro di un team di 50 ricercatori che hanno lavorato stando in 8 diversi paesi,  all’interno del progetto  V-MUST. Un lavoro durato quattro anni durante i quali sono state confrontate le esperienze dei singoli musei per arrivare a realizzare una tecnologia virtuale al servizio di musei e Beni Culturali. Il risultato è una delle più grandi produzioni digitali della storia del Digital Heritage: Keys to Rome, definita “il prototipo per un futuro senza precedenti nel mondo scientifico di riferimento”. Questa esposizione mostra infatti come la tecnologia apra un ventaglio di possibilità incredibili. Ad esempio, a Sarajevo il più importante museo archeologico nazionale, il Museo Nazionale della Bosnia Herzegovina, è chiuso al pubblico: la mostra Keys to Rome permetterà di osservare alcuni reperti della collezione altrimenti inaccessibili; a Roma i visitatori, novelli Tom Cruise in Minority Report, attraverso un’interfaccia potranno spostare oggetti digitali da uno schermo all’altro, con il dito potranno tracciare i colori perduti sui marmi di alcuni monumenti, potranno camminare nella città di Augusto calcando la mappa sul pavimento del museo.
L’evento è stato occasione per sperimentare collaborazioni inedite con alcune università statunitensi con sede a Roma aderenti all’Association of American College and University Programs in Italy. Gli studenti della The American University of Rome, ad esempio, aiuteranno i visitatori stranieri nella fruizione delle postazioni più innovative, attiveranno inoltre laboratori e giornate di incontro per approfondire determinate tematiche. L’Institute for the International Education of Student, oltre ad aver tradotto alcuni testi, ha lanciato un concorso fotografico ispirato ai luoghi di Augusto e ha messo a disposizione professionalità interne per il monitoraggio del pubblico. Tutte queste iniziative sono svolte in sinergia con la Sovrintendenza Capitolina.

Un coreano nell’antica Roma
Contemporaneamente a questa grande esposizione, all’interno dei mercati di Traiano è stata inaugurata la mostra curata da Gabriele Simongini e dedicata allo scultore coreano Park Eun Sun. Occasione dell’evento è il 130° anniversario delle relazioni bilaterali tra Italia e Corea del Sud. Nella mostra, promossa dall’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia e realizzata dallo Studio Copernico di Milano, l’artista, in Italia da circa ventidue anni, esporrà sino al 30 novembre 13 sculture di grandi dimensioni, alcune delle quali realizzate per l’occasione. La più imponente è “Accrescimento-colonna infinita III”, alta ben sette metri, che crea una sorta di gioco spazio temporale con le colonne tipiche dell'architettura romana. E infatti uno dei punti di forza della mostra vuole essere proprio il confronto-dialogo sul motivo della colonna, nel cortocircuito fra colonne romane e colonne scolpite da Park con l’ibridazione di tradizioni diverse. “Le mie sculture – spiega Park Eun Sun - si devono inserire con rispetto  in questo maestoso contesto, assecondando e sottolineando la bellezza dei suoi ritmi spaziali ed architettonici, di volta in volta espansi con un andamento orizzontale o verticale. La mia è come un’offerta devota a questo magnifico e potentissimo scenario”. Occidente e Oriente. Ai Mercati di Traiano l'innesto contemporaneo originato da queste due civiltà antichissime prende forma concreta nelle sculture di Park Eun Sun.

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