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Scuola e territorio

Secondigliano, alzati e cammina

17 Maggio 2014 di  Riccardo Rossi

Il miracolo di far resuscitare le periferie è possibile. Lo dimostra un progetto culturale realizzato a Napoli. SeLf Secondigliano Libro Festival cancella emarginazione e delinquenza in nome della cultura e della creatività.

Secondigliano, alzati e cammina
Le periferie delle città non sono solo emarginazione e delinquenza, ma anche creatività, solidarietà, gioia di vivere. E’ il caso di Secondigliano, periferia napoletana, dove da oltre un anno è nato un progetto, SeLf Secondigliano libro Festival, che valorizza la fantasia dei ragazzi e li guida alla riscoperta di Napoli e in particolare del quartiere dove vivono.

In questi giorni sono stati esposti in una mostra a Secondigliano i lavori degli alunni delle quinte classi di tre scuole del quartiere: il 30° circolo didattico Giuseppe Parini, I.C. Pascoli II Napoli plesso Carbonelli segmento primaria e la scuola Nazario Sauro. Gli alunni hanno realizzato sia disegni, sia dei veri e propri racconti. Molto carina la storia “La Provola affumicata” dove si narra del tentativo di martirio di San Gennaro. I soldati romani arrestavano tutti secondiglianoi cristiani e per questo motivo fu preso anche San Gennaro, il governatore di Nola decretò dovesse essere bruciato nella fornace ardente.  Al santo fu concesso un ultimo desiderio e lui chiese una provola, tipico formaggio fresco di Napoli. San Gennaro, impegnato nelle sue preghiere, si dimenticò di mangiare la provola e la ripose in tasca. Più tardi le guardie andarono a prelevare il santo dalla prigione per condurlo alla fornace; dopo tre ore i soldati andarono nuovamente alla fornace per prendere quello che rimaneva di San Gennaro. Le guardie, invece, furono stupite nel trovare San Gennaro illeso, però si sentiva un odore particolarmente delizioso. Era la provola che si trovava nella tasca del santo che si era affumicata a puntino e da quel giorno fu inventata la provola affumicata che ancora oggi è una delle delizie tipiche della Campania. Questa storia è stata scritta dagli alunni classe VC I.C. Pascoli II Napoli plesso Carbonelli segmento primaria.  

Un altro racconto inventato dai ragazzi narra la vera leggenda dell’Ovo di Castel dell’Ovo. Gli alunni hanno raccontato la storia di Virgilio, di sua nonna Pina e dell’Ovo. Nonna Pina ogni domenica preparava le tagliatelle all’uovo con il ragù per suo nipote Virgilio, convinta che migliorassero il suo estro poetico. Il povero Virgilio non era per nulla contento di dover mangiare ogni domenica sempre la stessa cosa e allora s’industriava per fare sparire le uova a sua nonna.  Il poeta le nascondeva in ogni luogo e arrivò a occultarle anche nelle fondamenta del castello in costruzione.  Una signora vide compiere questo gesto al famoso poeta e gli chiese spiegazioni, Virgilio non si perse d’animo e raccontò una storia mirabolante che ancora oggi è la leggenda che parla dell’uovo del Castel dell’Ovo.  Anche questa fantasioso racconto è opera degli alunni classe VC . Molto belli anche i disegni, uno raffigura Totò realizzato dagli alunni della VC della scuola “G. Parini”, un altro disegno raffigura un pulcinella che si scatena in una danza con una pizza in mano. Hanno partecipato anche gli alunni VB della scuola Nazario Sauro con delle storie e disegni della “Terra dei fuochi” del problema delle armi e della droga. 

secondigliano 1Il SeLF – Secondigliano libro festival è promosso dalla sezione “Monni” dell’Associazione italiana maestri cattolici e dalla VII Municipalità in collaborazione con le scuole del territorio, l’associazione culturale Arte presepiale e la LS Comunicazione e si avvale del contributo dell’Aeroporto internazionale di Napoli e di un privato cittadino. Il progetto intende promuovere l’incremento degli indici di lettura e più in generale, stimolare e valorizzare la fantasia dei giovani e migliorarne i livelli culturali. Il direttore di Self, Salvatore Testa e le coordinatrici Tania Morgani e Beatrice Tessitore si sono prodigati nel realizzare questa e altre iniziative per la riscoperta dell’identità del quartiere. La bellezza è ovunque, anche nei quartieri di periferia.
Riccardo Rossi
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Riccardo Rossi
Riccardo Rossi
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Qualche anno fa, Giuseppe Messina (un missionario), Giuseppe Motta (un imprenditore) e Riccardo Rossi, (un addetto stampa), scoprono di avere un desiderio comune: quello di creare un giornale di buone notizie. Che non fosse soltanto un magazine, ma un vero e proprio promotore di carità, di speranza e di gioia. 
Hanno ancora un sogno: quello di donare un po’ di Gioia e di seminare solidarietà.
La Gioia onlus è una associazione non lucrativa, di utilità sociale. L’associazione, nell’esclusivo perseguimento di solidarietà sociale, si propone lo svolgimento nei settori dell’assistenza sociale, beneficienza, istruzione e formazione; della cultura, dell’arte, dei diritti civili, della natura e dell’ambiente. Essa nasce con l’intento di promuovere la diffusione nella società in generale, e tra le persone deboli ed emarginate in particolare, del rispetto dei valori umani, dell’osservanza dei buoni costumi, della cultura dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà attraverso la pubblicazione e distribuzione gratuita di giornali e riviste principalmente in istituti penitenziari, ospedali e scuole, nonché la promozione di studi, ricerche ed iniziative, conferenze e congressi, seminari e gruppi di studio. L’associazione, inoltre, svolge attività nei settori della cultura, dell’istruzione, della formazione e della carità.

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