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Extremalism

Estremismo e minimalismo nella danza contemporanea

18 Giugno 2015 di 

“Extremalism, il corpo in rivolta” è il lavoro messo in scena da due compagnie di danza internazionali al Napoli Teatro Festival. Il minimalismo portato all’estremo è la lente che ci svela la forza della vulnerabilità.

Estremismo e minimalismo nella danza contemporanea
Qual è la risposta dell’umanità alla crisi dei nostri giorni? Come si comporta il corpo in circostanze estreme? “Extremalism, il corpo in rivolta”, in scena al Mercadante di Napoli il 17 e 18 giugno all’interno del Festival, è un vero e proprio urlo del corpo che reagisce alla crisi, mostra la forza della vulnerabilità mettendo in contatto noi stessi con gli altri e ricerca nuove forme possibili.

Questo lavoro vede due compagnie di danza internazionali, il Ballet National de Marseille e l’ICKamsterdam, insieme. Trenta danzatori, 24 di Marsiglia e 6 di Amsterdam, celebrano il ventesimo anniversario della collaborazione dei visionari coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten che hanno sviluppato un universo artistico denso di tensione e sincronicità, fondendo elementi di danza classica a quella postmoderna. La curiosità verso il corpo e le sue più profonde motivazioni hanno fatto scaturire la loro collaborazione nel 1995 che, con gli anni, si è concretizzata in un nuovo linguaggio di fisici idiosincratici, dove il rigore della ricerca si combina con il minimalismo e per il quale è stato coniato il termine “extremalism”, contrazione di estremo e minimalismo.

In questo lavoro i movimenti, le scene, le luci e i suoni sono portati all’estremo, ma allo stesso tempo sono minimali e si concentrano sulla semplicità.

Un “racconto della carne” impregnato da una singolare teatralità, da movimenti toccanti ed energetici, dove la disciplina strutturale della danza viene continuamente riempita di eccentricità.

Greco, coreografo italiano, e Scholten, regista olandese, hanno saputo porre l’accento sul linguaggio del corpo, sulla decodifica delle sue interpretazioni, innestando un dato di imprevedibilità e di stupefatta sorpresa nel processo creativo.

L’elemento che cattura l’attenzione nello spettacolo è la scultura di luce “Chain Reaction” (“Reazione a catena”) dell’artista Henk Stallinga, un’istallazione circolare che gira su stessa come il globo terrestre, una navicella spaziale o una giostra di un luna park, in grado di evocare lo scorrere del tempo.

“Extremalism è il nostro urlo di battaglia”affermano gli autori della piéce “la quarta creazione di una serie di spettacoli dal tema ‘The Body in Revolt’. Il ciclo, composto da cinque parti, spinge il corpo a portare alla luce il cambiamento della società in atto, mantenendo come punto di riferimento il corpo stremato, quasi schiacciato. La nostra società è alla continua ricerca dell’efficacia e del rendimento, ma genera anche stress e disturbi fisici per l’eccessivo lavoro a cui ogni individuo è sottoposto. Molte persone hanno perso il contatto con il proprio corpo e le proprie sensazioni. Noi analizziamo il modo in cui il corpo si ribella a tutti questi fenomeni.

Dopo ‘Addio alla Fine’ (ispirato a ‘The improvising society’ di Hans Boutellier), ‘One man without a cause’ (ispirato a ‘Lo Straniero’ di Albert Camus) e ‘I Soprano’ (un incontro delle eroine tragiche di Verdi nel suo Requiem), questa creazione affronta in maniera singolare il suo tema: il punto di partenza questa volta non è un aneddoto, la storia o la filosofia, ma una situazione, uno stato d’animo”.

Questo spettacolo mostra la forza della vulnerabilità, mette in contatto noi stessi con gli altri e ricerca nuove forme possibili. Con uno sguardo sul passato, Greco e Scholten fanno tesoro del presente e tendono una mano al futuro dove la sincronicità si trasforma in un movimento sociale in cui l’essere umano si muove e respira all’unisono nel mondo.
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