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Le ultime parole famose

Il tempo delle previsioni

09 Maggio 2014 di  Simone Morano

La storica rubrica umoristica di Bort sulla Settimana Enigmistica rivela la debolezza delle profezie. Da quelle di Fassino su Grillo a quelle di Casaleggio sul difficile futuro di Facebook.

Il tempo delle previsioni
Mario Bortolato è un fumettista italiano, il suo pseudonimo è Bort. Quasi sicuramente non lo conoscete, ma quasi sicuramente conoscete le sue vignette: Bort è l’autore di una delle rubriche umoristiche più famose della Settimana Enigmistica, Le ultime parole famose.

Le ultime parole famose rivelano la fragilità delle previsioni, l’intrinseca debolezza delle profezie, la volubilità dei pronostici. Chiedere, per conferma, a Stefania Pezzopane, senatrice del Partito Democratico, che nell’estate del 2013 affermava con sicurezza: “Il governo Letta durerà un paio di anni”. Oppure a Piero Fassino, che nel luglio del 2009, intervistato da Massimo Giannini su Repubblica Tv, lanciava a Beppe Grillo un guanto di sfida avvolto nello scetticismo: “Il Pd non è un taxi su cui chiunque può salire. Se Grillo vuole fare politica fondi un partito. Metta in piedi un'organizzazione, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”.

Ma dedicare Le ultime parole famose solo alla politica sarebbe fin troppo facile, e un po’ ingeneroso: meglio ampliare gli orizzonti. È curioso, per esempio, prendere in mano il Corriere della Sera del 12 gennaio del 2009, arrivare a pagina 26 e leggere, in un articolo in cui si parla di Facebook, queste parole: “Gianroberto Casaleggio, dello studio di consulenza Casaleggio Associati, si dice però scettico sulla sostenibilità del modello di business: «Se Zuckerberg non trova un grande compratore, come è stato Murdoch per MySpace, non vedo grandi prospettive». Il valore di siti come Facebook sta nelle informazioni pubblicate dagli utenti, sottolinea Casaleggio, «ma l'unico servizio offerto è la ricerca di persone e questo lo si può fare anche con Google»”.

Suvvia, una profezia sbagliata non è poi così grave: non lo è nel settore dei media, e non lo è nemmeno nello sport. Il 12 febbraio del 2008, la Gazzetta dello Sport si lanciava in un divertente giochino:  “Chi giocherà il mondiale del 2014? […] Abbiamo provato a comporre l’Italia per il mondiale 2014 in Brasile”. Il risultato? “Davanti a Consigli concedeteci Criscito e De Ceglie, […] li affiancheremo a Ranocchia [e] De Silvestri, inserito tra i migliori venti talenti al mondo dagli inglesi, specialisti unici in classifiche su ogni cosa. […] Centrocampo su due linee con la coppia Russotto-Dessena davanti alla difesa. Tanta fantasia, fosforo e muscoli. […] Prima di scegliere le tre mezze ali puntiamo tutto sul rosso, anzi sul rossonero: Alberto Paloschi centravanti. Lui sa fare reparto da solo, in area "sente" la porta, è rapido e potente. Dovrà imparare a muoversi, a creare spazi per i compagni, ma quel che deve fare lo sa benissimo. Il gol è la sua missione. Dietro di lui si potrebbero muovere Cerci, Balotelli e Forestieri”. Ma attenzione: “nel 2014 potrebbe esserci anche Alberto Baccarin, nato a Vicenza nel ’93 e ora alla Fiorentina: un 10 classico. Uno tra Rivera e il primo Pirlo, per intenderci. E per molti lui il Mondiale 2014 lo vedrà da molto vicino”. Per la cronaca, Forestieri adesso gioca nel Watford, la serie B inglese, mentre Russotto sgambetta nel Catanzaro, Lega Pro Prima Divisione; di Baccarin, invece, si sa poco o nulla, ma su Internet si può reperire con facilità una foto in cui compare in mutande, nel prestigioso blog Soccer Players in Underwear: La cosa più grave, comunque, è che non ha nemmeno una pagina Wikipedia dedicata.

Il pallone rimbalza, in ogni caso, e dai calciatori in slip arriva fino a Milano, dove martedì 29 maggio 2012 il presidente dell’Inter Massimo Moratti assicurava: “Andrea Stramaccioni sarà l’allenatore dell’Inter per le prossime tre stagioni”.

Da un Moratti… all’altra: il 29 gennaio 2011 Letizia Moratti, sindaco di Milano, si lascia andare a previsioni ottimistiche sulla realizzazione di due nuove linee metropolitane nel capoluogo lombardo. Citando Omnimilano.it: “Il sindaco, Letizia Moratti, ha dichiarato oggi che le linee 4 e 5 della metropolitana, una già avviata e l'altra non ancora iniziata, saranno pronte entro il 2015. «Ce la facciamo, ce la faremo - ha detto il sindaco a margine della presentazione dei nuovi mezzi Atm in piazza Duomo - stiamo lavorando a pieno ritmo, le difficoltà che abbiamo avuto ad Assago non le abbiamo sulla linea 5 e non le avremo sulla linea 4». «Quindi - ha concluso Moratti - la risposta è sì, saranno completate per il 2015»”. Sembra quasi superfluo dirlo, ma naturalmente né la linea 4 né la linea 5 saranno completate entro il 2015: sarà per il prossimo Expo, suvvia.

Vietato lasciarsi andare alla malinconia, comunque: per consolarsi, è sufficiente dare un’occhiata a quello che Luca Sofri scriveva il 2 maggio del 2006. “Io vi dico questa: con Berlusconi abbiamo chiuso. Non subito, non senza fatiche e seccature ancora, ma ormai è in discesa. Augh”. Al di là del fatto che, nel ciclismo, chi è in discesa può anche tentare la fuga (dipende tutto dai tribunali), Le ultime parole famose di Sofri non hanno trovato riscontri concreti nella realtà.
Non rimane che affidarsi alla musica, con le rassicurazioni di Luciano Ligabue, che a novembre del 2003 a Sorrisi e Canzoni parlava del suo ostracismo verso il Festival di Sanremo: "Mi hanno offerto un sacco di soldi per fare il superospite, ma non ci andrò mai. Non l'ho mai seguito e proprio non mi interessa". Caro Liga, sulla Settimana Enigmistica ci sei finito anche tu.
Simone Morano
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Simone Morano
Simone Morano
Informazioni sull'autore
Nato a Seregno nel 1987, laureato in Linguaggi dei Media. Web writer, collabora con Lettera43 e GuidaConsumatore, ed è uno degli analisti della trasmissione di Raitre Tv Talk. Nel 2010 per Fermenti Editore ha pubblicato la raccolta di poesie "Hai perso una goccia".
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