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Il mondo dei sex addict

Il cybersex

11 Aprile 2014 di  Dalila Liguoro

Il cybersex può essere un punto di partenza o un punto di arrivo. La differenza con il cyberporno. La dipendenza, le percentuali di uomini e donne. I problemi di sicurezza e autostima. Gli adolescenti.

Il cybersex
In questo periodo stiamo facendo un tour nel girone dei lussuriosi, in particolare stiamo parlando di sex addict, ovvero di ipersessualità. Negli scorsi articoli abbiamo visto che gli ipersessuali oltre ad avere problemi con il sesso, ne hanno parecchi anche nella vita sociale.  Il lussurioso infatti raramente riesce a portare avanti un rapporto di coppia, e molto spesso entra in un vortice di eterna ricerca sessuale che arriva a portargli problemi anche nel lavoro e nelle relazioni sociali.

Per quanto riguarda i rapporti sociali essi rischiano di essere determinati dalla presenza o meno di una probabile preda da sedurre e portare a letto, ovvero dove essa non fosse presente l’ipersessuale diventa insofferente e poco socievole, è ovvio che in tal modo ne risentono parecchio i rapporti di amicizia, ma anche quelli con i colleghi di lavoro. Inoltre, per quanto riguarda il lavoro stesso, esso viene vissuto dal sex addict come un periodo di tempo in cui deve forzatamente rinunciare al sesso; l’insofferenza sul lavoro ovviamente porta a distrazione e lede la produttività, provocando a possibili richiami e licenziamenti; ma le cose peggiorano ulteriormente se il nostro ipersessuale svolge un lavoro che prevede l’uso del computer, infatti potrebbe non resistere alla tentazione del cybersex.

IL CYBERSEX
Il cybersex è una pratica erotica che si mette in atto attraverso la rete, essa viene divisa in cybersex propriamente detto e cyberporn; il primo prevedere un interazione reciproca tra interlocutori fatta tramite chat o webcam; mentre il secondo consiste in una ricerca di contenuti a sfondo sessuale già caricati sul web precedentemente e fruibili da chiunque in qualunque momento.
Si stima che almeno il 70% degli uomini tra i 18 e i 55 anni almeno una volta nella vita abbia ricercato sul web contenuti a sfondo sessuale, ma vi è una percentuale tra il 2 e l’8% che di questi comportamenti ne ha sviluppato una malattia vera e propria; la percentuale esatta è difficile da stimare in quanto chi ha un problema di cyber sesso tende a nasconderlo (e a nasconderne i problemi ad esso legati), ma dai dati ottenuti si è calcolato che il 60% dei positivi sia sposata.
Per quanto riguarda le donne la percentuale si abbassa notevolmente (0,5% circa), oltretutto cambia anche il tipo di cyber sesso a cui esse si rivolgono. Infatti le donne che praticano questa attività ricercano attenzioni a 360 gradi, ovvero apprezzamenti riguardo alla loro bellezza e sensualità, nonché una vicinanza emotiva di tipo passionale, romantico e affettivo; esse infatti al contrario dell’uomo, interessato quasi esclusivamente all’atto sessuale e alla visione di determinati dettagli, si buttano sulle chat, preferendo la fase del corteggiamento a quella dell’atto.

CYBERSEX COME PUNTO DI PARTENZA
Come per ogni tipo di interazione sociale, il web dà la possibilità di potersi nascondere dietro una maschera rendendo più facile l’interazione: non ci si deve presentare realmente come si è, non si è costretti a metterci la faccia (letteralmente) e se le cose si mettono male basta premere un tasto per disconnettersi.
Se si pensa che l’attività sessuale tra due individui è un tipo di interazione che prevede testualmente il mettersi a nudo, è comprensibile come per molte persone possa diventare più facile da attuarsi dietro uno schermo. In tal modo i propri difetti fisici e caratteriali, le proprie insicurezze e le proprie inibizioni possono essere nascoste. Sono infatti le persone più insicure, con una immagine di sé distorta, con una bassa autostima o con disturbi sessuali non diagnosticati ad avvicinarsi con maggior frequenza al cybersex.
Ma se da un lato il cybersex può aiutare alcuni individui ad avere una vita sessuale che altrimenti farebbero fatica ad avere; dall’altro, questa tentata soluzione al problema, tende ad amplificare le difficoltà: la persona si allontana sempre più dalla possibilità di una vita sessuale reale, diventando maggiormente impreparata ad un eventuale incontro reale.
Infatti il cybersex (compreso il cyberporn) tende a fossilizzare l’erotismo, ovvero tutto l’eros si concentra in un unico punto, portando ad una esperienza sessuale riduttiva e ad un potenziale sviluppo di parafilie. Viene quindi a mancare la reale “esplorazione” dell’altro: il confronto con il suo corpo, la sua persona e anche i suoi desideri.
A dirla tutta sarebbe più corretto chiamare il cybersexcyber-masturbation”, non solo perché l’atto vero e proprio si riduce appunto in una masturbazione, ma anche perché viene a mancare quell’incontro metaforico tra il proprio e l’altrui piacere, del quale abbiamo appena accennato, essenziale in un vero rapporto sessuale: il cyber sex punta esclusivamente alla propria soddisfazione sfruttando il piacere dell’altro, ma sfruttarlo non vuol dire incontrarlo, non vi è dunque un incontro tra piaceri, ma uno sfruttamento reciproco.
Infine la dipendenza da cybersex non solo aggrava i propri problemi di sicurezza e  di autostima, ma tende a peggiorare anche l’accettazione degli altri, chiudendo sempre più in se stesso l’individuo, il quale finisce col non accettare più niente, dentro e fuori da sé!

CYBERSEX E ADOLESCENZA
I problemi dei quali si è appena parlato peggiorano se al cybersex ci si avvicina troppo presto. In effetti l’età precoce con cui ci si avvicina al sesso ha portato ad un preoccupante aumento di problemi di erezione ed eiaculazione tra i giovani adulti, e per quanto riguarda il sesso e la pornografia virtuale, l’abuso di tale materiale ha portato ad una difficoltà crescente ad eccitarsi con partner reali.
Difatti, da tale attività, non solo aumenta la difficoltà del mettersi in gioco nella vita reale, ma aumenta anche l’ignoranza relativa al sesso. Molti ragazzi pensano di trarre insegnamento sulla sessualità femminile dai siti porno, ma in realtà questi sono una falsa descrizione di tale universo e il giovane che si approccia alla conoscenza dell’altro sesso in questo modo troverà non pochi problemi nella realtà: la pornografia viene costruita ad hoc per gratificare l’uomo, mettendo al centro la soddisfazione del suo ego, le pornodive sono quindi costruite a tale scopo e inscenano determinati copioni sapientemente scritti da uomini per gli altri uomini; ma tali personaggi non rappresentano lontanamente come la donna viva e si approcci al sesso; oltretutto nella realtà di un’interazione sessuale la gratificazione dovrebbe essere reciproca e l’ego andrebbe addirittura messo da parte nella condivisione di qualcosa che sia piacevole per entrambi.
Questo messaggio diventa difficile da comprendere per gli adolescenti che si sono avvicinati al mondo del porno troppo presto, ma diviene anche un problema per le ragazze che per soddisfare maschietti così auto-educatisi, devono mettere in scena dei personaggi che non le rappresentano nel tentativo di ottenere attenzioni di altro tipo.

CYBERSEX COME PUNTO DI ARRIVO
Oltre agli individui più insicuri che si approcciano al web come punto di partenza delle loro esperienza, vi sono anche quelli che si avvicinano al cybersex perché ormai non vi è più nulla che riesce a provocare in loro eccitazione, questo è proprio il caso di alcuni sex addict che usando la rete come palliativo tra un’attività sessuale e l’altra, scoprono in questa una nuova passione, che pian piano va a sostituirsi a l’attività svolta in real.
I motivi per cui il cybersex riesce pian piano a sostituirsi a quello reale sono da ricercarsi in quelli già descritti nel paragrafo precedente, ovvero la maggiore facilità d’approccio, il non doversi mettere in gioco, il poter soddisfare il proprio piacere senza occuparsi dell’altro, ecc. A questi va aggiunta la possibilità di trasgredire maggiormente esplorando aree al limite del legale (cosa che abbiamo già visto divenire essenziale per il sex addict ormai assuefatto dal sesso), sto parlando delle parafilie, volgarmente conosciute come perversioni, ma di queste parleremo la prossima volta.
Dalila Liguoro
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Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

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