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Ambiente

Rabat in prima fila contro i cambiamenti climatici

13 Dicembre 2017 di  Hamza Boccolini

Mohammed VI a Parigi al One Planet Summit: il Marocco punta alla riduzione dei gas serra e all’aumento delle energie rinnovabili entro il 2030.

Rabat in prima fila contro i cambiamenti climatici
Il re del Marocco, Mohammed VI, si è detto impegnato in prima fila contro i cambiamenti climatici. Per questo si è recato nei giorni scorsi in Francia dove ha incontrato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante il "One Planet Summit" che si è solto a Parigi.

Secondo gli osservatori locali si tratta di un evento di primo piano, seguito con attenzione dai media nazionali, che dimostra l'impegno del monarca rispetto ai problemi dell'ambiente. La presenza di Mohammed VI a Parigi "dimostra innanzitutto l'importanza data dal sovrano alla questione del cambiamento climatico, resa evidente dal lancio di una serie di programmi e progetti", ha detto il ministro degli Esteri marocchino, Naser Bourita alla stampa locale a margine del summit. "Il Marocco ha chiare ambizioni in termini di riduzione dei gas serra e di aumento dell'uso delle energie rinnovabili entro il 2030", ha osservato il ministro degli Esteri di Rabat, sottolineando che Mohammed VI ha anche sviluppato programmi per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili.

La presenza inoltre al vertice di Parigi anche dell'erede al trono di Rabat, principe Moulay El Hassan, è stata intesa dai media marocchini come "simbolo del coinvolgimento dei giovani alla causa del clima". Si rileva inoltre sulla stampa locale come la partecipazione del capo di Stato al "One Planet Summit" testimoni "in modo eloquente l'interesse particolare accordato dal paese per la questione climatica e il posto occupato dal cambiamento climatico nelle sue preoccupazioni".

Il capo dello Stato marocchino è arrivato sull'isola di Seguin, sede del vertice a ovest di Parigi, in compagnia del presidente francese e di altri capi di Stato e personalità politiche. La stampa marocchina sottolinea come, durante il vertice, sia stato affermato che Mohammed VI, "attraverso la sua presenza in questa sessione di apertura, ha dimostrato il suo impegno per la causa del clima attraverso l'organizzazione della COP 22", la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici tenuta a Marrakech nel 2016. Inoltre, il sovrano marocchino è stato elogiato per il suo ruolo di "guida dello sviluppo sostenibile del continente africano" e per "il programma ambizioso delle energie rinnovabili " attuato dal governo di Rabat. Alla sessione di apertura del "One Planet Summit" erano presenti il presidente francese Macron, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim, il premier britannico Theresa May, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan e numerosi di capi di Stato e di governo. Durante la cerimonia inaugurale, è stato proiettato un filmato sull'adozione il 12 dicembre 2015 dell'Accordo di Parigi sul clima.

Il 15 novembre 2016, prima della riunione di alto livello della COP 22 di Marrakesh, Mohammed VI ha tenuto un discorso che aveva l'obiettivo di essere una road map per la concezione e la percezione del paese nella gestione multilaterale delle questioni ambientali nel contesto della solidarietà intergenerazionale. I discorsi del monarca sin dal 1999 contengono richiami ad una presa di responsabilità e dalla solidarietà per affrontare il disastro e l'emergenza climatica. Rabat è impegnata in questo senso sin dai vertici di Rio nel 1992 e nel 2012 e Johannesburg nel 2002, come riportato nella sua Carta sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Per questo il presidente francese, Macron, ha sottolineato l'impegno del Marocco per i cambiamenti climatici nel vertice Cop 23 a Bonn. Nello stesso evento, il Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e il Cancelliere tedesco Angela Merkel hanno elogiato l'azione per il clima del Marocco, alla luce del fatto che Rabat ha preso iniziative per produrre, entro il 2030, il 52 per cento della sua energia da fonti rinnovabili.
Hamza Boccolini
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Hamza Boccolini
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Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

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