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In esposizione a Roma

Arrivano i mostri

24 Gennaio 2014 di 

Al Museo Nazionale Grifi, Gorgoni, Satiri, Chimere, Sirene, Arpie. Le creature fantastiche della paura e del mito dall'antichità a Hollywood.

Arrivano i mostri

Mostri. Creature fantastiche della paura e del mito è la nuova grande mostra in corso al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo e in programma sino al 1 giugno. L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in collaborazione con Electa, è curata da Rita Paris, direttore del Museo, ed Elisabetta Setari.

L’esposizione si pone in continuità con l’evento del 2011 Usciamo a riveder le stelle, inerente la scultura ideale di dèi ed eroi, approfondendo un aspetto complementare: ogni eroe ha sempre un mostro da combattere, simbolo dei lati oscuri dell’animo umano. L’esposizione indaga i miti della tradizione classica che hanno influenzato l’arte moderna e contemporanea, e soprattutto il cinema, forma artistica che più di tutte subisce da sempre il fascino delle paure umane legate alla quotidianità e incarnate da queste figure mostruose. E lo fa attraverso più di 100 oggetti provenienti da alcuni dei più importanti musei internazionali e nazionali, quali il Getty Museum di Malibu, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, il Kunsthistoriches Museum Antikensammlung di Vienna, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, la Galleria degli Uffizi di Firenze, I Musei Capitolini di Roma. L’albo dei prestatori è molto lungo, e annovera Cipro, Berlino e istituti sparsi in tutto il territorio nazionale. “L’accurato progetto scientifico di Rita Paris ed Elisabetta Setari”, ha precisato la Soprintendente Mariarosaria Barbera “ha permesso di esporre accanto a opere “da manuale”, generosamente prestate da importanti istituzioni, oggetti meno noti o mai visti provenienti da musei indebitamente considerati “minori”, dai depositi, da sequestri o di recente restituzione”.

Uomini, dei e i miti
Al visitatore che andrà ad ammirare vasi, terrecotte architettoniche, sculture, armi, affreschi, mosaici, di diversa cronologia e di diversi ambiti culturali (orientale, greca, etrusca, romana e italica), su cui sono raffigurati Grifi, Gorgoni, Satiri, Chimere, Sirene, Arpie, sarà offerto un ricco panorama dell’iconografia di queste creature nelle diverse culture antiche. La loro presenza in queste culture fa capire quanto abbiano viaggiato i loro miti. “La mostra fa parte di un programma di valorizzazione del Museo perseguito negli ultimi anni” ha spiegato la Soprintendente Barbera “l’argomento può sembrare bizzarro ma è nell’animo dell’archeologo voler stupire. Il mito ha forza perenne di poesia e di immagini, e le creature fantastiche che lo popolano hanno un rapporto, carico di suggestioni, con l’uomo e con il mondo antico e moderno”. Proprio per evidenziare quale fonte inesauribile d’ispirazione siano state nel tempo queste creature, sono esposte tre tele: Creta di Alberto Savinio in cui è raffigurato il Minotauro con testa di giraffa, Medusa di anonimo fiammingo della prima metà del XVII secolo e Perseo libera Andromeda del Cavalier d’Arpino con una bella raffigurazione di Pegaso.

 
Dall’antichità ad Hollywood
Per spiegare il legame che intercorre tra i mostri dell’antichità e la realtà cinematografica moderna, alla conferenza stampa erano presenti i premi Oscar Scott Ross, pioniere degli effetti speciali, e Shane Mahan, creatore di mostri meccatronici, che hanno collaborato a film di grande successo come Terminator, Alien, Predator, Titanic, Ironman e Jurassic Park. “I miti permangono nel tempo come le paure ad essi associati” ha spiegato Scott Ross “Il Minotauro per esempio mi ricorda il mio ex socio James Cameron, l’Idra gli avvocati che lavorano nel settore della cinematografia, le sirene le attrici con cui uscivo. Noi attingendo al loro repertorio dobbiamo rielaborarne le storie per ridargli vita nei film attraverso le moderne tecnologie. A Roma trovo ispirazione in ogni angolo”. “Quando creo” ha aggiunto Shane Mahnan “prendo spunto dall’arte, tenendo ben presente che ogni creatura ha la sua storia. La mitologia viene sempre prima della creazione di un mostro in quanto noi creiamo i discendenti degli antichi mostri. La scelta del mostro dipende dal messaggio che vogliamo dare: i robot indicano che bisogna avere paura dalla tecnologia, i mostri classici invece mettono in guardia nel non fare certe cose, come ad esempio andare a largo in mare o avventurarsi di notte in montagna”. Per Mahnan la creatura più mostruosa è sicuramente il Minotauro. Ed è proprio questo mostro il punto di partenza della mostra. “Il Minotauro è il mostro per eccellenza” ha spiegato Rita Paris “la statua del Minotauro, esposta nel primo piano del museo, trovata a Roma nella zona dello Stadio di Domiziano (attuale Piazza Navona), si sposta per introdurre la mostra e assumere una sorta di ruolo guida in un labirintico percorso espositivo, attraverso tante opere che raffigurano creature fantastiche. Questa è una mostra visiva, non concettuale, fatta di immagini e storie che mirano a guidare il visitatore a scoprire una serie di mostri con ritmo incalzante e senza tregua”.

Labirinti e luoghi oscuri
L’allestimento infatti si spira ad un labirinto, che costituisce la forma più antica del viaggio iniziatico che ogni eroe deve compiere per accedere ad una consapevolezza superiore. Alla base di questa mostra c’è la consapevolezza che i mostri antichi hanno sempre costituito un termine di confronto per l’uomo, lungo un percorso che gli ha permesso di costruire la propria identità. Il percorso espositivo si articola per aree tematiche, in cui è approfondita l’iconografia di ogni creatura fantastica e ne è illustrata l’evoluzione nel tempo. Si parte dal Minotauro e si inizia un viaggio pauroso tra Gorgoni, Chimere, Grifi, Centauri, Tritoni, Nereidi, Sileni e Sirene. Incontreremo Medusa dalla chioma di serpi e lo sguardo terrificante in grado di pietrificare, Scilla con le sue sei teste di cane, la strangolatrice Sfinge, l’Idra di Lerna dalle molteplici teste di vipera, Acheloo con corpo di toro e  testa di uomo, Pegaso il cavallo alato nato dal sangue zampillante dalla testa decapitata di Medusa. Nel corso dei secoli questi esseri perdono la loro connotazione mostruosa e apotropaica per assumere, nella cultura romana, valore decorativo, funzionale all’esaltazione del potere e quindi come semplice riferimento alla cultura classica. Un patrimonio mitologico che ha attraversato i secoli per animare le fiabe e i film dei tempi moderni, e che ancora oggi è protagonista nelle nostre paure e nel nostro immaginario.

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