Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Politica internazionale

Se monarchia fa rima con garanzia

12 Luglio 2014 di  Hamza Boccolini

Secondo uno studio britannico, nel mondo arabo è la monarchia a creare stabilità. Come in Maroccco.

Se monarchia fa rima con garanzia
Alla luce di quanto avvenuto in Medio Oriente con la primavera araba, è emerso che i Paesi più stabili che hanno evitato le ripercussioni negative delle rivolte sono stati proprio quelli governati da una monarchia. Un esempio tra tutti è stato quello della monarchia di Rabat.

La stabilità politica di cui gode il Marocco "è rafforzata e garantita per lunghi secoli da una monarchia forte e popolare". E' quanto si legge in un'analisi della Royal United Services Institute (Rusi) resa nota a Londra e ripresa dai media di Rabat. Secondo gli analisti britannici "il Marocco rimane uno dei pochi Paesi del Medio Oriente e Nord Africa a godere di una "stabilità a lungo termine". Secondo il centro studi britannico specializzato in questioni della difesa e della sicurezza, il Marocco, situato in una regione scossa dagli eventi della primavera araba, "ha avviato riforme politiche ed economiche che hanno ulteriormente consolidato la sua stabilità e la coesione sociale in contrasto con la situazione di altri paesi della regione".


Da Maometto alle tribù
Altrettanto stabili sono rimaste le monarchie petrolifere dei Paesi del Golfo così come quella del regno hashemita di Giordania. Secondo gli esperti il sostegno tribale di cui godono queste monarchie, oltre alla legittimazione politico-religiosa di cui godono (non dimentichiamo che sia il re di Giordania che quello del Marocco vantano una discendenza diretta da Maometto) sono alla base della loro popolarità, di cui non godono invece generalmente i politici arabi. A confermare questa tesi sono anche coloro i quali sono stati promotori
della cosiddetta primavera araba. Il Marocco avrebbe evitato la primavera araba "solo grazie alla saggezza del re Mohammed VI che ha adottato i provvedimenti politici giusti in tempo". E' quanto ha affermato il vice presidente del partito egiziano di Libertà e Giustizia, che fa capo ai Fratelli Musulmani, Isam el Ariyan. Intervistato dalla stampa marocchina, per le polemiche scoppiate nei giorni scorsi sul ruolo del Marocco nella commissione per Gerusalemme, ha spiegato che "mentre Zine el Abidine Ben Ali
è fuggito dalla Tunisia, Hosni Mubarak è stato arrestato in Egitto, Muammar Gheddafi è stato ucciso in Libia e Ali Saleh ha avuto un salvacondotto in Yemen, mentre Bashar al Assad non si sa che fine farà, il re del Marocco è stato saggio ed ha governato con giustizia riuscendo ad ottenere il sostegno del suo popolo". Sabato scorso l'esponente dei Fratelli Musulmani egiziani
era intervenuto su questo tema con un messaggio sul suo profilo Facebook nel quale ha scritto che "il popolo ha vinto in Egitto grazie all'esercito, in Libia grazie all'intervento della Nato, in Yemen grazie alla mediazione saudita e dei Paesi del Golfo e in Marocco grazie alla saggezza del re Mohammed VI".

Hamza Boccolini
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Hamza Boccolini
Hamza Boccolini
Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni