Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Il modello Marocco

Editoria: dal Festival di Otranto per un Maghreb unito

21 Settembre 2018 di  Hamza Boccolini

La questione del Sahara e la mancanza di sicurezza nella regione tra i principali ostacoli all’Unione del maghreb arabo.

Editoria: dal Festival di Otranto per un Maghreb unito
E’ necessario “ricomporre i conflitti in corso nella mia regione per poter avere un Unione del Maghreb e un Mediterraneo unito e prospero”. E’ quanto ha spiegato il giornalista marocchino, Bekkar Dlimi, al Festival giornalisti del Mediterraneo a Otranto.

“Abbiamo partecipato a questo festival e il tema riguarda le ragioni che ostacolano la creazione dell’Unione del maghreb arabo – ha spiegato l’intellettuale marocchino - ai giornalisti e al pubblico presente abbiamo raccontato che bisogna superare gli ostacoli che impediscono l'integrazione dei paesi nord africani con gli altri paesi del Mediterraneo e che i piani del passato contrastano con le nuove prospettive e quindi gli scontri che aumentano nella regione e le tensioni fanno si che aumentino anche le sfide che ci troviamo davanti come il terrorismo nella zona del Sahel e del Sahara, il contrabbando di armi, l’immigrazione e il commercio di esseri umani”. Diventa quindi necessario trovare “una soluzione come per la questione del Sahara che è considerata come la più importante delle questioni che impediscono qualsiasi integrazione dei paesi del maghreb e il fatto che continui porta a una mancanza di sicurezza nella regione”. Nel corso del festival “è stato riconosciuto il Marocco come un modello per i paesi della parte sud del Mediterraneo per il suo sviluppo che è legato alla stabilità del paese e c'è un piano strategico di rafforzare la cooperazione nel campo della sicurezza tra i paesi del Mediterraneo e in generale il festival è stata un occasione per i giornalisti delle due sponde per scambiarsi le idee sulla necessità di scambio di informazioni giornalistiche e per trovare una soluzione per queste sfide”. La presenza di una tenda e di una delegazione marocchina a Otranto “è stata utile per spiegare quali sono i progetti più importanti a livello di sviluppo nel settore agricolo e infrastrutturale delle regioni del sud. Con me ci sono i rappresentanti delle regioni del sud con una serie di libri che spiegano i progetti di sviluppo ma anche la cultura e la tradizione che hanno riscontrato successo tra il pubblico in quanto la nostra tenda è stata una porta della cultura marocchina e in particolare del sud del Marocco in Italia”.

Grazie al Festival di Otranto è emerso anche che il Marocco è in prima linea per risolvere il problema dell’emigrazione verso l’Europa che transita nel suo paese “e sono migliaia i migranti sub-sahariani che alla fine scelgono di rimanere in particolare nelle regioni del sud”. E’ quanto ha spiegato Shibata Mrabih Rabou, direttore del Centro ricerche sviluppo e diritti umani di Laayoun, che partecipa in questi giorni al Festival giornalisti del Mediterraneo in corso a Otranto. “Gli organizzatori di questo evento hanno scelto un tema per ricreare un tessuto tra i paesi del Mediterraneo e come membro di una Ong del Marocco ritengo che non si possa creare un nuovo tessuto senza evitare gli errori del passato e superare i problemi che hanno impedito l'unione del Maghreb arabo”. Le relazioni tra i paesi del Mediterraneo “sono deboli e in particolare a causa dei paesi del Maghreb perchè tra questi paesi ci sono dei problemi: il primo legato all’immigrazione; il secondo alla sicurezza e il terzo legato alla questione del Sahara”. Sull’immigrazione “troviamo che la regione del sud del Marocco è considerata l’unica zona sicura in quanto i suoi confini sono chiusi mentre quelli degli altri paesi vicini sono aperti al movimento dei migranti e quindi noi garantiamo la sicurezza nella regione. La politica del Marocco di decentralizzazione ha fatto si che a Laayoun ci sono 1800 migranti che invece di proseguire il viaggio verso l'Europa sono rimasti nella regione. Inoltre c’è una iniziativa dell'osservatorio africano di sviluppo delle migrazioni annunciato all’ultimo vertice africano a Nouakchott con sede a Rabat che è senza precedenti”. Sulla sicurezza “i problemi sono legati alla presenza dei gruppi terroristici come al Qaeda o lo Stato islamico e i motivi sono i confini semi aperti nel sud della Libia e dell’Algeria con Mali e Niger. Infine ii paesi della regione devono rivedere il loro modo di considerare la questione del Sahara e riprendere la proposta del 2007 di autonomia regionale proveniente dai rappresentanti eletti della regione e ci sono molti esempi positivi simili a cui essa si ispira come quella dell’autonomia regionale di Trento. Questa iniziativa trova l'accordo di tutti gli abitanti del sud e per questo è necessario sostenere queste iniziative per avere un Maghreb forte e unito e un mediterraneo integrato”.
Hamza Boccolini
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Hamza Boccolini
Hamza Boccolini
Informazioni sull'autore

Giornalista professionista, segue il mondo arabo per l’Agenzia Nova. Ha lavorato come capo servizio presso l’agenzia di stampa Aki – Adnkronos international, per la quale ha seguito le notizie diffuse dalle tv satellitari mediorientali, e prima ancora per l’agenzia Apcom. È stato docente di ‘Media nel mondo arabo’ per l’Università di Napoli l”Orientale’ e si è specializzato sui movimenti fondamentalisti islamici con un dottorato di ricerca all’Università di Parma. Ha vinto il premio Ischia per il giornalismo nel 2010 per i suoi articoli sulla galassia jihadista nel web. e nel 2013 il premio "Mare Nostrum Award" promosso dalla Grimaldi Lines per i reportage sulle autostrade del mare nel Mediterraneo, e il riconoscimento come "attore del partenariato tra Italia e Marocco" assegnato dall'ambasciata del Marocco.
In passato ha collaborato con diverse emittenti televisive e quotidiani come esperto di questioni mediorientali ed in particolare per le tv SkyTg24 e Canale Italia e per i giornali Libero, l’Indipendente e il Roma. Prima di diventare giornalista ha insegnato ‘Cultura islamica’ presso l’università degli Studi di Siena ed ha scritto pubblicazioni inerenti al mondo islamico come La vita del Profeta Muhammad (Di Salvo Editore 1999) L’Islam a Napoli (Intra Moenia editore 2002) Media e Oriente (Mursia Editore). E’ stato anche corrispondente per l’edizione araba della Bbc e France24.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni